Home MusicaDischi in uscitaJovanotti: «”Lorenzo sulla luna” parla di un futuro vintage»

Jovanotti: «”Lorenzo sulla luna” parla di un futuro vintage»

Registrato in una settimana nello studio di Rick Rubin a Malibù: dopo l'avventura del Jova Beach Party, ecco l'album di cover dedicato alla Luna

Foto: Lorenzo Jovanotti  - Credit: © Facebook ufficiale

29 Novembre 2019 | 12:10 di Giulia Ciavarelli

Sembra passato poco tempo da quando ballavamo in spiaggia al tramonto cullati dalle hit di Lorenzo Jovanotti: "Ma come fa a fare così tante cose?" è la domanda ricorrente ogni volta che ci troviamo davanti a un suo nuovo e anomalo progetto. Quando tutto sembra che vada in una direzione, quando il successo incorona una sua idea e quando il prossimo passo sembra scritto, ecco che lo trovi da un’altra parte. Non si ferma mai e non si accomoda mai sulle certezze, cercando sempre spunti nuovi per alimentare il suo percorso artistico. 

La domanda ha un senso anche se guardiamo al presente: torniamo ai balli "al chiaro di luna", perché Lorenzo sta per terminare un 2019 che lo ha visto protagonista indiscusso dell'estate con la mastodontica impresa del Jova Beach Party. È stata l'isola felice di Lorenzo: cantautore romantico, visionario ma anche dj in consolle, in versione "Cupido" durante la celebrazione dei numerosi matrimoni o perfetto padrone di casa quando è il momento di accogliere una parata di ospiti eccezionali.

Ha definito questa avventura "il mio sbarco sulla luna" e ora è proprio lei la protagonista del nuovo lavoro discografico di Jovanotti. Si intitola "Lorenzo sulla luna", esce il 29 novembre e si può ascoltare non solo su tutte le piattaforme digitali, ma anche interamente su YouTube. Non ci saranno singoli in radio o videoclip, il cantautore affida ai social il racconto del disco: «È un album lunatico che ho fatto come se avessi 3 anni. Era un mio trip personale e volevo concentrare la mia attenzione sul satellite terrestre a 50 anni dall'Apollo 11. Sono stato immerso per sei giorni nel mese di marzo in un tempo sospeso con il più grande produttore del mondo in uno studio davanti l'Oceano Pacifico a Malibù».

Sembra un sogno raccontato così, ed è ancora più strano pensare a Rick Rubin, produttore americano dell'album "Oh vita!", certificato quattro volte disco di Platino, ma anche di Red Hot Chili Peppers, Johnny Cash, Eminem per citarne alcuni, mettersi a lavoro su altre canzoni italiane a lui sconosciute, precisamente undici.

«Due cose non farei mai nella vita: un album di cover e un album concept. Ma non avevo valutato la possibilità di fare le due cose insieme! Questo è un disco che avevo una gran voglia di fare e non era previsto neanche che lo pubblicassi, poi passato il delirio meraviglioso di Jova Beach Party mi sono ritrovato di colpo in uno strano silenzio e riascoltando quelle registrazioni mi sono piaciute. Mi è sembrato perfetto da pubblicare alla fine di un anno così pazzesco. Le condividerò con voi in una forma molto tradizionale come è quella dell’LP» scrive ai suoi fan sui social.

Un viaggio unico quello di Lorenzo «Era l'inizio del 2019 e in quei giorni pensavo spesso al fatto che lo sbarco sulla luna in tv è la prima immagine che ricordo della mia vita. Ho iniziato a riflettere su tutte le canzoni italiane che hanno la parola "luna" nel testo, a quelle che mi venivano in mente senza ricercare su Google».

"Luna" cantata da Jovanotti e Fiorello

Sin dal primo ascolto ci accorgiamo di quanto sia un progetto che non prende le distanze da "Oh Vita!", ritroviamo la struttura scarna ed essenziale contraddistinta dalla voce pienamente a fuoco del cantautore. Si percepisce che il viaggio sulla luna di Jovanotti è tutto analogico: «È fatto come se queste canzoni le avessi ascoltate in un tempo remoto e le dovessi tramandare a memoria, senza basarmi sulle registrazioni. È un album che parla di un futuro vintage e il risultato è nudo e crudo, lontano da una raccolta di cover, ma di fatto si nutre e vive di questa contraddizione» racconta.

Dalle note evocative di "Notte di luna calante" di Domenico Modugno si procede con "Chiaro di luna", "Una notte in Italia" di Ivano Fossati, "Luna" di Gianni Togni, ma anche due brani di Samuel e i Tre Allegri Ragazzi Morti fino al gran finale l'evergreen di Fred Buscaglione "Guarda che luna". «Ascoltatelo come una playlist tematica, breve e incompleta» consiglia Lorenzo «È un lavoro fatto in pochi giorni anche se contiene mezzo secolo di vita, della mia nella fattispecie, di ascoltatore di musica più che "musicista"».

E conclude: «C'è ancora molta strada da fare per l'imperfezione assoluta a cui aspira il mio sentimento artistico, ma per fortuna la luna resterà in orbita ancora per un po' e lo spazio rimane infinito, tutto da esplorare».

LE COVER DEL DISCO

1. Notte di luna calante (Domenico Modugno, 1968)
2. Luna (Gianni Togni, 1980)
3. Accendi una luna nel cielo (Ornella Vanoni, 1976)
4. Luna di città d’agosto (Jovanotti, 1997)
5. L’ultima luna (Lucio Dalla, 1979)
6. Chiaro di luna (Jovanotti, 2017)
7. La luna piena (Samuel, 2017)
8. Una notte in Italia (Ivano Fossati, 1986)
9. La faccia della luna (Tre allegri ragazzi morti, 2010)
10. Luna rossa (Giorgio Consolini 1950)
11. Guarda che luna (Fred Buscaglione, 1959)