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Annalisa: «Ora ho messo al primo posto la mia libertà»

La cantante pubblica "Nuda", il nuovo album a cui ha lavorato per due anni. E svela: «La musica è importante ma l’amore mi manca»

Foto: Annalisa

17 Settembre 2020 | 8:52 di Giusy Cascio

Annalisa lo paragona a «un parto» perché le è costato quasi due anni di lavoro. Una gestazione lunga per il nuovo album “Nuda”, in uscita il 18 settembre per Warner Music: di certo il disco più intimo della cantautrice savonese.

Annalisa, il titolo “Nuda” è piuttosto evocativo e provocatorio. È arrivato il momento di raccontarsi senza filtri?
«Assoltamente sì, è l’ora di esporsi, di non seguire alla lettera le regole del mondo della comunicazione e dei social, dove tutto è filtratissimo. In questo disco ci sono io, senza costruzioni e senza patine. Libera».

Libera anche di svelare il tuo lato più umano e più fragile?
«Certo. Tutti noi siamo pieni di fragilità che pesano sulle nostre spalle e ci fanno sentire inadatti, inadeguati».

Sembri forte, di acciaio. Invece canti: «Ho una medaglia per ogni difetto», «Ho portato i miei sbagli come le collane» o «Sbaglio meglio da sola». Che cosa ti rimproveri?
«Sono insicura. Cambio idea ogni cinque minuti e cerco di continuo il confronto con pareri diversi, travolta dai dubbi. Però diffido di quelli che si credono infallibili, invincibili».

E cosa hai imparato dai passi falsi?
«Alcuni meccanismi a volte si ripetono. In pratica faccio sempre gli stessi errori, ma sempre meglio (ride)».

Nel brano che dà il titolo al disco fai una citazione dal film “Dirty dancing”: «Nessuno può mettere Baby in un angolo». Se qualcuno prova a metterti alle strette, come reagisci?
«Gli metto sulla faccia una grossa “X”: lo cancello».

L’album ha due lati, A e B, come le musicassette di una volta. Perché?
«È stata una mia scelta precisa: il lato A è quello in cui sono più a mio agio, quello che nei temi e negli arrangiamenti mi rappresenta come un marchio di fabbrica. Il lato B invece è legato agli esperimenti musicali, quelli in cui emergono parti di me che magari ho dentro da tempo, ma che finora non ero riuscita a tirar fuori. Per esempio, in “Principessa”, nel duetto con un’artista forte come Chadia Rodriguez, affermo che una donna è prima di tutto una persona. E lo faccio con una crudezza che, in fondo, mi appartiene».

Oltre a Chadia, ci sono altre tre collaborazioni.
«Sì, con Achille Lauro, con il rapper Rkomi e con J-Ax. Ognuno di loro ha qualcosa che mi piace. Lauro è un “matto intelligente”, sveglio, pieno di idee; Rkomi va controcorrente nel mondo rap perché riesce a raccontare bene anche la malinconia. E Ax è un modello: è sulla scena da tanto tempo e sa reinventarsi senza mai rinnegarsi. Sono tutti amici».

Ma la tua migliore amica chi è?
«Si chiama Ramona, è una vecchia compagna di scuola. C’è chi va alle Maldive con i fidanzati, io ci sono stata con lei e abbiamo passato giornate intere senza dirci nulla. Bellissimo».

“Nuda” è permeato da due elementi che spesso si intrecciano: l’acqua e l’amore. Sono cose di cui non puoi fare a meno?
«Inizio dall’acqua. Sono nata e cresciuta in Liguria e ho bisogno di entrare in contatto con il mare selvaggio delle mie zone che per me è fonte di ispirazione, di emozioni e di benessere. Anche l’amore è un motore fortissimo da cui scaturiscono energie e passioni».

Di chi sono le camicie, le felpe, i jeans sparpagliati nei testi, a mo’ di indizi?
«Molti indumenti citati appartengono a persone reali, non sono cose inventate. Per raggiungere un equilibrio tra vita personale e vita lavorativa, però, ci tengo a tenere per me alcuni segreti».

Dal brano “Romantica” si intuisce che non credi al principe azzurro. Piuttosto che farti salvare, ti salvi da sola. Per chi faresti un’eccezione?
«Se devo sognare a occhi aperti, dico Jason Momoa (l’attore che ha interpretato Khal Drogo in “Il trono di spade”, ndr)».

In “D’oro” ti sentiamo cantare: «Ripeto come un mantra l’amore non mi manca». È realmente così?
«No, mi manca di brutto! A volte guardo le mie coetanee che sono sposate o hanno dei figli e l’idea mi intriga. Lo desidero anch’io ogni tanto, non lo nego, ma ora prevale la voglia di essere libera».

Tra i pezzi più interessanti c’è “A te cosa piace fare”. Ti giro la domanda contenuta nel ritornello: «A te cosa piace fare… davvero»?
«Cucinare i risotti, guardare in tv programmi di arredamento, fare shopping di vestiti. E amo molto gli animali: il mio cavallo Pepe, il mio cane che si chiama Amaro, ma è dolcissimo, e il mio gatto di nome Bonsai, come la mia canzone».

I critici ti riconoscono un’attenzione “maniacale” per l’intonazione. Ci lavori tanto?
«Mi dispiace deluderli, ma è tutto merito della mia mamma: intonati si nasce. Poi, è chiaro, le corde vocali sono come i muscoli. Se sto ferma per un po’ dopo un tour, poi prima di riprendere a cantare devo “riallenarmi”. Come quando torni in palestra dopo le vacanze».

Ringraziamo la signora Maura, allora. E ti diamo appuntamento a… Sanremo 2021?
«Ancora è super presto per pensarci. Prima voglio dedicarmi al disco, poi si vedrà. Un impegno importante per il 2021, però, l’ho già preso: dopo i rinvii per il Covid, ci vediamo il 5 maggio al Fabrique di Milano per il mio concerto. Non vedo l’ora!».