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Zucchero strega Milano con un concerto indimenticabile

36 canzoni, una voce che ruggisce blues, omaggi a Luciano Pavarotti e Dolores O'Riordan, il furore del chitarrista Hotei: Sugar non delude mai

03 Marzo 2018 | 16:34 di Simone Sacco

Ce l'aveva promesso ed è stato uomo di parola. Intervistato da Sorrisi lo scorso novembre per l'uscita del suo ricchissimo cofanetto «Wanted» (10 CD + 1 DVD), Zucchero ne aveva approfittato per darci qualche dritta sul suo breve tour italiano (dieci date appena, prendere o lasciare) che lo avrebbe visto protagonista al termine dell'inverno.

«La cosa bella di questi nuovi concerti - disse Sugar in quell'occasione - è che potrò contare ancora una volta sulla mia meravigliosa band, la stessa che mi ha accompagnato durante il 'Black Cat World Tour 2016/2017'. Tradotto vuol dire che avremo almeno cento brani da cui attingere e potremo tranquillamente cambiare la scaletta sera dopo sera. Ci saranno le hit, ok, ma anche le canzoni meno popolari». E in un Forum d'Assago esaurito in ogni settore - quinto show in ordine di tempo dopo due tappe svizzere a Zurigo, il debutto di Padova e la replica di Torino - è andata esattamente così.

Prerogativa essenziale per comprendere un'esibizione di Adelmo Fornaciari: il suo non è solo un concerto pop o di musica leggera in generale. Zucchero canta in prima linea e si accompagna talvolta con la chitarra, ma non cade mai nel trabocchetto di puntare tutto sul suo carisma "da blues-star" che, capiamoci, resta comunque eloquente.

No, il reggiano concede al suo gruppo di dodici elementi grande libertà espressiva e perfino nella prima parte dello show, quella più autorevole e contemporanea dove snocciola nove brani tratti dall'ultimo 'Black Cat' più il recente singolo 'Un'altra storia', si sente che i "turnisti" sono liberi di lasciarsi andare suonando sì con la potenza di uno stereo casalingo, ma anche non replicando a tutti costi il compitino.

Alla terza canzone in scaletta ("Ti voglio sposare"), poi, compare sul palco anche il vero special-guest della serata:lo strepitoso chitarrista giapponese Tomoyasu Hotei (uno shredder che erutta note degne di David Gilmour) che non si esibisce spesso col Fornaciari, ma solo nelle occasioni davvero speciali. E quella del Forum (una delle roccaforti storiche di Sugar che suona qui fin dal 1993), decisamente, la è.

Eppure il vasto pubblico - variegato, seduto, educato e discretamente caloroso - desidera qualcosa di più. I grandi successi, magari, visto che questo non è solo un concerto, ma anche una celebrazione retrospettiva e ricercata. "Wanted", appunto. E Zucchero, alla richiesta di vedere il cammello, ripaga i dodicimila di Assago con moneta sonante.

Attacca una 'Vedo nero' da osteria e da lì tira avanti per altri sedici pezzi conosciutissimi e ben bilanciati tra up tempo ('Baila') e ballad ('Il volo'), successi storici (la botta sexy de 'Il mare impetuoso...' più una clamorosa 'Iruben Me' con Hotei in rampa di lancio) e novità gradite ('Chocabeck' che debutta proprio stasera), momenti intimi dove il Nostro bacchetta scherzosamente la band ('Hey man') ed enormi celebrazioni popolari (l'apoteosi di 'Miserere' con la voce di Pavarotti in playback). Un concerto nel concerto che non è mai un all you can eat ingordo, ma la vera marcia in più di quello che - brano dopo brano - si sta tramutando nella performance della vita.

Terminata la stessa 'Miserere' e tributato a dovere Lucianone, la musica suonata riprende il sopravvento: Adelmo torna temporaneamente nel backstage a ricaricare le pile e la "Sugar Machine Band" si lancia in due cover da urlo (uno strumentale jazzy di Eddie Harris dove sale sugli scudi il leggendario hammondista Brian Auger e la cover di Avicii, 'Wake me up', cantata dall'americano Doug Pettibone, uno che suona divinamente la pedal steel guitar e sembra il gemello di Robbie Robertson quand'era giovane) in attesa del gran finale. Che, intendiamoci, sarà bello lungo.

