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Intervista a Maiole: «Cose Pese» è un album pop

Dopo i singoli «Tinder» e «Sicuro Di Me», il giovane musicista pubblica il secondo album. I suoi riferimenti sono Philip Glass, Lucio Battisti e i Radiohead

Foto: Maiole  - Credit: © Ufficio Stampa

25 Ottobre 2018 | 10:00 di Cecilia Esposito

Forse alcuni di voi non lo hanno mai sentito, altri invece si ricordano di lui per il ritornello «Destra, Sinistra, Destra, Sinistra», ma per tutti voi è giunto il momento di conoscere meglio il nostro musicista di oggi: Maiole. Per gli amici è Marco – e Maiole è il suo cognome –, un ragazzo di ventitré anni della Provincia di Caserta, con una grande passione per la musica che lo ha portato a incidere qualche brano e un album. Per tutti noi, invece, è Maiole, uno dei nomi più promettenti della scena musicale italiana del momento, già noto a molti per il suo album di debutto «Music For Europe» (2017). Adesso si sta preparando a lanciare il suo nuovo lavoro in studio «Cose Pese», in uscita il 26 ottobre, frutto di un lungo percorso creativo e personale che ha portato il musicista a una svolta musicale, trasformandolo in un artista pop a tutti gli effetti

Ne sono la prova i suoi recenti singoli, come il fortunato «Tinder»«Cose Pese», il brano scritto a quattro mani con Masamasa, e il fresco fresco di uscita «Sicuro Di Me», che anticipano questa dolce virata sonora di Maiole verso lidi pop, e questa volta non ci mette solo la faccia, ma anche la voce, e una quantità notevole di sonorità varie che vi faranno ascoltare l'album tutto d'un fiato.


Dunque, «Cose Pese» sembra essere l'album del cambiamento per Maiole, quello che alcuni definirebbero maturo e completo. Mentre aspettiamo la conferma, abbiamo contattato il musicista in persona per chiedergli qualche spiegazione in più. Ecco cosa ci ha risposto.

Ciao Marco! Puoi presentarti ai nostri lettori che non ti conoscono?
Ciao amici di TV Sorrisi e Canzoni! Mi chiamo Marco Maiole, sono un ragazzo classe '95 da Santa Maria Capua Vetere – provincia di Caserta. Suono da quando ho ricordi e faccio una musica che sta esattamente a metà tra il giocoso e il malinconico.

«Sicuro Di Me» è il tuo ultimo singolo, che anticipa il nuovo album «Cose Pese». Ripensando ai precedenti singoli come «Tinder» e «Crescendo», possiamo parlare di una svolta "it-pop" rispetto al tuo precedente lavoro «Music For Europe»: parlaci del percorso creativo dietro a «Cose Pese» e cosa devono aspettarsi i tuoi fan da questo nuovo album.
Mi sembra che la parola "itpop" sia più legata ad un circolo di "meme" che a una sonorità. Di meme su di me non ce ne sono abbastanza e quindi, per il momento, mi definirò pop. La principale differenza tra il disco precedente e Cose Pese è la presenza della mia voce: è uno strumento di espressione che ho in più nel bagagliaio e per questo il nuovo album sarà molto più comunicativo. Io non sento però di aver cambiato troppo testa, magari apro più la bocca.

Solitamente vieni etichettato come un musicista di elettronica, tuttavia, ascoltando i tuoi brani e spulciando nelle tue bio, si capisce che ascolti un sacco di musica variegata: quali sono le principali influenze musicali nei tuoi lavori e gli artisti che ti hanno "formato"?
È il problema delle etichette: non mi sento tanto legato al suono elettronico quanto uno che utilizza al massimo quello che ha a disposizione. Spero un giorno di avere un successo tale da potermi permettere un’orchestra o una nuova tecnologia a cui al momento non ho accesso. Nella vita ho ascoltato veramente di tutto e ho fatto un percorso un po’ inverso rispetto alla norma: a 14 anni ascoltavo tutto «Einstein On The Beach» di Philip Glass, mentre adesso sto ascoltando «Controvento» di Arisa. Se dovessi dare dei riferimenti totali, direi sicuramente Lucio Battisti e i Radiohead.

Dall'Europa a Santa Maria Capua Vetere e viceversa, visto che ultimamente la provincia casertana si sta facendo conoscere per i suoi talenti musicali, che guardano altrove pur rimanendo con le radici ben piantate nel territorio. Puoi consigliarci qualche nome di artisti da tenere d'occhio?
I veri artisti di Caserta sono i matti che urlano in strada. Scherzi a parte, l’artista locale più influente a livello nazionale (e non) è sicuramente Fausto Mesolella, venuto a mancare da poco, membro fondatore degli Avion Travel e autore di tante canzoni di successo per altri interpreti. Magari un giorno qualcuno dalla Terra di Lavoro potrà continuare quel lavoro con altrettanto entusiasmo.