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Lorenzo Fragola: Zero Gravity, il primo ascolto

La recensione dell'album nei negozi dall'11 marzo, un video esclusivo, le foto e i testi più belli

11 Marzo 2016 | 00:28 di Alessandro Alicandri

Ma davvero la carriera di Lorenzo Fragola è nata 18 mesi fa? Eppure sembra che sia nel mercato da molto più tempo. In un anno e mezzo il 20enne artista siciliano ha vinto X Factor, ha partecipato a due Festival di Sanremo (nel secondo, se avesse contato solo il televoto, avrebbe raggiunto il podio) e ha ottenuto la certificazione doppio platino con la maggior parte dei singoli lanciati in radio.

L'11 marzo pubblica "Zero Gravity" e mentre di base una persona potrebbe immaginare strategie complesse e retropensieri, la sensazione è che Lorenzo stia giocando a carte scoperte e puntando tutto quello che ha, senza tenersi in tasca (quasi) niente. Un rischio che si prende pubblicando un album che porta qui sonorità di tendenza a livello internazionale, tra ispirazioni, citazioni e rimandi espliciti. Con il gusto italiano di un cantautorato onesto nelle intenzioni.


Durante le prove a Sanremo, Lorenzo ci aveva detto: "Se '1995' è un album dove ogni cosa era al posto giusto, in questo mio nuovo album è tutto al posto sbagliato...e mi piace proprio per questo". Anche se a leggerle così non sembra si sia fatto proprio un complimento, in realtà queste parole sintetizzano bene quello che il nuovo disco vuole esprimere. "Zero Gravity" sembra nascere con una natura non artificiale, è ambizioso ma non arrivista, di certo non sperimentale ma a suo modo coraggioso.

Coraggioso per l'Italia, ovviamente, perché i nuovi big della musica under 30 ci mettono tre o quattro album per iniziare, per accenni, a introdurre sonorità nuove, ispirazioni diverse, influenze "gustose". Lorenzo Fragola in queste 14 canzoni arriva dritto al punto, distilla contemporaneità, non ti fa penare. Il risultato è un album pop che non si propone a un pubblico esclusivamente teen perché è molto a fuoco e poco "egocentrico". Se togli l'immagine di Fragola, non spariscono le canzoni. Questo lavoro non sembra nascere nemmeno per dare lustro e alto profilo alla sua carriera, ma per offrire buona musica, da ascoltare e riascoltare ancora. 

Chi finora si è interfacciato solo con il singolo sanremese "Infinite volte", deve subito prendere atto che quello che troverà nell'album è un po' diverso. Chi ha ascoltato i brani del countdown degli ultimi giorni invece, potrebbe avere le idee più chiare sul progetto e su quello che offre. "D'improvviso", uno dei brani che abbiamo ascoltato in anteprima, è un piccolo concentrato di emozioni. Sarà che c'è lo zampino di Federica "bravissima" Abbate, ma è una delle canzoni più belle a fare il suo ingresso nel repertorio di Lorenzo.

Ogni canzone è una storia a se stante per le sue atmosfere musicali variegate, che in molti brani sono condite spesso da piccole e grandi delusioni d'amore, come in "Parlami" o per certi versi in "Weird". A proposito, tra queste "storie" ci è piaciuta tantissimo "Luce che entra": ha un ritmo e un arrangiamento ipnotico e un testo da brividi.

Arrivi a "Sospeso", pezzo estivo nel Dna, e pensi che non hai ancora trovato in questo album un brano che non si presti a essere un buon singolo ufficiale. Anche "Land" è trascinante, le due cover "Gravity" e "La donna cannone" poi lo riportano a quel mondo dove Fragola è nato, il talent di cover, e a quel suo essere un po' come un juke-box con tanta musica dentro: nu-funk, dance, elettro-pop, ballad. Ci sta bene tutto.

Non c'è un concetto perché ce ne sono mille ma tutto ha un sapore omogeneo perché permeato in ogni singola parte dalla presenza (vera) di Lorenzo.

Oggi per Fragola è il momento di dimostrare di essere molto più di uno che ha vinto X Factor, molto più di uno che ha fatto due Sanremo e che ha "azzeccato" molti singoli. Lorenzo sembra essere arrivato a questo album senza ansia da prestazione, in quel modo "tutto sbagliato" che alla fine va bene così com'è.