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25 Gennaio 2018 | 00:23

«Essere qui» di Emma, il primo ascolto del nuovo album

Una panoramica sul disco pubblicato il 26 gennaio 2018, anticipato dal singolo «L'isola»

 di Alessandro Alicandri

Se non avete mai ascoltato Emma fino a oggi, vi consigliamo di partire da questo album. «Essere qui» è una sintesi perfetta di quello che l'artista è stata finora, ma non ha mai saputo di essere. Almeno non così lucidamente.

Negli anni ci siamo resi conto che nella sua musica ogni tanto prendeva direzioni confuse. È come se ci fossero dei punti di forza e dei punti di debolezza di cui non fosse del tutto cosciente. Lo abbiamo scritto, lo abbiamo letto. Ma questi sono come i consigli d'amore: se non li fai tuoi e non ci sbatti un po' la testa, non arrivi a capire fino in fondo quello che ti stanno dicendo. 

Emma in questi due anni di preparazione si è concentrata. Ha trovato una strada, la sua. C'è chi ci arriva troppo tardi, c'è chi ci arriva troppo presto perché davanti ci sia un pubblico con orecchie attente. Lei ci è arrivata al momento giusto. «Essere qui» è al 100% naturale e va al succo delle sue peculiarità. È un album che parla a tutti ma che ti obbliga (finalmente!) a vedere il mondo da come lo vedono le donne. Nitidamente.

È un progetto che non insegue mode e produzioni di tendenza, ma si affida a penne di palese cifra popolare e a suoni che si rifanno alla cultura contemporanea del pop-rock, suonato da persone che amano più la musica che l'idea del successo che avrà. È questo il mondo nel quale si sente a suo agio e dove il suo canto si esprime al meglio. È qui che parte una caccia al tesoro tra le cinquanta (mila) sfumature della sua voce: dal parlato quasi rappato, dai vocalizzi dolcissimi fino agli acuti più potenti, Emma ha messo il sigillo su ogni brano perché fosse inconfondibilmente suo. 

«L'isola», il primo ascolto del singolo

Anche questa volta si è presa cura di tutto, ma è evidente come l'abbia fatto mettendo al centro la calma, una parola tornata a essere bellissima. Le 11 canzoni non formano infatti un edificio frettoloso: il disco è omogeneo e vivo. Pur avendo team di scrittura molto diversi (da Davide Petrella a Giuliano Sangiorgi, passando per Giovanni Caccamo e Federica Abbate) «Essere qui» sembra essere un progetto corale.

Mi ha colpito in maniera particolare «Malelingue», uno dei brani «sartoriali» di Roberto Casalino (con Niccolò Verrienti) così come «Mi parli piano» (con Davide Simonetta): sono tra i più forti dell'album. Ancora una volta, come se non lo sapessimo già, Casalino dimostra di essere uno degli autori più bravi e luminosi di questa generazione.

A proposito di luce. Come era facile notare nel brano «L'Isola», Emma ha azzerato ogni forma di negatività. Senza limitare la carica viscerale che amiamo. Ha di sicuro smussato gli angoli, comunicando in modo meno provocatorio ma sempre provocante. Fisicità, sensualità e autodeterminazione femminile sono co-protagoniste di un'opera che voleva essere un film ma in corsa è diventato un documentario di vita.

Per questo «Essere qui» è pieno di consapevolezze e forza. È un album in cui l'interprete e autrice è pronta finalmente a dirci tutto senza paura di sbagliare, senza paura di mostrarsi adulta, senza paura di essere Emma.