Home MusicaDischi in uscitaCanova, il nuovo album “Vivi per sempre”: «Un messaggio aperto all’immortalità in un mondo così veloce»

Canova, il nuovo album “Vivi per sempre”: «Un messaggio aperto all’immortalità in un mondo così veloce»

Il 1 marzo esce il loro secondo disco: in questa intervista abbiamo parlato con la band milanese di canzoni eterne e di sentimenti

Foto: I Canova  - Credit: © Ufficio stampa

26 Febbraio 2019 | 14:57 di Giulia Ciavarelli

Loro hanno la voglia di raccontare storie di vita quotidiana, il pubblico di cantarle sotto il palco: “un’altra band indie” direbbe qualcuno, ma qui si tratta di una bella ondata di nuove canzoni che vale la pena ascoltare. «In Italia c’è stato un momento in cui non c’era più spazio, un monopolio di un determinato tipo di canzoni. Il bello è che ci sia varietà: all’estero convivono pacificamente tanti generi, sarebbe bello anche qui no?» commenta Matteo Mobrici, voce e penna dei Canova.

Ci vorrebbe più tempo per conoscere bene il gruppo milanese, composto anche da Federico Laidlaw, Fabio Brando e Gabriele Prina, perché con una lunga gavetta alle spalle hanno tanto da raccontare. Come quella volta, scrivono su Facebook, che hanno suonato davanti a poche persone (non del tutto sobrie) o hanno ricevuto un compenso di otto euro, il minimo per comprarsi una pizza al termine del concerto.

Insieme ai Canova, quattro ragazzi normalissimi che non hanno l’aria di chi ha messo a segno un sold out dopo l’altro in poco tempo, ci siamo ritrovati a parlare di Vivi per sempre: distribuito da Artist First, il secondo album esce il 1 marzo sotto la Maciste Dischi, l’etichetta che nella sua scuderia ha, tra gli altri, Gazzelle e Galeffi.

«”AVETE RAGIONE TUTTI” LO AVEVAMO REGISTRATO PER NOI»

Se siete amanti delle novità, probabilmente tra le canzoni salvate nella vostra playlist c’è anche una che porta il nome dei Canova. Quattro ragazzi poco abituati a tutta quella popolarità che ha travolto recentemente i loro colleghi, più adatti alle luci del palco che a quelle del piccolo schermo. Anzi, ai talent non ci pensano proprio.

«Nottambuli, libertini e schietti» si legge sulla loro biografia: i Canova, dopo aver scelto un nome piuttosto artistico, suonano in giro per l’Italia e registrano in pochi giorni il primo disco. Avete ragione tutti (2016) è figlio degli anni vissuti sul palco, le canzoni diventano un fortunato passaparola che genera ventuno milioni di stream su Spotify. Quando si dice trovarsi nel posto giusto con i brani giusti.

«Vorrei morire, vorrei morire anche se per un giorno solo» cantano in uno dei loro ritornelli più noti: Vita sociale, infatti, ha dominato per una settimana la classifica “Top 50 viral Italia” ed è oggi disco d’oro. Tra i successi dei Canova ci sono anche Expo, Santamaria e Manzarek.

«VOGLIAMO CHE LE NOSTRE CANZONI SIANO ETERNE»

«Siamo riusciti a conquistare quello che abbiamo oggi facendo tantissimi concerti, siamo partiti dal basso e senza tante ambizioni» esordiscono. «Non ci aspettavamo di fare un secondo “vero” album» confessa il gruppo, che per tutta la nostra chiacchierata stringe forte il vinile di Vivi per sempre, il secondo album in uscita il 1 marzo.

E come per il primo progetto, anche questo ha un titolo che lascia spazio a varie interpretazioni: «Non c’è un soggetto, ma vuol essere un messaggio aperto all’immortalità in un mondo così veloce». E aggiungono: «Speriamo che le canzoni rimangano, quindi Vivi per sempre è anche per questo».

I BRANI E IL PROCESSO CREATIVO

I Canova vanno fieri di questo «match tra la vita e le canzoni» che caratterizza la loro produzione musicale. Tra un tocco di romanticismo metropolitano e momenti malinconici, Vivi per sempre è una raccolta di brani tutti estremamente autobiografici e contemporanei.

