Home MusicaDischi in uscitaIl ritorno degli Arctic Monkeys con «Tranquility Base Hotel & Casino»

09 Maggio 2018 | 11:31

Il ritorno degli Arctic Monkeys con «Tranquility Base Hotel & Casino»

Dopo cinque anni torna la band inglese, con un album calmo e riflessivo, che esplora fantascienza, politica, religione e tecnologia

 di Francesco Taranto

Il ritorno degli Arctic Monkeys con «Tranquility Base Hotel & Casino»

Dopo cinque anni torna la band inglese, con un album calmo e riflessivo, che esplora fantascienza, politica, religione e tecnologia

Foto: Gli Arctic Monkeys  - Credit: © Ufficio Stampa

09 Maggio 2018 | 11:31 di Francesco Taranto

Questa settimana segna uno dei ritorni più attesi del 2018, quello degli Arctic Monkeys: la band inglese pubblica infatti il proprio sesto album, dal titolo «Tranquility Base Hotel & Casino», venerdì 11 maggio su etichetta Domino.

Si tratta del primo album da cinque anni a questa parte, dopo «AM» del 2013 che ha visto il gruppo conquistare le classifiche di tutto il mondo, compresa la consacrazione in America. Il nuovo disco vede anche uno stile decisamente diverso dal precedente, abbandonando l’indie rock per un sound più calmo, riflessivo e dominato dal pianoforte. La band ha lavorato nuovamente con il produttore James Ford, tra Londra, Los Angeles e Parigi, collaborando con musicisti di gruppi come Klaxons e Tame Impala.

Gli Arctic Monkeys sono pronti anche per un lungo tour europeo, che farà tappa in Italia a Roma il 26 e 27 maggio all’Auditorium Parco della Musica e a Milano il 4 giugno al Mediolanum Forum.

La genesi del disco: il pianoforte di Alex Turner

A 10 anni di distanza dai primi demo messi su MySpace che di lì a poco renderanno famosi gli Arctic Monkeys in Inghilterra, il 15 novembre 2014 la band chiude il proprio tour più grande con uno show a Rio De Janeiro. Il gruppo ha raccontato che, all’alba sulla spiaggia brasiliana, ha ripensato all’intera carriera: da gruppo indie rock di Sheffield ad essere acclamati come miglior nuova band inglese nel 2006 grazie al disco di debutto, «Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not». Da lì il trasferimento negli Stati Uniti, fino all’enorme successo del singolo «Do I Wanna Know?» e dell’album «AM», con oltre un milione di copie vendute in America.

Non era facile realizzare un album dopo questo successo e infatti il gruppo si è preso una lunga pausa: il cantante Alex Turner si è dedicato ai The Last Shadow Puppets, il batterista Matt Helders ha collaborato con Lady GaGa e Iggy Pop e diversi membri si sono sposati e hanno avuto figli.

Le origini del nuovo album «Tranquility Base Hotel & Casino» derivano dal regalo per il 30esimo compleanno di Alex Turner, da parte del suo manager; un vecchio pianoforte Steinway Vertegrand. A gennaio 2016 Turner comincia a chiedersi se scriverà mai una nuova canzone per gli Arctic Monkeys e l’ispirazione nasce proprio dal pianoforte nella sua casa di Los Angeles, uno strumento che non suonava seriamente dall’età di 8 anni. Comporre al piano permette a Turner di muoversi in direzioni che non aveva mai esplorato prima e nascono così le 11 canzoni del nuovo disco.

Un cambiamento di stile che colpisce molto il chitarrista Jamie Cook, chiamato ad aggiungere delle parti di chitarra sulle registrazioni casalinghe del cantante. Inizialmente Turner è indeciso se pubblicare i brani come un album solista o coinvolgere la band, ma alla fine il suo lavoro si trasforma nel sesto album del gruppo. Per mantenere lo spirito originale dei pezzi, nel disco sono finite spesso le parti di voce che Turner ha registrato nella sua stanza di Los Angeles.

I tributi: dai The Strokes ai Beach Boys

L’album si apre sulle note pop-lounge di «Star Treatment» e, soprattutto, con una dichiarazione da parte di Alex Turner: «volevo solo essere uno degli Strokes». In questo modo rende tributo ad una delle influenze più importanti sul suo gruppo, quella dei newyorchesi The Strokes che con il loro album «Is This It» del 2001 spinsero gli Arctic Monkeys e tanti altri a formare una band, ispirati dal ritorno del garage-rock.

Nel corso del disco Turner omaggia anche Leonard Cohen, citando il suo «Songs Of Love And Hate» come un’altra delle influenze, il libro «Infinite Jest» di David Foster Wallace, le riflessioni sulle utopie di Neil Postman nel libro «Amusing Ourselves To Death», il film noir francese «Le Samouraï» e perfino «Tre passi nel delirio» di Federico Fellini.

L’album è stato registrato tra Londra, Los Angeles e Parigi e in particolare il periodo passato nello studio francese ha influenzato molto il gruppo. Ascoltando il jukebox in una delle sale degli studi il gruppo ha riscoperto brani di Rolling Stones, Ray Charles, Simon and Garfunkel e The Platters. Non mancano poi riferimenti a David Bowie, per esempio nei suoni glam della canzone «Four Out Of Five». Gli Arctic Monkeys omaggiano anche la musica francese, in particolare il disco «Histoire de Melody Nelson» di Serge Gainsbourg per i suoni di basso e il compositore François de Roubaix per i sintetizzatori.

Infine il gruppo ha guardato chiaramente all’America come ispirazione, citando come profonda influenza l’album «Born To Be With You» di Dion. Ma soprattutto restituendo i suoni tipici californiani dei Beach Boys nel brano «The World's First Ever Monster Truck Front Flip», ispirato all’album del 1966 «Pet Sounds».

La tracklist:

1. Star Treatment
2. One Point Perspective
3. American Sports
4. Tranquility Base Hotel & Casino
5. Golden Trunks
6. Four Out Of Five
7. The World’s First Ever Monster Truck Front Flip
8. Science Fiction
9. She Looks Like Fun
10. Batphone
11. The Ultracheese

Il video trailer: