Home MusicaDischi in uscitaI Litfiba presentano «Eutòpia», l’intervista

I Litfiba presentano «Eutòpia», l’intervista

A quattro anni da "Grande Nazione", Piero Pelù e Ghigo Renzulli ci raccontano il nuovo progetto di inediti. Da marzo 2017 torneranno live per quattro date

15 Novembre 2016 | 12:00 di Giulia Ciavarelli

Dagli esordi nel 1980, il cuore rock dei Litfiba non ha mai smesso di battere. Lo stesso cuore che Piero Pelù indossa al collo durante il nostro incontro: ci parla, insieme a Ghigo Renzulli, dell'anima di "Eutòpia" (uscito l'11 novembre), dei suoni che lo compongono e delle dieci tracce in cui la vita si riflette, in cui è possibile riconoscersi e ragionare. E c'è l'attualità, dalla Parigi dopo gli attentati alla storia Lea Garofalo e sua figlia Denise.

È un disco che vedrà la sua trasposizione live dal 2017, e gli appuntamenti sono quattro: il 29 marzo a Padova, il 31 al Mediolanum Forum di Milano, il 5 aprile al Palalottomatica a Roma e il 7 aprile al Mandela Forum di Firenze. 

Sono passati quattro anni dall'ultimo disco, e nel frattempo c'è stato un lungo percorso live nel quale avete suonato il repertorio degli anni ottanta e novanta.
Piero: «Non ci siamo fermati un attimo, ed è stato fondamentale. Se Eutopia suona così, lo dobbiamo anche grazie alla tournée di Trilogia e Tetralogia che abbiamo fatto negli anni passati. Tutti i fan si ritrovano allineati perché all'interno c'è l'intera storia del gruppo, è un ?Litfiba 2.0?. Avevamo tra le mani il nostro repertorio, e spontaneamente abbiamo sviluppato le composizioni e gli arrangiamenti».
Ghigo: «Ed è un repertorio che comincia ad essere abbondante!».

L'album fa parte di un progetto più ampio, la Trilogia degli Stati. Come siete riusciti a collegarli?
Piero: «È molto difficile, non è facile trovare un filo logico che lega quelle di "Stato Libero" ad "Eutopia". Basta lavorarci».
Ghigo: «Abbiamo lavorato insieme da un anno, singolarmente da quasi quattro. Ognuno ha fatto i suoi esperimenti musicali nei testi, ci siamo ritrovati e abbiamo sviluppato le idee insieme».

Avete aggiunto anche due brani strumentali nella versione in vinile.
Piero: «È un bonus da regalare a chi ama veramente il collezionismo musicale. C'è ?La Danza di Minerva? scritta da Ghigo e ?Tu non c'eri?, colonna sonora del film di Erri De Luca».

?Eutopia è l'isola che c'è per chi la cerca e non si arrende mai? recita il brano. Perché questo titolo?
Piero: «Deriva da eu e topos, ed è la somma dei bei luoghi che esistono già, come le grandi democrazie scandinave; sono mondi possibili, non utopie. Contro la dittatura dell'ignoranza come dico in ?Dio del Tuono?, bisogna saper trovare le cose belle. ?Eutopia? è una canzone propositiva e cosciente».
Ghigo: «Non è un caso se è il brano che dura più degli altri. Lottare ed essere liberi è importante per raggiungere ?Eutopia?».

«Impossibile» è il primo singolo del disco, cosa rappresenta?
Piero: «L'impossibile è quello che ci sembra di vivere quotidianamente. Con il cuore, l'intelligenza e l'informazione si può raggiungere anche l'obiettivo più irrealizzabile».
Ghigo: «Non è un caso se è il brano che dura più degli altri. Lottare ed essere liberi è importante per raggiungere ?Eutopia?».

C'è spazio per la speranza?
Piero: «La speranza non fa parte di Eutopia. Ci sono solo cose concrete che si conquistano, e c'è una positività con i piedi in terra e la testa sulle spalle».

"In Nome di Dio" è dedicata alle vittime della strage di Parigi. Ad un anno dagli attentati, è stato riaperto il Bataclan.
Piero: «È il pezzo più violento dell'album, si avvicina al metal più gotico. Parla delle persone strumentalizzate in nome di un Dio, apparentemente spirituale ma anche concreto. Sono stato la settimana scorsa a Parigi: è una città viva, non si è fatta intimorire ed ha reagito in maniera intelligente. E c'è anche molto rock in Francia, mi ha fatto molto piacere».

Un'altra traccia importante è Maria Coraggiosa, dove raccontate la storia di Lea Garofalo.
Piero: «Il brano è dedicato proprio a lei, una donna coraggiosa che si è opposta fortemente alla mafia: mi ha colpito il suo percorso e la crudeltà con la quale è stata uccisa. È altrettanto complicata la vita di Denise, la figlia di Lea: è una collaboratrice di giustizia e ha vissuto questa situazione prima con la madre, e ora da sola».

Parlando delle sonorità, come avete lavorato?
Ghiro: «È cambiato il metodo di approccio al suono: non ho fatto sovraincisioni e siamo stati attenti a fare un disco minimale».
Piero: «Abbiamo iniziato a comporre solo con chitarra e voce, e poi arrangiato con la band. È stato complesso perché frutto di una grande sintesi. Il resto del sound è stato registrato in tre studi diversi: quello di Morricone a Roma, lo studio a Prato e tutte le voci registrate nello studio della mia casa, in completa solitudine».

Che funzione ha oggi il rock?
Piero: «Divertimento, socializzazione e salvezza delle anime: ti basta?».

Vi siete sempre definiti ?fuori dal coro?, lo siete anche sui social network?
Piero: «Il nostro è un rapporto normale, non ossessivo. È bello leggere la reazione dei fan che si riconoscono in ?Eutopia?: questo, per noi, è un grande risultato».

Cosa vedremo nel prossimo tour?
Piero: «Ci sono tantissime idee ma ne parleremo al momento opportuno!(sorride)».

INSTORE TOUR, LE DATE

16 novembre, La Feltrinelli di Roma
17 novembre, La Feltrinelli di Bari
23 novembre, La Feltrinelli di Napoli