Home MusicaDischi in uscitaCapibara in «Santa Roma» unisce sacro e profano: intervista al producer

Capibara in «Santa Roma» unisce sacro e profano: intervista al producer

Abbiamo scambiato due chiacchiere con Luca Albino, aka Capibara, che in autunno uscirà con un disco per La Tempesta

Foto: «Santa Roma», Capibara  - Credit: © YouTube

03 Agosto 2018 | 12:22 di Cecilia Esposito

Pochi giorni fa è uscito «Santa Roma», il video del nuovo singolo firmato dal producer Luca Albino, meglio conosciuto come Capibara, che anticipa il suo nuovo album, fuori in autunno per La Tempesta Dischi. Il brano, ipnotico e martellante allo stesso tempo, è accompagnato da un videoclip pazzesco, diretto da Karol Sudolski – già noto per le collaborazioni con LIM, Andrea Poggio e Mecna

Ci siamo talmente innamorati di «Santa Roma» che abbiamo deciso di contattare Capibara per farci raccontare un po' di cose su questo brano, sull'enigmatico video e su molto altro.

Puoi presentarti ai nostri lettori che non ti conoscono?
Sono Capibara, teoricamente un produttore di musica elettronica, praticamente un produttore di musica a prescindere dal genere, dal tipo, dal suono e dall'ambient. In più, sono anche il fondatore, insieme a Lorenzo Corsetti, dell'etichetta White Forest Records e da poco ho iniziato a occuparmi anche di management dei Sxrrxwland e Pippo Sowlero, insieme al mio amico Danilo Bubani, nonché anche regista del videoclip di «Fantino» (singolo uscito nel 2017, n.d.r.).

«Santa Roma» è il tuo nuovo singolo, uscito con un videoclip pazzesco, pieno di citazioni religiose, grafiche cupe e ipnotiche, e, ovviamente, immagini della Capitale: com'è nata l'idea per questo video? 
La cosa più bella di lavorare ai miei dischi è fare l'art director di tutto e in questo caso il mio compito è stato quello di chiamare Karol Sudolski e dirgli “non ti do nessuna indicazione” [ride]. Gli ho spiegato un po' la mia intuizione, l'idea di come è nata la traccia, ovvero questo senso di sacro e profano che si sente sempre più forte a Roma, anche perché non sta arrivando “l'Era nuova” nella Capitale, siamo ancora bloccati in un momento storico senza tempo. Quindi restano solo queste due “entità” decadenti che però influiscono sull'ambiente e, di conseguenza, sull'uomo, che ne subisce gli effetti. Questa è stata l'ispirazione per la traccia che ho spiegato a Karol Sudolski, il quale ha poi avuto piena libertà per trasformare questo pensiero in una sua visione.

Ho visto che sul tuo profilo Instagram hai pubblicato alcuni screen del video, che ben si prestano a questa piattaforma. Qual è il tuo rapporto con i social e quanto sono importanti oggi, secondo te, per la carriera musicale?
I social sono un mezzo e come ogni mezzo hanno i loro lati positivi e quelli negativi, dipende sempre da come li si usa. Instagram puoi usarlo per seguire le donne che ti piacciono oppure, come nel mio caso, per tenerti informato sugli eventi e sulle notizie più disparate, ma anche per tenerti aggiornato su musicisti, artisti, calciatori e stilisti. Il bene e il male di questo mezzo sta nella persona che lo usa e nel modo in cui lo usa. Al momento i social, per la carriera musicale, sono purtroppo fondamentali, perché hanno sostituito tutte le gerarchie e le strutture che c'erano fino a dieci, vent'anni fa. Quindi, oggi, il social è praticamente il tuo ufficio stampa, il tuo manager, la tua carriera, la tua vetrina, il tuo portfolio.

In autunno uscirà il tuo album per La Tempesta Dischi: cosa dobbiamo aspettarci?
Essendo un produttore senza limitazioni, aspettatevi di tutto. Il disco rappresenterà quello che sono io, tutti i miei ascolti attivi e “passivi”, ovvero tutto ciò che la città, con le sue radio, i suoi locali, mi trasmette. A volte anche per gioco o per sfida, prendo questi suoni e li mischio con quelli che sono più vicini a me per creare cose nuove. Infatti, il mio progetto Capibara nasce proprio per provare a dare vita a cose che ancora non esistono, evitando di standardizzarsi a un genere prestabilito – oppure facendolo, ma in modo davvero esagerato ed evidente, quasi ironico, critico. Quindi l'album sarà tutto ciò che mi ha influenzato in questi due ultimi anni, mentalmente, ma anche fisicamente, attraverso l'udito, l'olfatto, eccetera.