Home MusicaDischi in uscitaEmma, Adesso: l’intervista di Sorrisi per il nuovo album

Emma, Adesso: l’intervista di Sorrisi per il nuovo album

La versione completa della lunga chiacchierata con l'artista. Il disco è nei negozi dal 27 novembre

01 Dicembre 2015 | 15:28 di Alessandro Alicandri

Nessuno può fermare Emma, impegnata nella frenetica attività di lancio del nuovo album "Adesso". Sorrisi ce l’ha fatta ed eccoci qui, nella casa milanese della cantante salentina. Prima di iniziare l’intervista, si avvicina: ha addosso un grande maglione bianco, i capelli biondi legati a coda di cavallo e lo sguardo allegro di una ragazza che tra pochi giorni festeggerà un momento importante della sua vita e della sua carriera: il lancio di un nuovo album in cui crede tanto.

Appoggia sul tavolo un vassoio pieno di pasticcini.

Emma, sei sempre in palestra ma non sei mai a dieta?
«Alla fine ho deciso che voglio fare la cantante e non la modella! (Ride)».

Sorridiamo. Morde un pezzo di muffin.

A proposito, la parola fame è piuttosto ricorrente quando si parla di te, come mai?
«È vero. La mia non sazietà mi spinge verso quello che non so fare, cerco di mettermi sempre più in gioco come autrice e produttrice dei miei album. ‘‘Fame’’ in inglese vuol dire fama. Per me il successo è la conseguenza di quell’esigenza primordiale».

In questo album ti sento ancora più energica del solito.
«È perché oggi mi sono seduta su una macchina da corsa. Ho dato vita a un album meno ‘‘urlato’’, dove conservo però la forza di sempre con i suoni che sognavo».

Qual è il problema nell'usare tutta la propria voce?
«Io dico che "urlo" perché mi piace ironizzare con le critiche che ogni tanto mi muovono le persone. In realtà sono convinta che quando la tua anima vuole urlare un sentimento, in ogni caso, deve farlo senza ritegno».

Cosa pensano le donne di Emma?
«Si identificano in me perché non faccio la ‘‘speciale’’, non mi nascondo. Quando le incontro al banco del pesce o mi fermano in cassa al supermercato, parliamo anche di ricette».

E gli uomini?
«Iniziano a farsi vedere ai miei concerti e mi apprezzano come donna anche dal punto di vista estetico, mi fa piacere. Qualche tempo fa un signore, avrà avuto 60 anni, mi ha fermato per strada e mi ha detto: ‘Grazie, Emma, perché rendi mia figlia una persona felice’’. Sono tornata a casa in lacrime».

Tornerai ad «Amici» come direttore artistico?
«È troppo presto adesso per ufficializzare un impegno televisivo così importante. Non fate affidamento a nessuna notizia letta in giro. Quando sarà, se sarà, lo dirò io sui miei canali ufficiali».

Però il tour partirà a settembre. Ti sei tenuta libera la primavera per il talent?
«(Ride) Diciamo che mi prenderò del tempo per costruire uno spettacolo che sia davvero speciale. Coprirò l’Italia in tre città simbolo: Milano, Roma e Bari. Il pubblico che mi segue si aspetta molto, non voglio deluderlo».

In ogni caso il tuo lavoro con Elisa è andato benone.
«Ci siamo promesse di non farci guerra e così è stato. Io la considero una "sorella" con la quale abbiamo fatto le uniche due cose alle quali tenevamo: valorizzare i ragazzi in gara e dare vita a un grande show».

Com'è stata la tua prima apparizione a X Factor? Lo sapevi che sei la prima artista nata a "Amici" a aver fatto capolino nel talent di Sky?
«Ne ero consapevole e anche per questo ero davvero tesa, credo si sia visto. Io non do niente come scontato mai al secondo gradino ero già con il cuore in gola. Ho aperto in qualche modo una frontiera, mi sono sentita come Cristoforo Colombo. È stata una conquista umana e artistica enorme».

Nel nuovo album c’è «Facciamola più semplice», un brano firmato da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Lei lo ha «emmizzato», si riconoscono le due identità.
«Quando collaboro le cose vengono spesso bene perché non sono mai io a chiedere le canzoni agli altri. Non è per presunzione, ma perché voglio che non siano mai forzate. È come un bel regalo, deve arrivare quando non te lo aspetti».

Tra gli autori ci sono anche due Nuove Proposte di Sanremo 2015.
«Il vincitore Giovanni Caccamo e Amara. Con loro ho trovato una forte intesa».

In «Adesso (Ti voglio bene)» canti anche l’affetto verso i suoi genitori?
«Sì, anche. Avevo difficoltà a dire loro ‘‘Ti voglio bene’’ . Non dirlo mi aiutava a sentire meno la lontananza quando non li avevo accanto. Ora sto imparando a essere meno dura con me stessa e con loro».

È mai capitato di sentirti sola?
«A volte. Quando finisco i tour elaboro un piccolo lutto. C'è chi cerca di rimanere in isolamento per ricaricare le batterie e vive spesso momenti di forte solitudine. Io invece fuggo da quei momenti "fermi", mi rimetto subito al lavoro, mi circondo di persone che mi fanno del bene. Fuggo da quella solitudine».

Il tuo album si chiama «Adesso», ma cosa vedi nel suo passato?
«Vedo la somma degli errori e degli sforzi e delle esperienze fatte da ragazza. In tanti anni di crescita non mi sono mai fatta contaminare dal mio mestiere, di cui a volte si è anche vittima e carnefice. Sono rimasta me stessa»

Essere se stessi quanto è importante nella musica?
«Si smette di essere se stessi solo quando si vuole piacere a tutti i costi. Io sono una ribelle con un carattere complesso. Il pubblico che mi segue non conosce solo la parte migliore di me. Nella cover dell’album le mani sono in segno di resa. Sembra voler dire: eccomi, se non ti vado bene come sono, sparami pure. A volte alcuni lo fanno davvero, con i gesti e le parole sul web. Lì non resto a guardare: reagisco».

Si deve essere per forza numeri uno?
«Bisogna essere musicisti e rispettare il proprio mestiere. Chi mi vede in tv, in un album mi percepisce diversa. È proprio ciò che intendo fare nella musica: lasciare bei messaggi e forti emozioni».

Come in ‘‘Io di te non ho paura’’, per esempio?
«Sì, è dedicata a quelle donne che, con coraggio, dicono basta a un uomo e decidono di andarsene».

A chi ha fatto ascoltare il disco prima della pubblicazione?
«Se non strettamente necessario, solo agli amici che fanno altro nella vita. Sono loro le persone che ascoltano e sostengono la mia musica. E sono loro, assieme al mio pubblico, le persone importanti per capire se la direzione che prendo è sempre quella giusta».