Home MusicaDischi in uscitaN.E.R.D., il grande ritorno combat-funk con «No_One Ever Really Dies»

15 Dicembre 2017 | 12:41

N.E.R.D., il grande ritorno combat-funk con «No_One Ever Really Dies»

Sette anni dopo «Nothing», il trio composto da Pharrell, Chad Hugo e Shae Haley ha le idee ben precise: farci ballare (e protestare) tutta la notte

 di Simone Sacco

N.E.R.D., il grande ritorno combat-funk con «No_One Ever Really Dies»

Sette anni dopo «Nothing», il trio composto da Pharrell, Chad Hugo e Shae Haley ha le idee ben precise: farci ballare (e protestare) tutta la notte

15 Dicembre 2017 | 12:41 di Simone Sacco

Arriva chiudendo col botto un grande anno di trascinante black music (per restare al mainstream finora abbiamo avuto «Damn» di Kendrick Lamar, «4:44» di Jay-Z e «More Life» di Drake), il quinto album dei N.E.R.D. intitolato «NoOne Ever Really Dies» che poi, al tirare delle somme, è sempre stato il significato del loro buffo acronimo. Un disco omonimo, come si dice in questi casi.

Erano ben sette anni che il gruppo fondato dai produttori Pharrell Williams (che non ha bisogno di presentazioni) e Chad Hugo (quest'ultimo socio pluridecennale dell'autore di «Happy», con lui anche nei Neptunes) più il percussionista Shae Haley, mancava dalle scene.

E, diciamoci la verità, ai tempi di «Nothing» del 2010 c'erano arrivati un po' col fiato corto dopo una tripletta iniziale stupefacente formata da «In Search Of...» (uno dei dischi che ha inventato l'RnB di questo millennio), «Fly Or Die» (già più rock, ma "rock" nel senso ampio di Prince) e «Seeing Sounds» (più convenzionale, ma pur sempre gradevole ed ispirato).

In mezzo e dopo c'è stata la folgorante carriera solista del signor Williams, partita non benissimo (le dispute contrattuali legate a «In My Mind», atteso nel 2005 ma arrivato nei negozi soltanto l'estate successiva senza troppa promozione) e proseguita in crescendo tra Daft Punk (sua la voce in «Get Lucky») e il vendutissimo «Girl», l'album appunto della hit planetaria «Happy».

Ecco, dopo un attento ascolto e senza perderci in troppi sofismi, diciamo che «NoOne Ever Really Dies» è esattamente il tipo di disco che ci aspettavamo dai loro autori: divertente e caotico allo stesso tempo. Impregnato di messaggi politici nonostante il clima da club. Dannatamente funky e ricco di brani da mandare in playlist. Un'opera-camouflage, se mi passate il termine, dove al suo interno si nasconde più intelligenza che voglia di fare casino. Più pensiero consapevole che spinning o cardio-tonic music.

Sei le tracce da non perdersi per nulla al mondo (anche se le restanti cinque sarebbero da sviscerare a puntino tipo il tour de force verbale tra Kendrick Lamar & M.I.A. in «Kites»).

Il singolo «Lemon», ovviamente, che le radio passeranno a lungo e potrebbe già essere la prima hit "sensata" dell'estate 2018 con un semestre di anticipo sulla scadenza.

Qui Rihanna torna a fare ciò per cui è nata (ovvero la sorellina insolente di Missy Elliott e Lil' Kim) mentre, su di un semplice campione di batteria Roland, si scatena un campionamento ("Wait a minute!") che non lascia scampo tipo certe litanie ritmiche che riuscivano così bene al Fatboy Slim di fine anni '90. O allo stesso Pharrell quando faceva comunella con un certo Snopp Dogg

«Lemon», da questo punto di vista, è un po' la nuova «Drop it like it's hot». Un pezzo intrigante esattamente come lo ska che fuoriesce da «Don't Do It!» (la prima traccia con Kendrick Lamar) o la collaborazione con il rapper Future, «1000», vale a dire una base trap che nel video - davvero politicizzatissimo - si permette anche la finezza di citare per una manciata di secondi i Dead Kennedys nel pieno del loro splendore.

Al confronto «ESP»«Rollinem 7's», quest'ultima col featuring di André 3000 degli Outkast, si rivelano semplicemente funky e goderecce quando la conclusiva «Lifting you» è una canzoncina dub-reggae dove trova ospitalità il falsetto di Ed Sheeran.

Una vera e propria oasi di relax dopo un diluvio di bassi e arrangiamenti pirotecnici che sembrano urlarci costantemente che questi sono i N.E.R.D di fine 2017. E questo è il loro "segno dei tempi" clamorosamente combat-funk. Tra Donald Trump e una scarpa sneaker alla moda. Tra una marcia di protesta e una danza-social da riguardarsi su YouTube. A Pharrell, d'altronde, piace così.

Tracklist

1) Lemon - feat. Rihanna
2) Deep Down Body Thurst
3) Voilà - feat. Gucci Mane & Wale
4) 1000 - feat. Future
5) Don't Do It! - feat. Kendrick Lamar
6) ESP
7) Lightning Fire Magic Prayer
8) Rollinem 7's - feat. Andrè 3000
9) Kites - feat. Kendrick Lamar & M.I.A.
10) Secret Life Of Tigers
11) Lifting You - feat. Ed Sheeran