Home MusicaDischi in uscitaKygo, «Cloud Nine» e la tropical house. L’intervista

Kygo, «Cloud Nine» e la tropical house. L’intervista

Abbiamo incontrato il dj e produttore norvegese in occasione del suo show a Milano, ecco quello che ci ha raccontato a proposito del suo primo album, in uscita il 13 maggio

Foto: Kygo (vero nome Kyrre Gørvell-Dahll), 24 anni è nato a Bergen, in Norvegia  - Credit: © Tom Oxley

07 Aprile 2016 | 18:00 di Stefano Gradi

Gli appassionati di musica elettronica hanno iniziato a conoscere Kygo (24 anni, vero nome Kyrre Gørvell-Dahll) circa due anni fa attraverso Soundcloud, piattaforma musicale online sulla quale ha caricato i suoi primi remix in stile tropical house e grazie alle collaborazioni con Thomas Jack, il pioniere del genere. Ora è diventato un dj e produttore di fama internazionale, il più veloce a raggiungere un miliardo di streaming su Spotify. Lo abbiamo incontrato al Forum di Milano, in occasione del suo show in Italia e a circa un mese dall'uscita del suo primo album «Cloud Nine», in uscita il 13 maggio.

Kyrre, ci racconti come hai mosso i primi passi nel mondo della musica?

Come tanti ho iniziato nella mia cameretta a casa, ho iniziato a produrre le prime tracce e i primi remix, poi li ho postati su Soundcloud e qualcuno li ha notati. Qualche blog musicale ha iniziato a condividere i miei brani e a poco a poco la gente si è accorta di me.

Dai tuoi brani appare evidente come tu sia davvero capace di produrre buona musica, hai imparato fin da piccolo?

Si, ho iniziato a suonare il piano fin dall'età di sei anni e ho continuato per altri dieci. È da lì che deriva la mia conoscenza della musica. Ho iniziato a comporre alcune melodie per pianoforte e poi sono passato alla musica elettronica.



Come è nato il fenomeno della tropical house, è stata una tua idea?

Il nome tropical house penso sia stato inventato da Thomas Jack che voleva trovare un modo per definire un genere di musica elettronica nuova, allegra, caratterizzata da sonorità tipiche dell'estate. Comunque sì, siamo stati io e lui che abbiamo iniziato a produrre questo genere. Anche Klingande è stato uno dei primi ad aggiungere quel "tropical feel" ai suoi brani.

Cosa ci puoi dire della tua amicizia con Thomas Jack, sembra proprio che il successo sia arrivato grazie alla vostra collaborazione online

Si, Thomas Jack è uno dei miei migliori amici, condividiamo anche lo stesso manager. L'anno scorso siamo andati in tour insieme.



Possiamo quindi immaginarci una collaborazione in qualche prossimo brano?

Probabilmente si, ne abbiamo parlato. Siamo anche stati in studio assieme per qualche prova e per sperimentare qualcosa di nuovo, ma non abbiamo ancora prodotto un brano completo. Ma lo faremo in futuro.

A maggio uscirà il tuo primo album che si intitolerà «Cloud Nine», cosa ci puoi raccontare del disco e del primo singolo, «Fragile»?

«Fragile» è probabilmente il brano più diverso dagli altri dell'intero album. Ci saranno 15 tracce, compresi i singoli «Firestone», «Stole the show», «Stay» e «Nothing left». Poi ci sarà «Raging», il nuovo singolo che è appena uscito. E prima dell'album uscira ancora un nuovo brano. Sono davvero emozionato e non vedo l'ora di conoscere cosa ne pensino tutti quanti perché ci saranno molte tracce differenti tra loro, non sarà solo tropical house. È un disco nel quale voglio dimostrare che non sono soltanto un dj, ma un vero e proprio produttore di musica elettronica in generale.



È proprio per questo motivo che sei considerato differente dagli altri dj, pensi che il tuo essere un vero e proprio musicista abbia contribuito al tuo successo?

Probabilmente sì. Per me è stato davvero importante essere in grado di suonare il piano, altrimenti non sarei stato in grado di produrre dei brani. Conoscere la musica è davvero importante e penso che la gente sia contenta e apprezzi un dj che sa suonare degli strumenti.

Ti aspettavi l'immediato successo del tuo primo singolo, «Firestone»?

No no, per niente. Ero davero contento del risultato finale della canzone, ma non mi sarei mai aspettato che andasse così bene. Quasi non ci credevo che piacesse così tanto, è stato davvero fantastico.



Tutti i tuoi brani si distinguono per quello che ormai è stato definito come il Kygo touch, anche i brani dell'album avranno questa caratteristica?

Tutti i brani saranno personalizzati, ma non vorrà dire che avranno tutti il synth o la melodia che mi hanno caratterizzato finora. Non devono essere per forza brani allegri, un paio di tracce non hanno addirittura una melodia. Quindi saranno canzoni molto diverse, ma penso che si potranno subito identificare come prodotte da me.

E' la prima volta che ti esibisci in Italia con il tuo show, come ce lo puoi descrivere?

Sono stato altre volte a Milano, ma è la prima volta che mi esibisco con un live show. Per questo tour mi sono portato tutte le tastiere e gli strumenti per eseguire dal vivo tutte le melodie, sarà tutto prodotto in tempo reale, non sarà assolutamente un djset!