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Emma: «”Essere qui” è un disco che ho fatto con il cuore»

Il 26 gennaio 2018 arriva il nuovo album della cantante salentina. Ecco tutto quello che ci ha raccontato

26 Gennaio 2018 | 13:05

Emma: «”Essere qui” è un disco che ho fatto con il cuore»

Il 26 gennaio 2018 arriva il nuovo album della cantante salentina. Ecco tutto quello che ci ha raccontato

 di Alessandro Alicandri

26 Gennaio 2018 | 13:05 di Alessandro Alicandri

Emma ha presentato il suo nuovo album «Essere qui». È stata una bella conferenza stampa con ascolto dell'album, un'esibizione live e una lunga chiacchierata con la cantante salentina. Tutto questo ci hanno permesso di conoscere il progetto nei negozi e in streaming dal 26 gennaio 2018. Per raccontarvi cosa è successo abbiamo pensato di farvi leggere qui tutte le sue dichiarazioni. Inoltre, vi mostriamo una nostra piccola intervista video realizzata prima della conferenza.

Le dichiarazioni

«Sono pazza di gioia. Sono molto orgogliosa di me e del lavoro svolto per questo album, sono convinta di tutte le scelte fatte e sono felice perché le scelte sono mie».

«In questo album mi racconto nella forma più onesta e sincera che conosco. "Essere qui" è un album che mi fa divertire, dove riconosco ogni aspetto della mia persona».

«Ho lavorato due anni in modo consistente, è stato un viaggio bellissimo. Ho visto cambiare l'album più volte e mi sono presa del tempo per far sedimentare i brani e farli maturare con me»

«Credo di aver mostrato in questo progetto le cose che ho accettato della mia persona e anche quelle che ho perdonato. Spero che questo album apra un nuovo capitolo della mia vita, emozionante almeno quanto queste canzoni».

«La verità, quella che pochi sanno, è che sono insicura e fragile. Ho fatto un lungo lavoro per accettare la mia personalità. Per fortuna ho un lavoro che mi obbliga a fare un viaggio molto introspettivo in me. Insomma, per una che ha sempre affrontato tutto con istinto, credo di avere imparato a respirare».

«Da questo album voglio far capire che la musica è centrale. Voglio fare musica per mostrare, non per dimostrare. Non mi sento minimamente arrivata, ma con il tempo ho acquisito le conoscenze giuste per fare delle scelte precise: volevo che i musicisti suonassero in presa diretta, volevo seguire i lavori in tutte le fasi e seguirò anche l'aspetto dei concerti, necessario per me perché è sul palco, dal vivo, che sento di essere me stessa. Così ho fatto e così farò».

«"Essere qui" non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Ogni canzone di questo album mi rappresenta perché non riesco a dissociarmi da quello che canto e in ognuna di queste canzoni ci sono tante parole che parlano di me».

«Nella mia carriera ho fatto tante scelte, alcune difficili, altre azzardate. Ma sto bene con le decisioni prese e con il mio cambiamento. Non farò mai questo mestiere per accontentare o accontentarmi. Ho delle domande alle quali voglio rispondere e lo faccio attraverso la musica».

«Non ho mai scisso la parte artistica da quella umana. In questi anni sono stata molto sotto pressione e ho avuto bisogno di fermarmi, di ascoltare me stessa. Attorno a me ci sono un sacco di persone che per lavoro parlano di quello che faccio e io mi proiettavo solo su quelle loro visioni. Io dov'ero? Avevo poca fiducia in me, ero poco predisposta verso gli altri, un po' chiusa. Insomma, oggi mi sono aiutata, mi sento luminosa, in me c'è più luce».

«Con la mia musica spero di dare agli uomini delle chiavi di lettura in più per conoscere il mondo delle donne, per nutrire sentimenti più puri e profondi. Quando i ragazzi mi scrivono che durante i miei concerti o con la mia musica hanno trovato la propria anima gemella, tutte le negatività spariscono in un istante».

