Home MusicaDischi in uscitaNiccolò Fabi: «Una somma di piccole cose», l’intervista

Niccolò Fabi: «Una somma di piccole cose», l’intervista

Il nuovo album del cantautore romano esce il 22 aprile, a quattro anni da «Ecco». Intervista, tracklist e date del tour

22 Aprile 2016 | 12:18 di Valentina Cesarini

Da oggi, venerdì 22 aprile, è disponibile nei negozi, in digital download e in tutte le piattaforme streaming ?Una somma di piccole cose?, il nuovo album di Niccolò Fabi. A distanza di quattro anni da «Ecco» e dopo un fortunato progetto con i colleghi Daniele Silvestri e Max Gazzè, il cantautore romano apre il suo cuore con un disco intimo, fatto di sonoritè essenziali e di parole malinconiche. Registrato in totale solitudine, immerso nella natura di una casa di campagna, l'album racconta un momento della vita in cui il tempo si ferma per lasciare spazio alle riflessioni. Anticipato dai brani ?Una somma di piccole cose?, ?Ha perso la città? e ?Facciamo finta?, che ne rappresentano le 3 anime, il disco si compone di 9 canzoni che attraversano tematiche sociali ma soprattutto personali, emotive.

Lo abbiamo incontrato in occasione della release e ci ha raccontato un po' di cose, dal messaggio centrale del disco «Vince che molla» (titolo di una delle canzoni) all'incontro e duetto con la collega ?Levante?.

Ciao Niccolò. Come mai «Una somma di piccole cose» e una cornice fatta da un paesaggio di montagna (la copertina)?
Ciao, questa foto l'ho fatta con il cellulare dalla finestra di una casa di campagna che ho comprato un annetto fa, la mia prima casa vera, tutta mia. Si trova a Campagnano, sulla strada che va da Roma verso Viterbo. Ho registrato tutto il disco da solo in questa casa, immerso nella natura; l'album ha infatti un suono pacificatore. C'è chi, nei momenti di malinconia, ha bisogno di ascoltare gli AC/DC [sorride] e chi vuole spingere fino in fondo quell'emozione per piangere, se necessario, per liberarsi.

Ascoltando questo disco ho avuto la percezione che rispetto al precedente «Ecco», che parlava del futuro, ci fosse una riflessione sul passato.
È vero, l'altro disco parlava del futuro perché io stavo accelerando tantissimo per allontanarmi dal trauma che avevo vissuto (la perdita della figlia, ndr). Avevo la botta adrenalica, come quando cadi dal motorino e ti rialzi subito in piedi urlando «Sto bene, sto benissimo, non mi sono fatto niente!», poi torni a casa, sul letto e boom. Quando «Ecco» è uscito, le persone lo hanno ascoltato sapendo cosa stavo vivendo e lo hanno accolto con particolare empatia e entusiasmo. Poi c'è stata la tournée bellissima con Gazzè e Silvestri. È stata tutta una tirata in apnea, un'accelerazione per scappare dal disastro, fino a che mi sono fermato, mi sono detto: fammi capere cos'è successo. E alla fine ho scritto un disco che sì, parla proprio del passato.

A proposito del volersi fermare per lasciarsi andare alla tristezza, una canzone mi ha colpita in particolare: «Vince chi molla». A dispetto del titolo, non è un brano con una dichiarazione di arresa, anzi.
Arrivederci! [fa per andarsene ridendo] A parte gli scherzi, questa canzone è nata in venti minuti: era notte, ho iniziato a scrivere il testo, poi mi sono messo a suonare e venti minuti dopo c'era la registrazione. Lascio andare la mano che mi stringe la gola, lascio andare la fune che mi unisce alla riva (cita il testo del brano, ndr). Quando ti senti soffocare da qualcosa, come in un attacco di panico o come quando stai per annegare, hai la sensazione che più ti opponi a questa forza più ne aumenti l'aspetto negativo. Lasciarsi andare, senza contrastare la forza, togliendosi le zavorre da ansie da prestazione, può invece aiutarti a trovare il modo di salvarti. Questo è il messaggio della canzone.

Puoi dirmi qualcosa invece del duetto con Levante che avete fatto l'1 aprile?
Sei, sette anni fa, ogni tanto capitavo a Torino e facevo colazione in questo bar che si fregiava di avere sempre delle cameriere bellissime. Tra queste ragazze c'era Claudia; ci mettevamo a chiacchierare di musica, lei mi chiedeva consigli, come se fossi un fratello maggiore. Quando poi è uscita discograficamente, ho continuato a seguirla nel suo percorso e l'ho incontrata negli anni molte volte. Claudia ha fatto un percorso alternativo rispetto ai canali attraverso i quali oggi puoi fare successo con la musica. Quando ha suonato al Cap1010 mi ha chiesto di fare insieme «Lasciarsi un giorno a Roma», è stato molto bello.

La tracklist

1. Una somma di piccole cose 
2. Ho perso la città 
3. Facciamo finta 
4. Filosofia agricola 
5. Non vale più 
6. Una mano sugli occhi 
7. Le cose non si mettono bene 
8. Le chiavi di casa 
9. Vince chi molla

Il tour

A partire da domani, venerdì 22 aprile, ?Una somma di piccole cose? (Universal Music), verrà raccontato da Niccolò Fabi nelle Feltrinelli delle principali città italiane. Di seguito tutti gli appuntamenti: domani, venerdì 22 APRILE a ROMA (Via Appia Nuova, 427), sabato 23 aprile a FIRENZE(Piazza della Repubblica), domenica 24 aprile a BOLOGNA (Piazza Ravegnana, 1), martedì 26 aprile a MILANO (Piazza Piemonte, 2), mercoledì 27 aprile a TORINO (Stazione Porta Nuova), giovedì 28 aprile a VERONA (Via Quattro Spade, 2), il 2 maggio a BARI (Via Melo, 119), il 3 maggio a NAPOLI(Piazza dei Martirti), il 4 maggio a CATANIA (Via Etnea) e il 6 maggio a CAGLIARI (Via Paoli).

Da maggio il cantautore romano sarà in tour nei teatri, antiteatri, auditorium e piazze storiche e a quelli già comunicati si aggiungono nuovi appuntamenti: Il 17 luglio a PADOVA (Parco della Musica), il 18 luglio a BAROLO ?" CN (Collisioni Festival) e l'1 agosto a FOLLONICA ?" GR (Teatro Le Ferriere). Già sold out, invece, la prima data milanese del 23 maggio all'Auditorium di Milano.