Home MusicaDischi in uscitaIntervista a Serge Pizzorno: “THE S.L.P” è il primo album da solista

Intervista a Serge Pizzorno: “THE S.L.P” è il primo album da solista

«È il progetto dove voglio sentirmi libero»: abbiamo incontrato la mente dei Kasabian, che ci ha raccontato i suoni e le collaborazioni del nuovo disco in uscita il 30 agosto

Foto: Serge Pizzorno  - Credit: © Ufficio stampa

01 Agosto 2019 | 11:37 di Giulia Ciavarelli

L’annuncio di un progetto solista da parte di un membro di una band conosciuta e molto amata è sempre un'arma a doppio taglio: per molti è qualcosa di nuovo ed entusiasmante, altri la vedono come un campanello di allarme per il futuro della band. Invece, Serge Pizzorno, mente e autore dei Kasabian, semplicemente non ama andare in vacanza: «Avevo tre brani pronti da circa dieci anni, dovevano far parte di una colonna sonora. E allora mi sono detto “ora o mai più”» ammette. Insomma, mentre la band si concede una pausa dopo quindici anni di attività, il cantautore ha ben pensato di fare la sua prima incursione da solista nel mercato discografico.

«Dal 2004 realizzo un nuovo album dei Kasabian ogni due anni; ho le mie routine e so il modo in cui mi piace lavorare e penso solo di aver bisogno di un “re-set”, in modo da potermi avvicinare al prossimo disco della band da un angolo diverso» spiega l’artista. È dunque il momento perfetto per "THE S.L.P.", sigla che sta per Serge Lorenzo Pizzorno ma soprattutto titolo del disco di debutto da solista registrato e prodotto dallo stesso cantautore nel suo studio a Leicester. Stravagante, creativo e sperimentale: in uscita il 30 agosto per Columbia Records, Serge preferisce definirlo più come una storia che come un prodotto discografico.

«È una sorta di autoritratto di dove sono ora, dove sono arrivato percorrendo strade che ho sempre voluto percorrere, provando cose che non avevi mai provato prima. Ogni canzone fa davvero parte della mia personalità. È come se voi guardaste da fuori quello che ho nella mia testa» ha esordito il cantautore che abbiamo incontrato a Milano.

"THE S.L.P.": RISCOPRIRE L’INNOCENZA DELLA SPERIMENTAZIONE

Nuovo look, copertina glitterata per il primo singolo e un approccio entusiasta alla musica: il nuovo disco di Pizzorno è incentrato sulla libertà, il divertimento e la creatività, evidente soprattutto nel gioco di suoni e ritmi.

«Ci sono elementi giocosi all’interno dell’album: mi sono connesso alla gioia di fare soltanto musica. Negli ultimi diciotto anni è stato un ciclo continuo di scrittura e pubblicazione di album con conseguenti tour in giro per il mondo» racconta il cantautore. Il fatto di non essere vincolato a festival e ai grandi concerti rende il disco molto più imprevedibile a livello sonoro, si percepisce che l’approccio è stato ampio e senza censure: dalla psichedelia bulgara all’elettronica d’avanguardia, dalle canzoni melodiche alle influenze hip hop e grime.

«È un disco molto più sperimentale e diverso - in termini di lunghezza dei brani e di ciò che la gente - compreso me stesso, si sarebbe forse aspettata: andare più nella direzione Krautrock. Ma mi sono reso conto che stavo ascoltando molto Tyler The Creator e Mac Miller. Ero in quel mondo. Mi sono sbarazzato di tutti i miei synth e delle chitarre, tenendo solo telefoni e laptop e selezionando semplicemente i suoni» conclude l’artista.

«IO SONO SERGE...MA NEL FRATTEMPO ANCHE S.L.P.»

«Il progetto The S.L.P. diventerà quel posto dove posso andare e fare qualunque cosa»: Serge conferma la nostra sensazione iniziale con una frase che racchiude lo spirito del disco. Non sono semplicemente undici tracce, ma questo primo lavoro da solista è un luogo musicale senza limiti, libero e molto poco formale. E ora che lo ha scoperto, forse ci tornerà più spesso.

