Home MusicaDischi in uscitaFrancesca Michielin: «2640», l’album che esplode come un vulcano

Francesca Michielin: «2640», l’album che esplode come un vulcano

«Non sono soltanto la Franceschina buona e brava: sono molto di più». L'artista si sente pronta a dire tutto ciò che vuole, soprattutto sul ruolo della donna

08 Gennaio 2018 | 15:55

Francesca Michielin: «2640», l’album che esplode come un vulcano

«Non sono soltanto la Franceschina buona e brava: sono molto di più». L'artista si sente pronta a dire tutto ciò che vuole, soprattutto sul ruolo della donna

 di Valentina Cesarini

08 Gennaio 2018 | 15:55 di Valentina Cesarini

Alla presentazione del nuovo album di Francesca Michielin non poteva mancare la dimensione live: lunedì 8 gennaio, la cantautrice ha regalato alla stampa un piccolo assaggio di quello che il pubblico potrà vedere con il tour che porterà in giro i brani di «2640» (disponibile da venerdì 12 gennaio). Questo nuovo lavoro discografico sembra rappresentare il grande salto dall'adolescenza all'età adulta: Francesca si sente ancora un po' bambina, ma decide di abbandonare la scrittura eterea e senza tempo per affrontare i problemi concreti, impastarli al pianoforte e trasformarli in un'occasione per comunicare qualcosa di importante agli altri.

Il disco è articolato in tre anime, rappresentate graficamente con un logo - Δ∇Δ - composto da tre triangoli che si incastrano: il primo, rosso, è il Vulcano, un'esplosione che ci permette di dire ciò che vogliamo, nel modo più crudo e diretto possibile; il secondo, azzurro, è il Mare, che indica l'importanza di ascoltare; il terzo, verde, è la Montagna, la terra originaria dell'artista, ma anche la montagna dove scalare la cima per poter cercare il mare o immaginarlo.

I brani che compongono il disco sono 13, di cui 11 firmati dalla Michielin: dai due singoli «Vulcano» e «Io non abito al mare» fino a canzoni ispirate allo sport, come nel caso di«Serie B» (la retrocessione del Vicenza come metafora delle delusioni d'amore) e ai piccoli momenti famigliari, come in «Noleggiami ancora un film». L'album ha come centro nevralgico, comunque, la donna: il suo ruolo all'interno di una società che fatica a buttare giù il muro del maschilismo, la fatica di emanciparsi da un'idea di donna come figura calma e conciliante a favore di un'idea energica e indipendente.

«A chi ha una voragine nel cuore e fa sempre cose di cui si pente», così si apre il booklet dell'album e anche la nostra intervista, nella quale domandiamo a Francesca di spiegarci meglio questa dedica.