«L'album si chiama "Essere qui" perché leggendo un libro ho trovato questa espressione e l'ho fatta un po' mia. "Essere qui" un inno e un ringraziamento alla mia vita, a tutto quello che mi è successo fino a oggi».

«In questo album la ricerca è stata minuziosa, è cambiato il mio approccio alle parole e a come le canto. La persona che più di tutte mi ha fatto notare questo cambiamento è mia madre. È stato un cambiamento naturale».

«Il brano "L'isola" lo avevo tra le mani più o meno due anni fa. È un come se un fascio di luce avesse mi avesse spaccato in due e avviato un motore che ha dato forza a tutto questo album. L'ho scelto come singolo per non tradire la spinta di quella canzone. Ho ragionato non da discografico. In generale penso che le classifiche certo esistono e le abbiamo sotto gli occhi tutti, ma non devono influenzare la valutazione del prodotto. Insomma, ho fatto un salto nel buio e va bene così. Rifarei la scelta, forse perché ho una visione ancora romantica e spirituale di questo mestiere. Non dico che sia quella giusta visto i tempi che corrono, ma è la mia».

Il singolo «L'isola»

«In "Malelingue" non parlo degli hater, perché a loro non va data importanza. È un manuale di istruzioni che spero possa servire a tante persone vittime di cyberbullismo a sentirsi meno vittime, a sorridere e non farsi schiacciare da questi eventi. È una mia chiave di lettura per sostenere le persone, per essere positivi».

«In questo album ci sono meno canzoni scritte da me perché non sono così tanto egoriferita da pensare di poter scrivere un album tutto da sola. Ho imparato ad avere un equilibrio più maturo che mi ha portato a scegliere una serie di brani, quasi tutti non miei ma che comunque mi rappresentano e seguono il mio gusto».

«Di solito quando ricevo dei brani da autori, cerco sempre di non farmi dire di chi sono per non far influenzare il mio giudizio. Ho ascoltato tantissime demo, ho cambiato tante volte idea e molte delle scelte le fatte puntando alla dimensione live, che per me oggi è davvero importante. Non vi nascondo però che alcuni di questi brani sono stati però scritti ad hoc per me».

«Nei miei tour ho ospitato nomi oggi di grande rilievo come Zibba e Ermal Meta, per fare due esempi e non mi sono mai tirata indietro nel dare spazio a altri artisti. Non lo farò nemmeno in futuro».

«Il brano con Amara è nato da un incontro in camerino, abbiamo parlato tantissimo ed è venuta poco tempo dopo con questa canzone»

«Non sento che questo disco sia di rinascita o di rivincita. Sono una che ama spippolare con la musica è che si è fatta e si fa il mazzo. È questo mood che mi porta a fare sempre nuova musica».

«Se vi devo dire un artista che mi emoziona quando lo ascolto, questo è certamente Vasco Rossi».

Come è nato l'album

«Il rapporto con i miei fan è cambiato perché loro sono cresciuti e anche io, io e i miei fan stiamo fianco a fianco dal 2009. Sono persone che a volte anche inconsapevolmente mi danno gioie incredibili, mi dicono cose bellissime, è un matrimonio lungo e duraturo il nostro».

«Tra le cose che sono cambiate in me, c'è n'è una bellissima: ho imparato a dire di no. Sono diventata una donna consapevole che ha fato pace con il suo lato femminile. Spesso mi sono nascosta dietro i chiodi pelle e il passo inelegante per imporre la mia personalità artistica su quella estetica. Non volevo passare come la ragazza bionda, discretamente carina e punto. Oggi tutto questo è cambiato, non voglio più imporre un'immagine di me diversa, anche se poco, dalla mia reale.

«Rispetto alle mie esperienze di produzione, l'ho fatto e credo potrei continuare a farlo. Credo nel talento e nelle persone. Se posso fare qualcosa lo farò anche in futuro. Per esempio con Elodie, mi ritengo più che soddisfatta».

«Ho già disegnato il palco del mio prossimo tour».

«Esistono poche persone come il mio produttore Luca Mattioni che ha realizzato 25 versioni dello stesso brano per trovare quella di cui fossi contenta. Sfido a trovare una persona così».