Al centro, l’amore: dal sentimento controverso per la città di Londra (Goodbye Goodbye) alla serenata romantica («Dimmi come si fa a guardarti negli occhi senza arrendermi» cantano in Per te), la relazione controversa tra una groupie e un cantante fino a quella domenica dal retrogusto amaro che ci lascia un senso di vuoto. Questo continuo contrasto tra benessere e malessere, come lo chiamano loro, è cercato e voluto: «Ci siano diversi tipi di sentimenti all’interno di una sola canzone: l’idea, spesso malinconica, arriva dalla parte testuale mentre l’attitudine e il modo in cui vogliamo affrontarla dal sound».

E se la domanda riguarda il processo creativo che si cela dietro ogni singolo brano, prende la parola Matteo, voce e autore dei brani: «Abbiamo una formula ben precisa testata negli anni: io mi occupo della scrittura, insieme studiamo l’arrangiamento e poi si va in studio. Insomma, le composizioni nascono dal singolo, un po’ come facevano le band che amiamo, dagli Oasis ai Coldplay».

GLI ARTISTI CHE RITROVIAMO NELL'ALBUM

I Canova citano spesso i Beatles e gli Oasis come band che hanno avuto un grande influenza sul loro percorso musicale, ma non è tutto: «Quando facciamo un disco, tendiamo a chiuderci in noi stessi per non guardare il mondo che c’è fuori ma è normale che interiorizziamo vent’anni di ascolti. Abbiamo ritrovato, senza volerlo, un tocco di Blink 182 in Ramen o un tributo a Drive degli statunitensi The Cars nel brano 14 sigarette, ci piace il dream pop degli anni Ottanta. D’altronde le canzoni sono un testimone che viene passato dall’uno all’altro».

«NELLA MUSICA, LE CARTE SI SONO MISCHIATE DI NUOVO»

Per molti, e anche per i Canova, tra le cose buone della nuova generazione indie c’è la riscoperta della musica dal vivo: «Questa ripartenza dal basso ha fatto in modo che le persone si unissero in un momento di stallo della musica, le carte si sono mischiate di nuovo. Il pubblico sta alimentando questo cambiamento ormai già avvenuto, come abbiamo visto anche sul palco del Festival di Sanremo. C’è stato un ribaltamento in pochissimi anni, pazzesco».

I COLLEGHI DEL MONDO INDIE

Duetti sul palco e una birra insieme: i ragazzi della band ci parlano di come hanno conosciuto i loro “dirimpettai” musicali e di quanto sia un’ambiente rilassato e stimolante. «Due anni fa abbiamo fatto una vita da zingari, suonavamo in giro per l’Italia spostandoci in furgone. È stata un’occasione preziosa per conoscere tanti dei nostri colleghi: Gazzelle, lo Stato Sociale, gli Ex-Otago, gli Zen Circus. Siamo fatti della stessa “pasta”, ci accomuna l’esigenza comunicativa, ma ognuno prenderà poi strade differenti».

«Una canzone che avremmo voluto scrivere? La verità di Brunori Sas è una delle più belle degli ultimi anni, anche L’anima non conta degli Zen Circus».

E aggiungono: «È bello confrontarsi, scambiarsi opinioni. L’asticella si alza e c’è la voglia di fare sempre meglio».

LA TRACKLIST

1. Shakespeare
2. Domenicamara
3. Goodbye goodbye
4. Ramen
5. Per te
6. Ho capito che non eravamo
7. Groupie
8. 14 sigarette
9. Vivi per sempre

GLI APPUNTAMENTI LIVE

13 marzo - Perugia, Afterlife Club
20 marzo - Milano, Alcatraz
22 marzo - Venaria Reale (To), Teatro dellaConcordia
28 marzo - Roma, Atlantico
29 marzo - Napoli, Casa Della Musica
30 marzo - Modugno (Ba), Demode’
3 aprile - Firenze, TuscanyHall (Ex Obihall)
5 aprile - Bologna, Estragon