Cristina D’Avena: dai Puffi a Licia, una storia di amicizia, ritardi e risate

La cantante porta in tour, in estate, le famose sigle. E ricorda Alessandra Valeri Manera, l’autrice delle sue canzoni da poco scomparsa

9 Luglio 2024 alle 08:07

Cristina D’Avena non ha dubbi. La voce le trema un po’, ma il tono è deciso: «I miei concerti, quest’estate, saranno tutti per lei». “Lei” è Alessandra Valeri Manera, scomparsa il 20 giugno a 67 anni, storica responsabile della tv per ragazzi di Mediaset negli Anni 80 e 90. Fu lei a scoprire Cristina, a lanciare Paolo Bonolis con “Bim Bum Bam”, a portare in Italia quegli anime (ovvero i cartoni animati giapponesi) che hanno segnato l’infanzia di più di una generazione, a ideare l’indimenticabile serie tv sequel di “Kiss me Licia”. E, soprattutto, sono suoi i testi delle sigle che cantiamo ancora oggi. Parlare con Cristina della sua carriera significa, inevitabilmente, parlare anche di Alessandra.

Come iniziò tutto?
«Lo ricordo come se fosse ieri, anche se era il 1981. Alessandra stava cercando una voce per una sigla e chiese al Coro dell’Antoniano: le fecero il mio nome. Mi presentai lì e trovai lei, giovanissima e coi capelli lunghi, e dopo qualche domanda mi disse che volevano farmi incidere una sigla: quella di “Bambino Pinocchio”».

Il resto è storia.
«Avrebbe dovuto essere una sigla sola, invece Alessandra mi volle anche per tutte le altre. La prima che scrisse lei fu quella dei Puffi. Da lì arrivarono le altre: “Occhi di gatto”, “Dolce Memole”, “Rossana”... Le canzoni che canto oggi negli stadi le ha scritte tutte lei».

Come lavoravate alle sigle?
«Con grande attenzione. Ci andavamo entrambe con i piedi di piombo, perché doveva arrivare l’approvazione ufficiale dai produttori internazionali».

Ci racconta una giornata tipo in studio di registrazione?
«Iniziavamo sempre con… un rimprovero! Sono una ritardataria cronica, quindi arrivavo sempre con i miei dieci minuti di ritardo e Alessandra, puntualissima, mi rimproverava. Ma bastava un sorriso e le passava… E io iniziavo a cantare».

Cristina D'Avena con l'amica Alessandra

Eravate ben diverse.
«Diversissime! Lei era estremamente riservata, io tutto il contrario: ero estroversa e rumorosa, la coinvolgevo nelle mie trovate e lei mi rimproverava e diceva che la facevo impazzire… Ma alla fine stava al gioco. Quando abbiamo iniziato io avevo 16 anni, lei 24: siamo cresciute insieme».

Quanto ci metteva a imparare i testi?
«Dovevo essere rapidissima. Alessandra, meticolosa com’era, ci lavorava fino all’ultimo. A me arrivavano dopo pranzo, li studiavo e iniziavamo a registrare».

Ha iniziato giovanissima. Le diede consigli?
«Mi ha sempre detto di mettere nelle canzoni il mio carattere, la mia esuberanza e dolcezza. Sono sempre stata una persona sorridente, e lei mi diceva che dovevo interpretare ogni parola dei testi, darle espressione. Mi diceva: “Portali nel tuo mondo”. E l’ho sempre fatto».

C’è un testo a cui è più affezionata?
«In realtà tengo molto a tutte le canzoni, perché conosco la storia di ognuna. Penso che “Occhi di gatto” sia una delle più belle in assoluto, ma le canzoni dei telefilm hanno una sensibilità speciale. Parlano di bullismo, razzismo, separazione dei genitori, bambini che si chiudono in sé stessi... Ha toccato argomenti profondi e importanti».

Negli album “Duets” e “Duets Forever” ha ricantato le sigle assieme a grandi nomi della musica italiana.
«È stato incredibile, siamo rimasti in cima alle classifiche per settimane. Ricordo che Alessandra mi ringraziò perché le avevo regalato una soddisfazione immensa: duettare con artisti come Annalisa e Nek aveva infuso nuova energia nelle sue canzoni».

Lei non è solo una cantante: ha anche interpretato Licia.
«Ricordo che quando mi dissero che mi volevano parlare io pensai subito a un rimprovero! Invece in ufficio trovai Alessandra che mi spiegò che volevano produrre una serie tratta da “Kiss me Licia”, e desideravano me nel ruolo principale. Ero emozionatissima! C’era solo un problema...».

Quale?
«Nel cartone Licia ha i capelli corti. Io li avevo riccissimi e lunghi per tutta la schiena. Andai nel panico, continuavo a dire che coi capelli corti sarei sembrata mia nonna… (ride). Alla fine optammo per una parrucca: i miei capelli erano raccolti in una calza. Fu una vera sofferenza, soprattutto d’estate».

Com’erano le giornate sul set?
«Ci divertivamo tanto. Alessandra era sempre presente… anche troppo! Pasquale (Finicelli, alias Mirko dei Bee Hive, ndr) faceva spesso battute durante le scene dei baci, e lei lo sgridava, ma con ironia».

I telefilm di Licia furono un successone.
«Facevamo quattro milioni di spettatori ogni sera, battevamo tutti. Dopo ogni puntata, Giorgio Gori (allora direttore di Italia 1, ndr) ci chiamava per farci i complimenti. E pensare che adesso vanno di moda gli adattamenti con attori in carne e ossa dei cartoni! Noi siamo stati i primi».

Dai cartoni animati alle serie, è il simbolo dell’infanzia di milioni di italiani.
«Ma lo devo ad Alessandra: senza di lei non ci sarei stata neanche io. Le nostre canzoni uniscono generazioni diverse, ed è incredibile vedere che una sigla come “Pollon” la cantano anche i più piccoli che magari il cartone non lo hanno mai visto…».

I suoi concerti (le prossime date le trovate sulla pagina Instagram di Cristina) attirano persone di tutte le età.
«E si divertono tutti tantissimo. Le nostre canzoni fanno stare bene e danno gioia».

I duetti con le grandi star italiane

In queste settimane, in edicola con Sorrisi trovate “Duets” e “Duets forever”, due cd in cui Cristina D’Avena canta le sue famose sigle insieme con artisti come Annalisa, Max Pezzali, Loredana Bertè, Elodie, Nek e i The Kolors (12,90 euro l’uno escluso il prezzo della rivista).

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