Marco Mengoni: «Materia (Prisma), il mio album pieno di rabbia e fame di vita»

L'artista si racconta per l'album in uscita il 26 maggio, tra Eurovision, riflessioni sul presente e futuro

24 Maggio 2023 alle 15:44

“Prisma”, in uscita il 26 maggio, è senza dubbio l'album più ambizioso della trilogia “Materia” di Marco Mengoni. Ambizioso perché in ogni aspetto cerca di uscire dalla sua zona di comfort cercando nel ritmo e nella freschezza della musica pop elettronica, la cifra perfetta non solo per la stagione dell'anno, ma anche il luogo ideale per raccontare nuove consapevolezze e veicolare messaggi di libertà. La propulsione dell'atmosfera da club o comunque dancefloor si accompagna a testi di grande peso specifico: “Materia (Prisma)” è un album in cui parla tanto di se stesso, della società in cui vive e delle sue derive che in tanti casi, sono già sotto i nostri occhi. Ecco come si è raccontato, partendo dal nuovo singolo con Elodie, "Pazza musica".

Le dichiarazioni di Marco

Su “Pazza musica”: «Avevamo da tempo in mente di fare qualcosa con Elodie e andando incontro all'estate, abbiamo scelto un brano con delle sonorità un po' controcorrente rispetto ai brani dai suoni “latineggianti” che di solito si sentono durante la stagione. È un augurio a noi stessi, perché di carattere siamo piuttosto simili, per riuscire a sorvolare sulle nostre paure e sull'ansia costante di vita attraverso la nostra più grande passione». “Pazza musica”, brano dalle sfumature dance soul, crea un ponte capace di raccontare i due artisti ma parla anche al pubblico che trova nella musica oggi qualcosa di più di un semplice sottofondo della quotidianità.

«Ascolto Ernia da tanto tempo e ha scritto uno degli album più belli degli ultimi 10 anni (si riferisce a “Io non ho paura”, nel quale Marco ha duettato nel pezzo “Tutti hanno paura”). “Fiori d'orgoglio” è nato per essere solista ma aveva già sufficiente ritmo per poter accogliere una voce rap, anche perché io tendo molto a melodizzare tutto, anche quando i testi si fanno serrati come in questo caso. La cosa che mi ha stupito dopo il suo arrivo è che Matteo ha anche lui melodizzato la parte iniziale del suo contributo, stupendomi tantissimo. Le ispirazioni elettroniche di questo pezzo ma anche in generale di “Prisma” hanno tantissime fonti, ma citerei tra tutte Kendrick Lamar, con la sua modalità di fare musica pop dal respiro elettronico non in senso solo europeo, ma tribale, legato al sud del mondo».

Rispetto al brano “The damned of the earth”: «È un brano che ci ha messo molto tempo a nascere, frutto della lettura del libro ononimo di Frantz Fanon “I dannati della Terra”, il quale analizza lo sviluppo dei popoli coloniali e di quello che oggi viene definito il “Terzo mondo”. Ci sono dentro tantissime riflessioni sulla società che vivo e sulla storia che abbiamo vissuto, che qualcuno ha studiato e qualcun altro invece no. Dentro ci sono tanti spunti, si parla di caporalato ma anche tutti quelli che sono gli assolutismi nella società. In qualche modo lateralmente si parla del diritto di essere liberi, di esprimere la propria sessualità anche e di come la non libertà abbia dei riflessi anche sul presente. Nel pezzo c'è anche una citazione di Nelson Mandela con parole che la sua fondazione ha autorizzato a usare. Non mi fa paura il fatto che possano esserci pensieri differenti dal mio. Mi spaventano però i passi indietro che la società potrebbe fare per la libertà femminile, sessuale e di ogni individuo».

Marco commenta l'indimenticabile ingresso all'Eurovision con la bandiera italiana e quella Rainbow: «L'ho portata su quel palco decidendolo poco prima, è un simbolo di inclusività verso le minoranze che compongono la nostra società, che se le metti poi insieme minoranze non sono affatto. Se l'Europa in genere sembra un po' più avanti su tanti temi, noi siamo ancora un po' indietro. Siamo liberi più di ieri ma non è abbastanza. Volevo ricordare con quel gesto che ci sono, che tanti la pensano come me, che siamo uniti per la musica ma anche per la libertà individuale. Ho ricevuto qualche commento negativo ma credo che da questo si parta per un confronto: per la realtà che vivo io, criticare la bandiera rainbow per me è anacronistico, fuori dal tempo».

