Home MusicaDischi in uscita“Blue Eyed Soul” dei Simply Red vi farà venir voglia di scatenarvi

“Blue Eyed Soul” dei Simply Red vi farà venir voglia di scatenarvi

Il nuovo album della band di Mick Hucknall è un elegante omaggio ai padri della black music, ma non contiene neppure una cover

Foto: I Simply Red

11 Novembre 2019 | 14:00 di Simone Sacco

Parliamoci chiaro: se fossimo in pieno inverno del 1987, invece che nell'autunno del 2019, è probabile che una canzone perfetta come "BadBootz" sarebbe in cima alle classifiche un po' ovunque. Perché è semplicemente irresistibile nel suo pastiche di voce trascinante, chitarra funky, basso dopato e stacchetti di fiati alla Earth, Wind & Fire.

Invece - e questo magari la dice lunga sullo stato attuale della musica - oggi è solo un ennesimo omaggio alla verve senza tempo di James Brown. Un brano liquido tra milioni di altri brani liquidi. Oltreché la sesta traccia in scaletta di "Blue Eyed Soul", dodicesimo album in studio dei Simply Red e secondo lavoro consecutivo del gruppo di Manchester composto da materiale inedito e privo della facile scappatoia delle cover.

Statistiche a parte, la formazione (o, per meglio dire, l'alter ego) del cantante Mick Hucknall ci ha davvero preso gusto. Dopo il paventato addio alle scene di circa dieci anni fa seguito nel 2012 da un cover album uscito a nome dello stesso Mick ("American Soul": e il titolo la dice già lunga sul contenuto), i Simply Red sono prima tornati oliando i motori con quel "Big Love" di quattro anni fa e ora ci riprovano seguendo la formula vincente di "Life" (1995): materiale proprio inciso in pochissimo tempo, al massimo in un tentativo o due. Un ottimo mix di brani ballabili e zuccherose ballate. Dieci canzoni suonate benissimo e fortemente debitrici verso quei grandi nomi della musica black che sono sempre stati nell'immaginario di un gruppo/non gruppo (alla fine decide sempre tutto Hucknall) basato sul groove e sulla seta. Con alcune eccezioni.

Da questo punto di vista, infatti, non può non colpire l'ugola sporca, decisamente blues, del Rosso nella travolgente opener "Thinking of you" ("Stavolta volevo davvero sfidare la mia voce e cercare qualcosa di più incisivo", Mick docet) oppure, per restare dentro parametri più suadenti, il classico ed eterno suono alla Motown ("Sweet child") o vintage in generale ("Take a good look") con grande sfarzo di archi anni Sessanta.

Il funk, più che il soul, la fa da padrone in gran parte del disco (la già citata e irresistibile "BadBootz", ma anche i richiami a Stevie Wonder di "Riding on a train" o le immediate sudate collettive che rispondono ai titoli di "Ring that bell", "Chula" - non ridete, please, se siete di Milano - e "Don't do down") eppure, trattandosi comunque dei Simply Red e non di Prince, non può mancare la dolcezza di ballate radiofoniche e soft quali "Complete love" (fin troppo morbida, a dire la verità) e la conclusiva "Tonight".

Quest'ultima, tra l'altro, è la vera gemma nascosta di "Blue Eyed Soul" visto che parte con un piccolo rimando eighties a "Holding back the years" (primissima hit del gruppo datata novembre 1985) salvo poi crescere in una supplica sexy che deve molto al mai dimenticato Isaac Hayes. Il font del titolo, d'altronde, è una palese citazione della colonna sonora di "Shaft", con cui Hayes vinse l'Oscar nel 1972 grazie alla sua canzone di punta "Theme from Shaft".

Niente di cui stupirsi, in definitiva, se pensiamo che lo stesso termine blue eyed soul fu coniato nei primi anni '60 da un dj di Philadelphia per descrivere quegli artisti bianchi (quindi "dagli occhi azzurri") che imitavano la vera musica afroamericana del periodo (soul, rhythm 'n' blues, funk) per condurla (c'è chi dice "svenderla"...) verso un pubblico più vasto, tranquillo e borghese.

Dai Righteous Brothers al contemporaneo Sam Smith la strada è lunga e, nel mezzo, si sono ben distinti nomi quali Dusty Springfield, Paul Young, George Michael, Rick Astley e ovviamente i Simply Red. Questi ultimi non hanno ancora abdicato e, se avrete pazienza, ce ne daranno dimostrazione dal vivo il prossimo 16 novembre 2020 (tra un anno esatto!) al MediolanumForum di Assago quando andrà in scena la loro unica data italiana.

Nel frattempo non ci resta che goderci questo "Blue Eyed Soul" o ripassarci il fenomenale "Stars" che, tra il 1991 e il '92, fu l'album più venduto in assoluto in una Gran Bretagna non ancora tormentata dalla Brexit (tema molto inviso al Mick quando si attacca a Twitter). Davvero altri tempi.

In edicola con Sorrisi

Dall'8 novembre trovate il nuovo album dei Simply Red in edicola assieme a Sorrisi a un prezzo di 14,90€ (cd + booklet con tutti i testi delle canzoni).