Home MusicaDischi in uscita“Milano 7”: l’album d’esordio di Nicolaj Serjotti

“Milano 7”: l’album d’esordio di Nicolaj Serjotti

Dopo i tre singoli "Ottobre", "Scarabocchi" e "Latitudine", il giovane rapper milanese ci porta nel suo universo, a metà strada tra Milano e la sua identità

Foto: Nicolaj Serjotti  - Credit: © Christian Kondic

27 Novembre 2020 | 12:58 di Cecilia Esposito

Nicolaj Serjotti ha 22 anni e viene dalla provincia di Milano, Milano 7 per la precisione. E proprio "Milano 7" è il nome del suo album di debutto, anticipato dai tre singoli "Ottobre", "Scarabocchi" e "Latitudine". Ne avevamo già parlato quando abbiamo fatto una chiacchierata con Generic Animal per l'uscita del suo nuovo album ("Presto", La Tempesta Dischi): in quell'occasione Nicolaj Serjotti aveva fatto capolino per aver prestato la voce in "Alveari", ma oggi è arrivato il momento  di fare le presentazioni come si deve. 

Ventenne e milanese, inizia a scrivere musica al liceo, nel 2018, insieme all'amico e collaboratore Wuf pubblica "Oversized Thoughts", un breve EP che già definisce l'immaginario del progetto. Poco dopo si unisce a loro Fight Pausa e la chimica dei tre è perfetta per iniziare a lavorare all'album di debutto di Nicolaj Serjotti.

E così arriviamo a "Milano 7", un album che si fa microcosmo di tutte le quelle sfaccettature esistenziali che costellano il suo universo: le incertezze e le inquietitudini tipiche del passaggio dalla post-adolescenza all'età adulta, alla ricerca della propria identità nel mondo che ci circonda, anch'esso in bilico tra disgregazione e rinascita. Ne sono un esempio i brani "Mostri", "Mitra" e "Ottobre" in cui le tematiche ricorrenti sono gli angoli bui della nostra intimità e la frustrazione dovuta all'inevitabile sfaldamento delle relazioni e delle certezze. Tra immagini realistiche, ironia e iperboli, il rap di Nicolaj Serjotti sa essere schietto e viscerale, senza temere atmosfere melodiche e sonorità elettroniche, dando vita a una scrittura fluida e stratificata dove la sperimentazione è la parola d'ordine. 

Un album di formazione, che si conclude con una sorta di seduta di autoanalisi col brano "Colpa Mia", in cui la provincia di Milano fa non solo scenario, a volte naif ("Scarabocchi"), al percorso di crescita di Nicolaj Serjotti, ma anche riflesso dell'anima del rapper, alla continua ricerca di se stesso nel quartiere urbano della sua anima.