Ad un certo punto della chiacchierata, Marco parla a ruota libera di come si sente oggi, dopo così tanti impegni musicali in questo lungo progetto: «Ne sto parlando con la mia psicologa, mi sento come se non potessi più condividere o dire niente, in panne insomma. Lei mi ha spiegato il procedimento di stress che avviene nel corpo e nel cervello e rimesso tutto al suo posto. Sono grato per quello che faccio, sono un privilegiato e faccio cose fighissime. Dall'altra parte però se mi dicono "Eh, ma tu canti" come se non richiedesse impegno, gestione della pressione e varie altre difficoltà, dopo un pacifico abbraccio lo incenerisco con lo sguardo. La mia famiglia e i miei amici mi reclamano ma ho pochissimo tempo libero e spesso lo dedico a stare un po' con me stesso, perché serve anche quello. Al di là di questo io cerco di divertirmi, di godermi ogni momento e farlo per tutte le volte che non l'ho fatto in passato, nella mia “prima vita” musicale. Per esempio all'Eurovision ho incontrato una diversità e delle energie inedite che mi hanno dato molto. Dopo tutto questo vorrei per un breve periodo, come ho fatto anche in passato, provare a vivere per qualche tempo all'estero come ho già fatto quando ho vissuto a New York, a Miami o a Madrid. Mi piacerebbe studiare il francese, ma voglio premettere che io a Milano ci sto benissimo, ho le mie piante a cui badare e non mi fido di nessuno per mantenerle (ride). In ogni caso, dopo il tour negli stadi, il circo Massimo e il tour europeo, sento l'esigenza, come è giusto che sia, di tornare a vivere».

Prima di salutarci, risponde a una domanda molto complessa, ovvero quanto Marco, nella sua essenza, c'è nel disco: «Credo che Marco e Mengoni non siano scindibili e dopo tutto questo tempo credo sia chiaro che la persona sopra e sotto il palco, è identica. In “Materia (Prisma)” ci sono tutti i sentimenti che provo in questo momento: per esempio in questo disco, pur nella sua freschezza, c'è tanta rabbia. La rabbia è lì per tanti motivi, perché non riesco a prendermi cura come vorrei di me stesso, perché vorrei che il mondo fosse un po' diverso, perché le cose non vanno sempre come desidero e soprattutto perché certe persone non riescono proprio a entrare in connessione con le altre per il bene di tutti. Oppure pensano di sapere di cosa hai bisogno, ma in realtà non l'hanno mai cercato di capirlo».

I crediti

Direzione artistica di Marco Mengoni e Giovanni Pallotti

DUE VITE
Prodotto da E.D.D., Simonetta.
Scritto da M. Mengoni, D. Petrella, D. Simonetta

FIORI D’ORGOGLIO (feat. Ernia)
Prodotto da E.D.D., Marz, Zef
Scritto da M. Mengoni, R. Esposito, M. Professione (Ernia),

PAZZA MUSICA (con Elodie)
Prodotto da E.D.D., Simonetta, Zef
Scritto da P. Antonacci, D. Petrella, D. Simonetta, S. Tognini

INCENSO
Prodotto da E.D.D., Estremo, F.Fugazza, P.Pasini
Scritto da E. Botta, V. Colella, F. Fugazza, P. Pasini, D. Schittone, L. Zaccaria

UN’ALTRA STORIA
Prodotto da E.D.D., Katoo, B. Ventura
Scritto da F. Bertollini, F. Catitti, D. Petrella

APPUNTO 5: NON SONO QUESTO
Prodotto da E.D.D., Eshla, F.Fugazza.
Scritto da D. Magro.

IN TEMPO
Prodotto da Crookers, FLIM.
Scritto da M. Mengoni, F. Ilacqua

THE DAMNED OF THE EARTH
Prodotto da Clap! Clap!, FLIM
Scritto da M. Mengoni, F. Ilacqua

LASCIAMI INDIETRO (feat. Jeson)
Prodotto da M.Colagiovanni, E.D.D., MDM
Scritto da M. Mengoni, C. Crisci (Clap! Clap!), D. Fossatelli, A. Santoro

DUE NUVOLE
Prodotto da E.D.D, F. Nardelli
Scritto da E. D’Erme (Calcutta), M. Venturini

FIORI D’ORGOGLIO
Prodotto da E.D.D., Marz, Zef
Scritto da M. Mengoni, R. Esposito

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