Home MusicaDischi in uscitaLaura Bono, l’altro mio «Segreto» è il crowdfunding

Laura Bono, l’altro mio «Segreto» è il crowdfunding

In attesa del video del singolo portante, che ha girato con Siria De Fazio, la cantautrice si racconta senza filtri

Foto: Laura Bono

03 Dicembre 2015 | 12:47 di Franco Bagnasco

Fresca di coming out («Dopo 13 anni con un uomo mi sono innamorata di una donna», dice), Laura Bono presenta un album significativamente intitolato «Segreto». 11 brani, compresa una cover di «Fortissimo», pezzo del '66 di Rita Pavone, che arrivano a cinque anni da «La mia discreta compagnia». Il nuovo disco è realizzato da La mia isola, etichetta indipendente fondata dalla cantante, grazie anche al crowdfunding, ossia finanziamenti che vengono direttamente dai fans. E che portano ad affiorare la voce ruvida e la grinta di un'artista decisamente a proprio agio sul palco. Chitarra e borsone d'ordinanza, in giro per Roma per gli impegni di promozione, Laura si ferma per una chiacchierata con «Sorrisi».

Il crowdfunding è il suo secondo «Segreto», dopo l'altro appena svelato?
«In Italia per i dischi non usa tanto, mentre all'estero è considerato normale. È la gente che crede nel tuo progetto, e ci si dedica, con entusiasmo, vuole aiutarti a portarlo a termine. All'inizio ero dubbiosa, sembrava quasi come chiedere l'elemosina, ma poi ho capito che non è così. Quindi con la mia etichetta, con lo staff che mi attornia che ricorda quasi quello di una major, tanto sono professionali, dei veri caterpillar, ci siamo dati un obiettivo: 15.000 euro».

Com'è andata?
«Meglio del previsto, un vero successo: alla fine siamo arrivati a 20.000 euro. Da usare più che altro per obiettivi promozionali, visto che il disco era già praticamente pronto».

Che cosa riceve in cambio chi l'ha finanziata?
«Di tutto, a seconda del contributo: da testi manoscritti (sono una che scrive fiumi di cose), cd autografati, provini del disco, sino agli house concerts personalizzati in giro per l'Italia. Si riunivano in 10-15 e io arrivavo a casa loro a suonare. Poi tutto si trasformava in una cena e in una festa. Si può immaginare niente di più coinvolgente?».

Di che cosa parla «Segreto»?
«È un pezzo, ma anche un album, molto autobiografico. Dove si parla molto d'amore, ma anche di temi sociali. Mi occupo di tutto e il mio linguaggio è la musica, quindi racconto le cose così. 'Segreto' in particolare parla di amori soffocati, costretti a vivere nascosti per via delle convenzioni. Quelli omosessuali ma anche quelli clandestini. La forza dell'amore è vivere all'aria aperta, e se lo si tiene nascosto, in silenzio, perché la società ha altre regole, muore».

Il video del singolo, che esce domani, girato con Siria De fazio, ex del «Grande fratello», parla di questo? È lei il suo amore «Segreto»?
«Sì, parla di questo e deve essere una sorpresa. Ma Siria è soltanto un'amica che si è prestata a fare l'attrice, per aiutarmi a raccontare la vera storia che ho vissuto e sto vivendo con un'altra persona».

E i temi sociali?
«Rientrano per esempio in un pezzo come 'Pietro torna indietro', che parla di depressione. Un riff di sax ci porta in un'atmosfera che sembra allegra, sembra il 'tutto va bene' che ci raccontiamo ogni giorno ben sapendo che spesso non è così. Invece Pietro è depresso e non tornerà indietro. Ci sono problemi che non possiamo sottovalutare».

Poi parla anche de «I pescecani»...
«Quelli che ci morsicano ogni giorno, che si parano davanti a noi con la loro cattiveria, che pare invincibile. Ma sono convinta che con grande forza e determinazione, impegnandoci a fondo, siamo noi che alla fine possiamo vincere e mordere i pescecani».

Lei ha vinto Sanremo giovani nel 2005, ottenendo una certa visibilità nazionale. Oggi forse ne ha meno, anche se la sua Fan page su Facebook ha 38 mila seguaci, e lei continua a essere molto seguita. Ce la si può fare anche senza tv?
«Nel 2005 ho avuto un grande trampolino. Ma erano anche tempi diversi. Poi c'è stato il dilagare dei talent, che alcune volte sfornano davvero talenti. Io ho un gruppo di persone che mi seguono, e fanno figli, sono sempre in aumento. Anche perché alimento il tutto con il contatto dal vivo, la comunione con loro, che per me è fondamentale. Poi magari mi chiudo tranquilla a casa, ma in concerto li abbraccio completamente».

In questo disco ha collaborato anche con Gianna Nannini...
«Tutti i pezzi li ho scritti con Mario Natale, tranne 'Voglio te', fatto a quattro mani con Gianna, mentre lavoravamo in studio. Ma la sua voce nel disco non c'è».

È nata a Milano?
«Vivo a Milano, ma sono di Varese, con madre calabrese e padre bresciano. E ora sono a Roma. Pensi un po' lei che frullato...».