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“C’è vita” con Loredana Errore

La cantante festeggia i dieci anni di carriera con un nuovo album. Oltre a brani inediti, l'artista ripropone la cover di "La cura" di Franco Battiato e "Ragazza occhi cielo", l'indimenticabile canzone scritta per lei da Biagio Antonacci

Foto: Loredana Errore

14 Gennaio 2021 | 12:35 di Antonella Silvestri

Loredana Errore festeggia i dieci anni di carriera con il nuovo album “C’è vita”. Oltre a brani inediti, l'artista ripropone la cover di "La cura" di Franco Battiato e "Ragazza occhi cielo", l'indimenticabile canzone scritta per lei da Biagio Antonacci.

“C’è vita” è il titolo del tuo ultimo album. Ma quanta ce n'è di vita in questo nuovo progetto discografico?
«In questo lavoro ci sono tante sfaccettature che parlano di vita e delle sue forme. L’esistenza è un ciclo continuo, da quando c’è calma piatta a quando c’è frenesia. Anche i momenti meno esaltanti, sono sempre utili e guadagnati. Un po’ come quando una mattina non ci fa non ci va di fare il letto, chissenefrega, magari ci dedichiamo ad una bella tazza di caffè. Bisogna trovare sempre gli stimoli giusti».

Loredana, avresti mai immaginato di festeggiare dieci anni di carriera dopo quel terribile incidente del 2013?
«La mia vita si intreccia sempre con la speranza. Dopo l’incidente non mi sono fermata. Quando è uscito l’album “Luce infinita” non ero ancora pronta. Questo è un lavoro di consacrazione per quanto mi riguarda. Il mio pensiero era rivolto ai fan e mi chiedevo cosa poter offrire loro. A gennaio del 2019 ho conosciuto Marco Rossi dell’etichetta discografica Azzurra Music con il quale abbiamo cominciato a immaginare un progetto in un periodo, tra l’altro, di grosse limitazioni a causa del covid. Eppure la musica è riuscita ad uscire nei tempi e negli spazi consentiti facendosi strada. E poi mi sono detta: “Vai avanti Loredana, solo alla morte non c’è rimedio”. E’ un miracolo questo album. L’ho così tanto sognato e desiderato. Devo dire grazie alla fede in Dio che ho sempre avuto e che è stata per me un mantello protettivo dovunque andassi».

Sei stata sempre molto credente o hai riscoperto la fede soprattutto nei tuoi momenti bui?
«Sin da bambina, cercavo risposte che nessuno sapeva darmi. E dicevo a me stessa che qualcuno avrebbe dovuto sciogliere i miei dubbi esistenziali. Cercavo quella serenità che ogni bambino dovrebbe avere… Io vengo da una meravigliosa storia di adozione  e, quindi, fin da subito ho capito che ci sono dei percorsi di vita non sempre uguali per tutti. Il mio è stato un percorso d’amore. Nella fase adolescenziale, come la maggior parte dei ragazzi, mi ero un po’ allontanata dalla religione anche perché mi sentivo fuori dagli schemi, però ho avuto sempre un grande sentimento verso Dio e verso le persone che mi hanno voluto bene».

Dei sette brani che troviamo all’interno dell’album a quale ti senti più legata?
«Per “E’ la vita che conta” nutro un amore profondo perché è un testo davvero pieno di significato per me. Lì canto che vale la pena sempre di amare la vita e di comprenderla anche nei momenti più in ombra in cui non vediamo l’uscita. È un dono meraviglioso che non ci fa mai sentire soli».

Nell’album, oltre a inserire “La cura” di Franco Battiato, riproponi anche il tuo primo grande successo “Ragazza occhi cielo” che scrisse per te Biagio Antonacci. Quanto è stato importante l’incontro con lui…
«Biagio Antonacci è stato la luce imminente dopo Maria De Filippi. Ricordo ancora quando Maria mi disse: “Loredana ascolta fino alla fine questa canzone e poi mi dici di chi stiamo parlando”. Quell’emozione non la dimenticherò mai più. E’ stato un incontro veloce con lui ma determinante per tutta la mia carriera».

Il grande pubblico ti ha conosciuto ad “Amici” dove arrivasti seconda alle spalle di Emma. Come ricordi quell’esperienza, hai dei rimpianti?
«E’ stata una partita anzi un canto fino all’ultima nota. Sentirmi apprezzare e incoraggiare da personaggi che fino ad allora avevo solo visto in televisione, è stata una esperienza straordinaria. Volevo vincere? Certo che volevo altrimenti non sarebbe stata una gara ed essere ricordata per la mia partecipazione ad “Amici” mi riempie di orgoglio. Devo dire che mi avrebbero fatto comodo i 250 mila euro. Era l’obiettivo di qualsiasi ragazza della mia età che avrebbe voluto investire quei soldi nel lavoro o comunque  comprare una casa…».

Cosa pensi del successo di Emma maturato in questi anni? La senti qualche volta?
«Attualmente non molto ma è capitato di scambiarci gli auguri nelle occasioni di Natale o in altre circostanze. Lei è stata gentilissima quando mi ha invitato nel settembre 2016 al Palalottomatica a cantare insieme “Ragazza occhi cielo”. Fu molto bello e credo che io e lei avremmo ancora tante cose da dirci… Cosa dire? Per me è un’amica e ce la metto tutta per raggiungerla…».

Di recente è arrivata la delusione per non essere stata scelta per Sanremo. Riproverai a salire su quel palco?
«Sì certo che ci riproverò. Non ho sofferto per questa esclusione perché l’edizione 2021 del Festival si è concentrata su altri generi. Mi ripresenterò con una canzone di forza e di vita».

La vita è fatta anche di appuntamenti improvvisi, di occasioni fortuite. A te come è andata, soprattutto agli esordi?
«(Sorride). Il primo provino a Roma andò bene. Me ne tornai a Lampedusa. Un bel giorno ebbi ero in motorino e caddi violentemente sull’asfalto rovente. L’impatto fu più forte di quello che ho avuto con la macchina nell’incidente del 2013. Proprio in quei giorni, mi richiamarono da “Amici” dicendo che sarei dovuta risalire. Chiesi se potevo presentarmi dopo una quindicina di giorni. Mi presero per matta perché pensarono “ma chi è questa che non vuole venire qui e farsi ascoltare dalla De Filippi?”. Trascorso quel periodo, andai a Roma. Mi trovai di fronte Charlie Rapino, il maestro Pino Perris, Gabriella Scalise e Grazia Di Michele. Non riuscivo nemmeno a camminare bene, indossavo pantaloni bianchi leggerissimi ma ero piene di ferite ancora profonde. Speravo che andasse tutto bene e che loro non si accorgessero dei miei tagli ma quando appena cominciai a cantare e a prendere le note più alte, mi scoppiarono le ferire. Perdevo sangue dal braccio… Poi un’altra figuraccia davanti a Maria. Avevo portato un computer molto vecchio che non riuscivo a far partire. E lei mi diceva: “Allora sto pc va o non va?”. Scene pazzesche che però mi hanno poi portato ad un secondo posto indimenticabile nel programma. Questa è vita…».