Home MusicaDischi in uscitaAdele è tornata con «25»: il primo ascolto

Adele è tornata con «25»: il primo ascolto

Il nuovo album della cantante inglese esce il 20 novembre. Ve lo raccontiamo brano per brano

Foto: La copertina di «25» di Adele

18 Novembre 2015 | 18:50 di Francesco Chignola

È finalmente arrivata l'ora di Adele: il 20 novembre esce il suo terzo, attesissimo album «25», dopo l'enorme successo di «21» (31 milioni di copie vendute nel mondo). L'abbiamo ascoltato oggi per la prima volta. E ve lo raccontiamo brano per brano.

Hello

Non è più un segreto da tempo la prima traccia dell'album: «Hello» è un grande successo in tutto il mondo. Si tratta di un'intensa ballata in puro stile Adele, con un crescendo trascinante e un coro gospel sullo sfondo. Il brano è firmato da Adele assieme a Greg Kurstin, acclamato produttore che ha scritto tre brani per questo album.

Send My Love (To Your New Lover)

Porta la firma di due super-produttori come Shellback e Max Martin la seconda canzone dell'album, dalle tonalità più moderne e ironiche. Il pezzo è cadenzato da un semplice riff di chitarra su cui si appoggia con grande morbidezza la voce di Adele. Il ritornello è ritmato e molto pop.

I Miss You

L'autore di «Rolling in the deep» e «Skyfall» si chiama Paul Epworth ed è lui, ancora una volta, ad affiancare Adele in questo bellissimo brano. Si tratta di una canzone dall'anima più nostalgica e decisamente «soul». La produzione curata dallo stesso Epworth contiene suggestioni «tenebrose».

When we were young

Per questo strepitoso brano Adele si fa accompagnare nella scrittura da un talentuoso cantautore, Tobias Jesso Jr., mentre il produttore è Ariel Rechtshaid che ha lavorato negli ultimi anni con artisti come Charli XCX, Haim e Sky Ferreira. Nella canzone si torna sulle tonalità più struggenti dell'album, visto che si tratta di un'altra ballata dal ritornello intenso e dal testo malinconico, mentre l'arrangiamento unisce il pianoforte ai cori con grande organicità.

Remedy

Un pianoforte e la voce pazzesca di Adele bastano a creare le emozioni di questo brano firmato con Ryan Tedder degli OneRepublic, già autore di «Rumour has it» e «Turning tables», a cui il pezzo si avvicina di più. Ed è un autentico gioiello. La canzone fa parte di una serie di session fatte da Adele e Tedder, di cui non rimane però altra traccia nell'album, ed è dedicato alle persone che le sono state più vicine (il miglior amico, il fidanzato, il figlio, i nonni). «Quando il mondo sembra crudele e il tuo cuore ti fa sentire uno sciocco, ti prometto che vedrai che io sarò la tua cura».

Water under the bridge

La proverbiale «acqua sotto i ponti» di questo brano è dedicata all'ex fidanzato a cui era ispirato l'album «21». L'autore è ancora una volta Greg Kurstin, la canzone è la più energetica e puramente pop dell'album, l'arrangiamento è sostenuto da sonorità elettro-pop dal retrogusto vintage, e numerosi vocalizzi sullo sfondo. Sarà indubbiamente un singolo di successo.

River Lea

Porta la firma invece del produttore Brian Burton in arte Danger Mouse (metà del duo Gnarls Barkley, già responsabile di «Songs of innocence» degli U2) questa canzone dove si respirano atmosfere quasi gospel, sposate però a un arrangiamento complesso e molto contemporaneo.

Love in the dark

L'australiano Samuel Dixon, che ha suonato spesso il basso con Adele durante i suoi concerti, ha scritto con lei questo pezzo in qualche modo più «classico» di quelli che lo precedono, una ballata malinconica impreziosita dalla ricchezza della sezione degli archi. «Non posso amarti al buio» dice Adele nel ritornello «mi sembra che tra di noi ci siano interi oceani».

Million years ago

Terzo e ultimo brano dell'album firmato assieme a Greg Kurstin, «Million years ago» si differenzia dal resto dell'album soprattutto per l'uso espressivo della chitarra acustica che avvicinano il pezzo ad atmosfere folk. Il testo è commovente: «Mi manca l'aria, mi mancano i miei amici, mi manca mia madre, mi manca quando la vita era una festa da organizzare, ma era milioni di anni fa».

All I ask

Il brano firmato, tra gli altri, anche da Bruno Mars non è, com'era nelle intenzioni iniziali degli autori, un pezzo «funk» ma l'esatto contrario: una melodrammatica ballata piano e voce che sfrutta l'estensione vocale e la ricchezza interpretativa di Adele. Un pezzo da super diva.

Sweetest devotion

È di nuovo Paul Epworth a firmare l'11° e ultimo brano dell'album, un pezzo mid-tempo più «aperto» che chiude il disco su una nota positiva e trascinante.

L'album «25»

Dopo un primo ascolto è difficile esprimere un giudizio compiuto, ma una cosa è certa: «25» è un disco che gioca tanto sulla conferma quanto sull'innovazione. Adele ha scelto con grande cura i suoi collaboratori per questo suo nuovo viaggio, ma - cosa ancora più importante - non li utilizza mai in modo scontato, e sempre in funzione della sua personalità vocale. Nella compattezza degli 11 brani, Adele riesce ad esprimere tutte le sue anime, da quella più malinconica delle ballad più commoventi a quella che vira verso il soul e il gospel. La sensazione dei testi è quella di un'opera decisamente più serena (come lei stessa ha raccontato di sé nelle sue ultime interviste) ma capace di andare ancora una volta a scavare nelle pieghe delle quotidiane nostalgie, parlando un linguaggio diretto che coglie quasi sempre nel segno al primo colpo. Grazie all'immediatezza musicale dei pezzi (è scontato immaginare tutti gli 11 brani come dei singoli potenziali) l'album accontenterà facilmente i fan della cantante inglese ma per via della sua diversità, ricchezza e intelligenza sonora, non rischierà certo di annoiarli.