Sanremo 2021

Michele Bravi: «“La geografia del buio” è un duetto tra la mia voce e il silenzio»

A quattro anni da “Anime di carta”, ecco un nuovo album di inediti carico di grande drammaticità e ricco di suggestioni evocative

Michele Bravi  Credit: © Clara Parmigiani
28 Gennaio 2021 alle 15:53

«Questo è un disco che nasce dalla solitudine più grande che abbia mai conosciuto. Per tanti mesi, la mia voce è rimasta in silenzio e non è riuscita a cantare, ora ci tenevo a raccontarvi questo progetto senza avere alcun interlocutore, ma scegliendo di essere qui da solo»: al centro di un grande palco virtuale ci sono Michele Bravi e il suo nuovo disco, che racconta con il garbo e l’intensità che lo hanno accompagnato sin dai suoi esordi televisivi.

Con una lunga gestazione alle spalle e numerosi rinvii a causa dell’emergenza sanitaria, a quattro anni di distanza da "Anime di carta", venerdì 29 gennaio esce finalmente"La geografia del buio" e arriva su tutte le piattaforme digitali e in formato CD. I dieci inediti, compresi i singoli già noti "La vita breve dei coriandoli" e "Mantieni il bacio", sono prodotti da Francesco “Katoo” Catitti e registrati nel salotto della sua casa, dove «il silenzio è riempito dall’immaginario che tutti viviamo». Alla voce di Michele si unisce un compagno di viaggio che lo aiuterà a districarsi tra testi evocativi e onirici: il pianoforte suonato da Andrea Manzoni.

«Due anni fa, quando stavo ricominciando a guardare fuori dal mio corpo, incontrai l’amico Andrea Bajani, un grande scrittore dei nostri tempi, che mi disse: “La musica non salva da niente, però aiuta a disegnare il labirinto”. Questo album ne è il disegno, è una storia». Il racconto di Michele parte proprio da qui.

Con la voce rotta di chi ha vissuto nel silenzio per lungo tempo, Michele Bravi continua nell’analisi di un album che sembra una lente d’ingrandimento su quei mesi vissuti immerso in una profonda sofferenza: «“La geografia del buio” non giudica il dolore ma gli dà uno spazio e scopre un modo per conviverci. Voglio sperare che, in qualche modo, il suggerire e il condividere la geografia del mio buio possa avere una forza propulsiva enorme».

Il disco, come più volte ripetuto dallo stesso artista, è interamente dedicato alla persona che, in quei mesi, lo ha preso per mano ed è riuscita a decifrare il suo stato d’animo: «Ho potuto capire il mio dolore soltanto quando lei ha condiviso una parte del suo. Mi ha suggerito come proseguire e io mi sono orientato. Spero che questo possa rompere gli stigmi esistenti sul modo in cui le persone assorbono il dolore» ci dice.

La persona di cui parla Michele, che ormai non fa più parte della sua quotidianità, si percepisce in molti testi: da “Maneggiami con cura”, una dichiarazione di fragilità dove l’artista sceglie di affidare il corpo, l’anima e tutta la sua storia a chi già conosce la geografia di quel buio e sa muoversi in essa, guidandolo verso la luce. “A sette passi di distanza”, invece, è il brano conclusivo (e totalmente strumentale) che apre la strada alla guarigione: «La scrivo dopo aver ricevuto un vocale, che nascondo nel disco, in un momento in cui la mia voce non era ancora capace a parlare. Per questo, è fatta solo dal pianoforte e dal mio respiro» racconta l’artista.


Tra le tracce che aprono un dibattito caro a Michele c’è la “Storia del mio corpo”, dove racconta tutte le sensazioni vissute durante il percorso medico dell’EMDR, un modello clinico e un metodo d’eccellenza per il trattamento di tutti i tipi di trauma. «Insisto sull’importanza della terapia e racconto quell’unico luogo in cui non potevo evitare di sentire la mia storia: il mio corpo. Il dolore è un fatto enorme che straccia la tua vita, ed è importante che venga affrontato con il cinismo con cui si affronta una malattia. Non è stata la musica a salvarmi ma il percorso medico; con la terapia ho trovato una casa al mio dolore, la musica è servita solo a decifrarlo, ma non a guarirlo» racconta l’artista.

«È l’amore che ci salva dalla ferita del mondo, e senti solo il cuore e il male non esiste più» canta nell’ultimo singolo “Mantieni il bacio”, che definisce come «la dichiarazione d’amore più grande che abbia mai fatto». «Questa canzone è stata scritta da Federica Abbate quando, all'età di otto anni, perse la tanto amata nonna Ella. Nel tempo si perdono le parole ma il ricordo della melodia rimane in un cassetto. È una canzone d’amore potente, che racconta il male più grande della mia vita e solo una bambina poteva riuscire a scrivere con quell’esattezza tutta la complicazione che c’era dietro a quel momento».

Proprio con l’amica Federica Abbate c’è l’unico duetto del disco, “Un secondo prima”: «Non esiste un prima e un dopo per chi ha vissuto un trauma, esistono due livelli differenti di consapevolezza e realtà. Non esistono espressioni con suffisso ri- (rifare, rivedere, ricantare), piuttosto esiste un fare per la prima volta, un vedere per la prima volta, un cantare per la prima volta».

In questi anni di silenzio, Michele racconta di aver trovato conforto in molti colleghi del mondo dello spettacolo. In primis, coloro che fanno parte del disco: oltre la più volte citata Federica Abbate, autrice e amica, ci sono Giuseppe Anastasi, Federica Camba, Cheope e Massimo Recalcati. L’artista nomina anche l’amica storica Chiara Galiazzo e alcuni personaggi che, anche con un piccolo gesto, hanno dimostrato la loro vicinanza e umanità: da Fiorello e Maria De Filippi a Fedez e Chiara Ferragni.

«Questo disco nasce dal legno di un palcoscenico» commenta Michele in seguito alla domanda relativa a un tour futuro «poi, il mondo è cambiato ma la volontà di cantarlo dal vivo non è mutata. L’idea di poterlo raccontare al pubblico è un regalo a cui spero di lavorare appena sarà possibile. Spero che in questo momento di incertezza, “La geografia del buio” possa suggerire una possibilità per orientarsi e affrontare poi il male nelle sedi opportune» conclude.

LA TRACKLIST

1. La promessa dell’alba
2. Mantieni il bacio
3. Maneggiami con cura
4. Un secondo prima feat. Federica Abbate
5. La vita breve dei coriandoli
6. Storia del mio corpo
7. Tutte le poesie sono d’amore
8. Senza fiato
9. Quando un desiderio cade
10. A sette passi di distanza

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