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Marco Mengoni, Le cose che non ho: la presentazione

A Milano l'artista racconta il nuovo progetto discografico. Tutto quello che dovete sapere, è qui

02 Dicembre 2015 | 11:23 di Alessandro Alicandri

Undici brani sono i pezzi del puzzle che vanno a comporre "Le cose che non ho", il nuovo album di Marco Mengoni. Dal 4 dicembre si chiude il percorso iniziato con "Parole in circolo". Prima di ascoltare le parole di Marco, un messaggio arriva già dal comunicato stampa, per spiegare il titolo dell'album:

“Le cose che non ho” è il titolo che ho scelto per ricordare a tutti, ma prima di tutti a me stesso,
quanto sia importante sapersi guardare dentro, imparare a godersi gli attimi della vita, i singoli
momenti che compongono una giornata, e - nel mio caso- la fortuna che mi è capitata di fare ogni
giorno quello che più mi piace. È una delle ballad più importanti del disco e anche per questo
ho voluto che fosse la title track dell’album.”

Nell'album, oltre alla collaborazione (anche in voce) di Giuliano Sangiorgi, c'è anche la firma di Sia nel brano "Rock Bottom":

“È un grande privilegio quello di poter collaborare con gli artisti che si stimano di più, considero sia la più interessante cantautrice pop del momento. Apprezzo moltissimo il suo modo di comporre e trovo che il suo gusto sia straordinariamente affine al mio nella costruzione di alcune sonorità”.

Le dichiarazioni

"Ci ho messo tanto per equiparare i due dischi perché fossero dello stesso livello. La musica è un mezzo per farmi crescere e spero di essere cresciuto in questa mia piccola carriera. Più si va avanti più sei alla ricerca di un miglioramento e 'Le cose che non ho', titolo dell'album, è esattamente questo. Nella mia vita che va molto veloce, non riesco a godermi il presente. Ci sono altre cose che mi mancano, ma quelle ve le dico in privato".

"Il mio essere Dr. Jekyll e Mr. Hyde mi permette di mettermi in forte discussione. L''ho fatto con Michele Canova ma anche con altri artisti di riferimento, persone che per scrittura e canto sono dei veri fari. Sono sempre un po' restio alle collaborazioni forzate. Uno di loro è Giuliano Sangiorgi: mi ha inviato prima un pezzo che non mi è piaciuto, poi è arrivato un altro pezzo che mi è piaciuto tanto e dopo averlo trasformato è diventato uno dei pezzi che più apprezzo dell'album. Sia è una delle cantautrici più importanti sulla faccia della Terra. Io l'ho sempre ammirata e ho sempre spinto per una collaborazione. Sono contento che abbiano risposto alla chiamata e che il pezzo sia così forte. Addirittura lo volevo tradurre ma era impossibile, così ho lasciato il pezzo in inglese".

"Ho iniziato un percorso di umanità nei miei album già nella prima parte di questo progetto. Volevo trattare e ho trattato questioni importanti per me. Volevo mandare dei messaggi importanti che si legano al concetto di umanità. Tanto di questo mio percorso è racchiuso proprio nel brano 'Parole in circolo', canzone in cui si parla di persone che lottano per i propri diritti. Sono contento di aver alzato gli occhi e parlato di amore, semplicemente. Io non saprei scrivere d'altro che di amore. Poi non si parla sempre di cose molto importanti".

"Io che non riesco a esultare, con uno sguardo posso esprimere tutta la felicità del mondo. La premiazione degli EMA mi ha dato grande voglia di ricercare nuovi input, ma non mi sento un rappresentante degli artisti europei, assolutamente no".

"Ho creato un medio-metraggio per raccontare una storia con i miei video. Continuerà attraverso altri pezzi che non per forza saranno singoli. Vedrete".

La Sony avvisa e ci informa che uscirà in spagnolo "Parole in circolo" in lingua spagnola a gennaio. La Sony ha deciso di fare un percorso simile a quello fatto in Italia da inizio 2016.

(Articolo in aggiornamento)