Home MusicaDischi in uscitaIl Boss è tornato: il rock ritrova il suo padrone

Il Boss è tornato: il rock ritrova il suo padrone

Bruce Springsteen pubblica il 23 ottobre il nuovo album “Letter to you”: vi raccontiamo tutti i suoi segreti, di ieri e di oggi. Dodici canzoni “fatte in casa” e incise in quattro giorni, «alla vecchia maniera». E ha anche usato una chitarra italiana...

Foto: Bruce Springsteen durante un concerto alla Oracle Arena di Oakland in California. Al collo la sua inseparabile chitarra Fender Telecaster

23 Ottobre 2020 | 8:19 di Enrico Casarini

Il nuovo capitolo della lunga storia di Bruce Springsteen è pronto. Il 23 ottobre esce il suo 20° album in studio, “Letter to you” (cioè “Lettera per te”). Il Boss lo ha registrato a fine 2019 nel suo studio di registrazione casalingo. Quattro giorni di musica con la sua E Street Band, per canzoni in cui si ritrovano tutta l’energia e la sensibilità di Bruce, che nei testi parla molto di passato, ma vede già il futuro, ovvero un tour. «La mia antenna dice che lo faremo nel 2022, se va tutto bene» ha azzardato. In attesa di ascoltare l’album e vedere il documentario che ne mostra la realizzazione (dal 23 ottobre sulla piattaforma streaming Apple TV+), c’è qualcosa che si può già raccontare, saltando negli oltre 50 anni di musica di Springsteen.

Studio… casalingo
Il disco è stato registrato nella tenuta di Springsteen a Colts Neck, cittadina del New Jersey a una decina di chilometri da Freehold, dove Bruce è nato nel 1949. La casa al numero 87 di Randolph Street dove passò i primi anni di vita, però, non esiste più: al suo posto c’è un parcheggio.

Le band di una vita
“Letter to you” segna il ritorno in grande stile della sua E Street Band, ma le atmosfere dell’album sono legate molto alla recente morte di George Theiss, l’amico che nel 1965 per primo fece suonare Springsteen in un gruppo. Erano i Castiles (il nome viene dal “sapone di Castiglia”, un sapone a base di oli). Prima dei Castiles, Bruce aveva fatto il “tuttofare” per i Rogues; dopo avrebbe suonato con gli Earth, i Child (che divennero Steel Mill), i Dr. Zoom & the Sonic Boom e infine, nel 1972, mise in piedi la E Street Band.

Ispirazione tricolore
Springsteen ha composto le nuove canzoni con una chitarra ricevuta in regalo, forse da un fan italiano, dopo un concerto a New York. Non l’aveva mai suonata e all’improvviso, ha detto, nell’aprile del 2019: «Da lei sono venuti fuori i pezzi, in una decina di giorni. Giravo per casa e in ogni stanza ne scrivevo uno».

Una vena “teatrale”
Springsteen ha sempre riempito gli stadi, ma anche i teatri segnano la sua storia. Il 22 maggio 1974 fu “scoperto” all’Harvard Square Theater di Cambridge (Boston) dal critico Jon Landau, che di lui scrisse le celebri parole: “Ho visto il futuro del rock’n’roll e il suo nome è Bruce Springsteen”. Tra il 2017 e il 2018, poi, è entrato nella storia con i 236 concerti al Walter Kerr Theater di Broadway a New York: lì gli fu regalata la chitarra “italiana”.

Senza prove
Spinto dal tastierista Roy Bittan, Springsteen non ha inciso provini delle canzoni nuove: «Dai, facciamolo alla vecchia maniera: facci sentire i pezzi e ti veniamo dietro» avrebbe detto Roy. Bruce ha solo registrato gli abbozzi dei brani sullo smartphone per non dimenticarli.

I rischi del digitale
In primavera, però, il digitale ha giocato un brutto scherzo a Springsteen: dei cyber-criminali hanno rubato una valanga di suoi documenti da uno studio legale. Messi in vendita sul web, però, non sono stati comprati (la base d’asta era di 500 mila euro).

È fan di Harry Potter
Asta deserta? A Bruce è capitato di peggio. Nel 2001 propose una canzone per il film “Harry Potter e la pietra filosofale”. Intitolata “Song for Harry Potter”, era una dolce ballata scritta per il figlio Evan. Risposta? «No, grazie». È stata poi pubblicata come “I’ll stand by you”.

Ha vinto pure l’Oscar
Ma Springsteen tanto aveva già vinto un Oscar: nel 1994 per la migliore canzone originale con “Street of Philadelphia”, tema dei titoli di testa di “Philadelphia”. Il regista Jonathan Demme «voleva all’inizio un pezzo rock» ha ricordato Bruce. «Così ho detto: ci provo». Due giorni di lavoro in tutto.

I veri gioielli
Springsteen ha tre figli. Evan James, 30 anni: fa il musicista; Jessica Rae, 28: è una campionessa di equitazione e vive in Belgio; Sam Ryan, 26: è appena entrato nel corpo dei pompieri di Jersey City.

Come si chiama?
Le radici familiari di Bruce sono europee: olandesi, irlandesi e italiane (i nonni materni erano di Vico Equense, Napoli). Springsteen è un nome olandese: “steen” è la pietra che permette di fare un piccolo salto (“spring”), per esempio, per attraversare un torrentello.