Home MusicaDischi in uscitaI Baustelle tornano con «Roma Live!», l’intervista

I Baustelle tornano con «Roma Live!», l’intervista

La band ci parla del suo primo disco dal vivo. Su Parigi dicono «Preferiamo non esprimere il lutto usando i social network»

18 Novembre 2015 | 09:48 di Valentina Cesarini

"Roma Live!": il 13 novembre è arrivato il primo album dal vivo dei Baustelle, dopo quindici anni di carriera. Durante l'ultimo tour, "Fantasma", la band ha deciso di registrare l'audio dei concerti per poi selezionare le tre date romane nell'Auditorium parco della Musica, nell'ex Mattatoio di Testaccio e nell'Auditorium della Conciliazione, e amalgamarle insieme per comporre un disco live.

Incontrandoli proprio dopo il weekend scioccante degli avvenimenti parigini, la prima domanda è stata d'obbligo. «Il mondo della musica ha reagito dividendosi a metà, tra chi ha annunciato la cancellazione delle date e chi ha affermato di voler continuare il proprio lavoro. Molti hanno diffuso simboli, segnali, sui social. Come mai voi avete preferito non esprimere alcun tipo di messaggio?» La risposta di Francesco Bianconi, voce della band, è stata precisa e irreprensibile:

«Io preferisco il silenzio, anche perché in situazioni come queste scadere nella retorica è molto facile. Se convidiamo ogni giorno stro**ate - permettimi la volgarità - su quello che facciamo, sul fatto di asciugarci i capelli e preparare una cena, e poi applichiamo lo stesso comportamento su questioni di entità nettamente superiore, da un punto di vista mediatico le due azioni sono equiparate. Se devo esprimere il lutto per questa tragedia, preferisco farlo in altro modo, senza spettacolarizzazioni.»

ESCE OGGI "ROMA LIVE!"

Esce oggi "Roma Live!". È il nostro primo disco dal vivo e siamo emozionati come per un album di inediti. Lo trovate nei negozi, su iTunes (https://goo.gl/pfTBFU) e su Amazon (http://goo.gl/GY3JYo). Buon ascolto.

Posted by Baustelle ::official:: on Venerdì 13 novembre 2015

L'artwork del disco si ispira alla psichedelia degli anni sessanta.
Francesco: Ho dato al collettivo Malleus l'input, volevo due ragazze sedute a un festival. Mi sono immaginato questa specie di concerto psichedelico. Conoscevo il loro lavoro: fanno locandine in edizioni limitate, locandine speciali di band - anche straniere - che suonano in Italia. All'estero sono molto conosciuti. Oltre a fare grafica sono una band hard rock psichedelica, si chiamano Ufomammut. Era da un po' di tempo che li inseguivamo, e alla fine ce l'abbiamo fatta.

Ho letto che vi divertite a stravolgere "Charlie fa il surf" dal vivo. In che senso?
F: È un buon segno, il divertimento nello stravolgimento avviene quando hai tra le mani una canzone che è entrata nell'immaginario popolare o comunque ha avuto un certo successo, che la gente conosce. Il pubblico ovviamente vorrebbe risentirla sempre allo stesso modo, che è giusto, perché anche io se vado al concerto di Paul McCartney e lui fa i pezzi dei Beatles come suonano nel disco, sono più contento. Per chi suona c'è da considerare la naturale inclinazione ad annoiarsi, e quindi si cercano nuovi vestiti; a volte riescono, a volte le nuove versioni di vecchi classici sono inferiori... c'è questo rischio. La versione su questo disco di "Charlie fa il surf" non è migliore ma è parallela, una versione acustica, pulita.

Nel vinile di "Roma Live!" ci sono una "zona giorno" e "zona notte".
F: Il disco è composto da tre concerti diversi: uno con band e orchestra sinfonica, uno con band e sezioni fiati - più rock, quindi - e il terzo acustico con un quartetto d'archi. Per amalgamare il tutto come se fosse un unico concerto, ci siamo immaginati una specie di show diviso in due parti: una più rock, la parte "giorno", e una oscura, notturna, con pezzi lenti, con l'orchestra, molto dilatati e calmi.

Rachele, nella tua esperienza da solista, ci sono stati momenti in cui hai pensato "Vorrei avere qui con me Claudio e Francesco"?
R: All'inizio sicuramente. Avevo paura, visto che per quindici anni ero stata con loro. Ma l'esperienza con il gruppo l'ho comunque portata sempre con me. Il progetto da solista è solo un'esperienza parallela che mi diverte e mi permette di esprimermi in altro modo.

Due di voi vivono a Milano da molti anni (Rachele e Francesco, ndr) e uno ancora in Toscana (Claudio, ndr). A metà tra città e compagna. Cosa cambia vivere nell'uno o nell'altro posto?
F: Dipende da chi sei tu. Se sei in equilibrio con te stesso puoi vivere ovunque, in campagna come a New York. Ovviamente il posto dove scegli di vivere ti influenza poi per osmosi.

Ho potuto notare dai social una foto interessante che ritrae Francesco con Tommaso Paradiso, voce dei The Giornalisti. Ci state nascondendo qualcosa?
F: Abbiamo scritto delle cose insieme, un paio di canzoni. Ma vediamo...

Per quanto riguarda i progetti futuri, siete già a lavoro?
F: Sono tre mesi che diciamo che dobbiamo iniziare a lavorare sul nuovo album, ormai non ci crede più nessuno. [ridono]