"Wanted III", la terza parte dello show, è equamente divisa tra piedi che scalpitano ('Solo una sana e consapevole libidine...' e 'Diavolo in me') e cuore che batte ('Diamante'). L'omaggio alla recentemente scomparsa Dolores O'Riordan è sintetizzato in uno struggente fermo immagine trasmesso sul megaschermo a forma di cuore: un forte abbraccio tra Zucchero e la cantante dei Cranberries di cui si intravede solo la chioma corvina e il fisico esile. 'Puro Amore' è la preghiera laica che l'intero Forum intona nei suoi confronti, esorcismo pop contro quel triste 15 gennaio scorso.

Finita? No, mancano all'appello i bis e la scelta delle canzoni, paradossalmente, è ancora ampissima (alla fine mancheranno all'appello 'Rispetto', 'Pippo', 'Con le mani', 'Senza una donna', 'Wonderful world', 'Così celeste' ecc.). Troppo repertorio e siamo comunque vicini alle tre ore di durata.

Zucchero scioglie il dubbio amletico con una strepitosa versione di 'Dune mosse' (e qui sale in cattedra la tromba di Lazaro Amauri Oviedo Dilout per colorare il capolavoro assoluto di tutto il suo repertorio) ed una conclusiva, delicata 'Hai scelto me' che, manco a farlo apposta, chiudeva anche il suo 'Blue's', nel senso del celebre disco del 1987. Fornaciari a questo punto ripete la consumata formula di Marvin Gaye ("Dove poso il cappello, quella è casa mia"), appende il suo cilindro al microfono e si concede, circondato dal suo gruppo, ad un affettuso abbraccio colletivo. Tutti applaudono. Anche le maschere. Nessuno escluso.

Fuori ci sono ancora scampoli di gelo formato Burian, tra poche ore si vota ai seggi e la vita ovviamente continua. Sul taccuino una sola certezza scritta a biro: la verve inossidabile di Zucchero, da quel lontano 1982 quando debuttò a Sanremo, è ancora qui - a 62 anni - a darci dentro con una voce possente che è la sintesi perfetta tra la supplica di Lucio Battisti e il ruggito di Joe Cocker.

La tentazione sarebbe quella di fargli il monumento equestre dopo l'infinita celebrazione andata in scena fino a pochi minuti fa, ma l'impulso è anche quello di farlo scendere di sella e invitarlo a pensare al 2019. Quando, ad esempio, cadrà il trentennale di 'Oro, Incenso e Birra' e forse il reggiano (domiciliato a Pontremoli) comincerà a ragionare su di un nuovo album. Il successore di 'Black Cat', per la cronaca. Il gatto nero che non poteva donargli più buona sorte di così. E notti indimenticabili come questa.

La scaletta di Zucchero live@Forum di Assago (2 marzo 2018):

Set 1: "Wanted I"

1) Partigiano reggiano
2) 13 buone ragioni
3) Ti voglio sposare (con Tomoyasu Hotei)
4) Ci si arrende
5) Ten More Days
6) Hey Lord
7) L'anno dell'amore
8) Fatti di sogni
9) Voci
10) Un'altra storia

Set 2: "Wanted II"

11) Vedo nero
12) Baila (Sexy Thing)
13) Never is a moment
14) Il volo
15) Iruben Me (con Tomoyasu Hotei)
16) Il mare impetuoso al tramonto salì sulla Luna e dietro una tendina di stelle… (con Tomoyasu Hotei) - debutto
17) Ridammi il Sole
18) Chocabeck - debutto
19) Allora canto
20) Un soffio caldo
21) Un piccolo aiuto
22) Hey Man
23) I tempi cambieranno
24) Occhi
25) It's All Right (La promessa)
26) Blu
27) Miserere
28) Freedom Jazz Dance (Eddie Harris cover)
29) Wake Me Up (Avicii cover)

Set 3: "Wanted III"

30) Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall'Azione Cattolica (con Tomoyasu Hotei)
31) Puro amore (omaggio a Dolores O'Riordan)
32) Diamante
33) X colpa di chi?
34) Diavolo in me

Bis:

35) Dune mosse - debutto
36) Hai scelto me - debutto