Il rock dei Coldplay in “Music of the spheres” è davvero spaziale

Esce il 15 ottobre il nuovo album della band inglese

15 Ottobre 2021 alle 08:47

Fin dall’antichità gli esseri umani hanno osservato il cielo ritrovando nella posizione e nei movimenti degli astri un’armonia celeste basata su precise proporzioni matematiche e capace perfino di produrre dei suoni, anche se impercettibili al nostro orecchio. È il concetto di “musica universale”, oppure di “musica delle sfere”. Ed è proprio a quest’idea, che ha affascinato numerosi pensatori, da Pitagora a Goethe, che si ispira il nuovo attesissimo album dei Coldplay, in uscita in tutto il mondo il 15 ottobre. E che si intitola proprio “Music of the spheres”.

Nono disco in studio della band britannica guidata da Chris Martin, non si limita a richiamare lo spazio nel titolo ma utilizza questo tema come collante per i suoi 12 brani. Conosciamo bene il singolo di successo dell’estate, “Higher power”, il cui videoclip aveva debuttato a bordo della Stazione spaziale internazionale. Martin lo aveva descritto così: «Abbiamo immaginato che suono potesse avere la musica su altri pianeti: è una canzone che ci spinge a trovare l’astronauta che è dentro di noi».

Queste suggestioni sono presenti anche in brani come “Alien choir” (cioè “Coro alieno”) e “Humankind” (“Razza umana”) senza dimenticare “My universe” (“Il mio universo”), in cui i Coldplay incontrano le superstar del pop coreano, i BTS.

L’album, poi, si chiude con il pezzo più lungo che la band abbia mai registrato: si intitola “Coloratura” e dura più di 10 minuti, nei quali Martin elenca nomi di stelle, asteroidi e satelliti e cita Galileo Galilei. Ma non pensate male, i Coldplay hanno i piedi ben piantati sulla Terra. E alla fine di questo viaggio al di là dell’atmosfera, si torna sempre a parlare d’amore. «Non solo quello romantico, ma il modo in cui ci trattiamo a vicenda» ha detto Martin. «Anche quando sembriamo parlare di un pianeta alieno, stiamo sempre parlando di noi, gli esseri umani».

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