Home MusicaDischi in uscitaIntervista a George Ezra: «Staying At Tamara’s», ma non è amore

Intervista a George Ezra: «Staying At Tamara’s», ma non è amore

Il 26 ottobre sarà in concerto a Milano. A differenza di quello che potrebbe sembrare, Tamara non è una donna di cui è innamorato, bensì...

Foto: George Ezra  - Credit: © Facebook ufficiale

11 Luglio 2018 | 17:33 di Giulia Ciavarelli

«Ma lo sai che la tua canzone sta andando molto bene in Italia?»: è così che comincia la storia musicale di George Ezra nel nostro Paese, il primo a lanciare «Budapest» a livello mondiale. Sorriso dolce e gentilezza umile, eppure i numeri sono quelli di una vera popstar. Ezra è considerato una grande scoperta a livello internazionale: oltre ad essere uno degli artisti maschili che hanno venduto di più nell’ultimo decennio, il suo album di debutto «Wanted On Voyage» è stato un grande successo ed è entrato nella Top 10 in ben dieci paesi. Con oltre 3 milioni e mezzo di copie vendute in tutto il mondo, l'artista ha ricevuto quattro nomination ai Brit Awards e una ai BBC Music Award.

A distanza di qualche anno, il giovane artista britannico ha pubblicato a marzo «Staying At Tamara’s» che, proprio come il primo disco, è stato creato e ispirato dai suoi viaggi: dalle meraviglie dell’Isola di Skye a una fattoria di maiali a Norfolk, dalla contea del Kent al Galles del Nord, fino all’Airbnb a Barcellona di Tamara, proprio la protagonista del titolo dell’album.

Il secondo disco è fresco, solare, risplende per il coraggio e la positività ma contiene anche momenti di riflessione: George ci ha raccontato le sue ispirazioni, gli incontri con Elton John e Ed Sheeran e quel momento di crisi che gli ha fatto apprezzare ancora di più il suo mondo musicale.

Tamara, Barcellona e le ispirazioni dell'album

«I miei amici scrivono a casa, ne sono molto invidioso perché io sento l’esigenza di andare via, di conoscere e incontrare nuove persone. Sono in una posizione privilegiata e voglio sfruttarla al meglio» racconta la star britannica.

Se nel primo album George era un ragazzo spaventato che girava l’Europa, dopo due anni ha deciso di fermarsi solo in un posto: «Nel mio primo viaggio, non mi interessava tanto quello che stava succedendo intorno a me, ero solo un ragazzino. Sono andato a Barcellona con una maggiore consapevolezza, volevo dare un senso a tutto quello che è arrivato dopo il grande successo del mio primo album. Sono rimasto qui per un intero mese, e non mi succedeva da tanto tempo» racconta a Sorrisi. «Avevo sempre con me la chitarra e un taccuino nel quale appuntavo le mie ispirazioni, dai luoghi alla gente che incontravo. Ho fatto ciò che volevo fare, ovvero prendermi del tempo per fermarmi».

Nessun gesto romantico dietro il titolo del disco, Tamara è la proprietaria dell’appartamento dove l’artista ha alloggiato a Barcellona: «Il titolo non si riferisce a Tamara, ma al tempo che ho trascorso in quella che è stata la mia casa per un mese. L’ispirazione è arrivata proprio da qui, da quello che ha rappresentato per me» ha aggiunto.

«Nessuno è in cima alle classifiche per sempre»

«Ho 25 anni, non mi sento né un ragazzo né un uomo. Ogni giorno mi pongo delle domande, sto cercando di capire chi sono e cosa significa per il mondo intorno a me. Nel 2016, al termine del tour, mi sono messo a scrivere ma sembrava tutto bizzarro e spaventoso perché la sensazione era quella che non ci fosse nessun controllo, nessuno in grado di darmi delle risposte. Se ripenso ai miei esordi mi vergogno ora, ero veramente molto giovane» afferma George.

Le risposte che il cantautore ricercava erano forse quelle che si aspettava dalla sua etichetta discografica, che nel 2017 ha rimandato l’uscita del disco dopo alcuni singoli che non hanno registrano una forte presenza nelle classifiche britanniche. «Non è stata una delusione, ma una lezione importante perché ora apprezzo di più i traguardi che ho raggiunto. Quest’incertezza, però, rende le cose più divertenti: non saprai mai come andrà! Nessuno è in cima alla classifica per sempre» commenta il cantautore.

Dai momenti di difficoltà, George è riuscito ad assorbirne solo il lato positivo: «Ho imparato a rilassarmi, a cercare di essere più paziente e a fermarmi quando è il momento giusto. C’è chi mi chiede perché non sono ribelle: ho avuto un passato felice, una buona famiglia e sono soddisfatto di chi sono oggi. Non ho nessun motivo per ribellarmi».

«George Ezra & Friends», i podcast con le star della musica

«Se tutto dovesse andare male, non ho un piano alternativo. Magari potrei presentare i podacast!» scherza il cantautore multi-platino, che ha dato il via ad una serie unica nella quale trascorre un lungo periodo di tempo con un amico artista in una conversazione one-to-one spesso intima, divertente e rivelatrice. «Ho iniziato ad ascoltare i podcast di numerosi comici mentre stavo registrando il disco. Quando ho avuto più tempo libero, li ho registrati e mi sono divertito davvero tanto! È stato interessante parlare con tutti gli artisti, è stata una bella ispirazione» afferma Ezra, che ha debuttato direttamente alla prima posizione della iTunes Postcast Chart il giorno della pubblicazione».

Tra gli ospiti: Lily Allen, Sam Smith, Craig David, Rag'n'Bone Man, Hannah Reid dei London Grammar e Ed Sheeran. La prima stagione si è conclusa con una chiacchierata senza regole, aperta, onesta e divertente insieme ad una delle leggende della musica di tutti i tempi, Elton John. «Non abbiamo programmato nulla e siamo finiti a parlare per oltre un’ora, scoprendo anche di avere dei miti musicali in comune. Ed Sheeran, invece, mi ha dato una lezione importante: non importa quanto sei famoso ma devi sempre promuovere bene la tua musica per farla conoscere».

«Ora ho poco tempo da dedicare a questo progetto, ma pian piano arriverà anche la seconda stagione di “George Ezra & Friends”» assicura l’artista.

«Quando vai sul palco, devi farlo per rendere felice il pubblico»

George Ezra è attualmente impegnato nel Regno Unito dove parteciperà a numerosi festival estivi, compresi  lo Standon Calling, il Boardmasters e il Truck Festival. In autunno partirà per una tournée che includerà anche una data a The SSE Arena di Wembley e una tappa italiana il 26 ottobre al Fabrique di Milano.

«Nel tour precedente eravamo in quattro sul palco ed ora invece siamo in sette, tra coriste, tromboni e percussioni. Nella scaletta ci saranno sicuramente "Budapest" e "Blame It On Me", sono due brani del primo disco che mi piace sempre cantare perché adoro la reazione del pubblico». E aggiunge: «Nel tempo è cambiato il mio approccio al live: se prima pensavo esclusivamente alla performance, ora salgo sul palco per rendere felice il mio pubblico. È il mio compito».