In questa piccola finestra di libertà l’artista è riuscito a strutturare il disco come fosse una storia con un inizio, una parte centrale e una fine. La struttura è visibile se si guarda la tracklist, dove appaiono tre brani con la parola “Meanwhile”: «Ci sono tre note che li attraversano tutti e formano l’ossatura del racconto» aggiunge Serge.

La chiave più interessante, però, il cantautore ce la fornisce parlando dell’idea alla base: «Il mio lavoro è stato ispirato da Bruce Wayne: come lui è Bruce ma diventa Batman, io sono Serge dei Kasabian ma nel frattempo anche S.L.P.».

I BRANI E LE COLLABORAZIONI DEL DISCO

Il singolo di presentazione, e prima collaborazione con la rapper britannica Little Simz, del disco è "Favourites", una riflessione sugli appuntamenti nati su Tinder e «sull’identità nell’era digitale, in cui le persone fingono di essere qualcun altro online e questo ci porta più lontani dall’essere chi siamo». Pronto e confezionato per l’estate è "Nobody Else", una ballata che riassume lo spirito di esplorazione disinvolto e senza regole con un videoclip dalle sfumature paranormali.

Si passa poi alle chicche dell’album, come "((trance))": «È una canzone d’amore, è la fine della notte, il sorgere del sole, quel bellissimo momento. È piuttosto rilassata, ma ha anche un finale potente, euforico e trionfale» ci spiega Serge. Dai sentimenti, l’artista rimbalza al caos distorto di “Soldiers 00018” all’ibrido psych-funk di “The Wu” fino a “Lockdown” e l’intrigante “Youngest Gary”.

Ad impreziosire il disco sono le collaborazioni di cui il chitarrista dei Kasabian va molto fiero: «Ho collaborato con alcuni giovani artisti britannici, sono pieni di talento. In futuro spero di continuare a farlo aprendo la mente e gli orizzonti. Come un bambino, quando trovo qualcosa che mi piace fare, la faccio».

LETTERA D'AMORE ALL'ITALIA

L’amore che lega Serge Lorenzo al nostro Paese è ormai noto, a partire dal suo nome che rivela chiaramente le origini italiane. «Ho intitolato il primo brano “Meanwhile... in Genova” perché è epico e volevo un titolo all’altezza. È una lettera d’amore alla mia città d’origine, e volevo che l’album iniziasse con questa canzone perché è dove ha inizio la mia storia» commenta l’artista che, oltre a suonare in città, è un grande appassionato di calcio (l’ultima volta era a Genova per l'atteso derby).

«Ho sempre avuto una connessione con l’Italia, crescendo ci ho trascorso molto tempo. Mi sono reso conto di questa forte legame quando ho iniziato a suonare qui, a fare concerti con il gruppo. Si è instaurato un feeling molto speciale con i fan italiani, più forte di quello che abbiamo in altri Paesi».

Chissà se scatterà di nuovo la scintilla quando Serge verrà da solo per un concerto, l’unica data si terrà il 12 settembre al Circolo Magnolia di Milano. «Sai, i Kasabian sono Kasabian, esistono e li rispetto. Ascoltare questo album dal vivo sarà un’esperienza totalmente diversa per il pubblico e ci sto lavorando. Vorrei che fosse come un film di David Lynch: uno show euforico e misterioso, quasi come un rave» anticipa il cantautore su quello che c’è da aspettarsi dalle prime date senza i colleghi.

Ultimo, ma non per importanza, l’annuncio che potrebbe tranquillizzare tutti i fan del gruppo britannico: «Prima della fine del tour, ho parlato con Tom (Meighan) della mia nuova avventura ed è sempre stato super positivo. Mi ha chiesto se avevo intenzione di fare ancora parte dei Kasabian e gli ho risposto di non preoccuparsi perché ho già iniziato a lavorare al prossimo album della band».

LA TRACKLIST

Meanwhile... In Genova
Lockdown
((trance))
The Wu
Soldiers 00018
Meanwhile... At The Welcome Break (featuring slowthai)
Nobody Else
Favourites (featuring Little Simz)
Kvng Fv
Youngest Gary
Meanwhile…In the Silent Nowhere