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Riki: «Dopo “Live & Summer Mania” ritroverò la mia normalità»

È stato un anno intenso e bellissimo per il secondo classificato a «Amici» nel 2017. Ecco un aggiornamento completo sulla genesi del nuovo album dal vivo e sui suoi passi futuri

15 Giugno 2018 | 09:04 di Alessandro Alicandri

Dal 15 giugno arriva nei negozi «Live & Summer Mania», la versione «estiva» dell'album «Mania» di Riki, disco che ha venduto finora oltre 100 mila copie. Troverete oltre alla riedizione dell'album campione di vendite l'inedito in due lingue «Dolor de cabeza», la versione speciale di «Tremo» e il duetto con Lowlow «Sbagliato».

La parte più consistente però è fatta dalle esibizioni live raccolte durante l'ultimo tour dell'artista, culminato lo scorso 12 aprile al Forum di Assago. Anticipato dal singolo «Dolor de cabeza» con il gruppo americano CNCO, il progetto discografico si presenta in versione normale, deluxe (con «Privato 2», un libro fotografico di 36 pagine) e in versione speciale con bandana e autografato. Naturalmente, l'album è già disponibile in streaming su tutte le piattaforme (come Spotify).

Abbiamo intervistato l'artista per farci raccontare quello che è, a tutti gli effetti, il momento di chiusura di un ciclo d'esordio eccezionale. In poco più di un anno, con i suoi album, ha venduto oltre 250 mila copie. Nelle parole di Riki, ci sono parecchi indizi su quali saranno i passi nel suo prossimo futuro. Ecco, senza tagli, tutto quello che ci ha raccontato nella nostra chiacchierata.

Buona lettura.

Ti abbiamo da poco visto sul palco dei Wind Music Awards, com'è andata?
«È andata bene! Avevo bisogno di quell'esibizione. C'erano 30 ballerini, è stata una cosa mai vista su quel palco. Sono contento di aver portato due brani e un corpo di ballo che non era lì solo per quell'occasione. Fa parte di un progetto che portiamo avanti già dal primo tour. Con le mie due fedelissime coreografe, stiamo facendo un lavoro sempre più bello. E io, che ballerino non sono, mi sento sempre più a mio agio. È un aspetto che voglio coltivare e per il quale voglio migliorare».

Quanto è durato quest'anno dopo la fine del tuo «Amici»?
«È durato come se ne fossero passati tre, di anni. Uno per ogni lavorazione dei tre album che ho pubblicato fino a oggi. Come sapete voi di Sorrisi, gli instore sono molto impegnativi. Tanti non riescono a capirlo, ma dedicare anche solo pochi secondi a migliaia di ragazze e ragazzi consuma molte energie. Poi ho questo vizio di volermi occupare di tutto e farlo per bene. Tipo adesso ho lavorato alle grafiche per i cartonati dei nuovi instore. Non riesco a stare fermo e faccio molta fatica a delegare».

Però sei contento?
«Molto».

Con «Live & Summer Mania» si chiude un ciclo?
«Ne ho parlato con la Sony e abbiamo ritenuto giusto chiudere questa prima fase della giovane carriera. Non rinnego nulla, ma ho bisogno di darmi tempo per fare cose nuove, per migliorarmi e crescere. Dopo questo ultimo calendario di date estive, ci sarà forse un ultimo singolo, pensato più per i fan che per il grande pubblico. Potrebbe essere ”Rumore di fondo”. Poi da settembre mi fermo per un po'».

La foto di copertina dell'album che momento ritrae?
«Lo ricordo benissimo e se aguzzate la vista, si vede anche il gobbo con il testo di ”Replay". Era all'inizio del concerto al Mediolanum Forum di Assago. In tanti mi hanno detto che ho bruciato le tappe ma questi passi li ho fatti non tanto perché li volessi io ma perché li volevano i fan. Tra mille perplessità, alla fine queste tappe le ho bruciate e ne vado orgoglioso. Oggi penso alle cose belle ma anche agli errori e non rinnego nulla: sto cercando di capire come posso essere un artista migliore».

Qual è stata l'emozione più grande di quel concerto?
«Vedere un palazzetto al massimo della capienza cantare le tue canzoni. È stato un carico di responsabilità enorme. Ero teso, ho sentito un peso gigante che non era facile da gestire dal punto di vista emotivo».

Come mai non è uscito il dvd del concerto?
«Per alcuni motivi voluti da me. Ritengo il dvd un supporto abbastanza superato, secondo me pochi miei fan lo usano regolarmente. Sul web ci sono migliaia di video ripresi con i cellulari e mi piace un po' l'idea che i ricordi registrati dalle persone, siano quelli che debbano restare. Poi avrebbe alzato il prezzo del prodotto. Quest'anno a chi mi segue ho chiesto molto, tra merchandising, cd e concerti. Mi sembrava un'esagerazione vendere anche il dvd».

Parliamo di «Dolor de cabeza», ti va?
«Certo. Nasce con una storia un po' particolare. È nata prima di “Amici", l'ho scritta a un semaforo! Poi l'ho registrata in studio con la melodia insieme con Riccardo Scirè, il mio produttore. Quando ho fatto il provino per ”Amici" l'avevo presentata nella sua versione italiana, "Mal di testa", poi l'ho accantonata per lasciare spazio a "Polaroid"».

Davvero?
«Sì. Mi son detto, magari la farò sentire una delle prossime estati, ma mai avrei pensato di cantarla in spagnolo e con un gruppo così famoso nel mondo».

Come mai proprio i CNCO?
«A parte con Lowlow non avevo mai registrato duetti, sicuramente non nelle mie canzoni. È da tempo che stiamo valutando di portare la mia musica anche in Sudamerica e facendo ascoltare i miei brani alla Sony Latin, così abbiamo cercato delle disponibilità tra una rosa di artisti. Sono i primi che hanno risposto e con un entusiasmo che si sente molto anche nel brano».

Come mai non hai lanciato la versione in italiano?
«Mi piaceva l'idea di non fare confusione. In ”Live & Summer” c'è anche la versione italiana, ma su YouTube e nelle radio, si può ascoltare solo quella in lingua spagnola. Sdoppiare in due lingue avrebbe obbligato le persone a sceglierne una e a dividersi».

Vanessa Incontrada ai Wind ha detto che canti bene in spagnolo!
«La verità è che non lo conosco. Sono un fan fin da piccolo della musica spagnola, andavo matto per le canzoni degli Aventura e questo è solo il primo passo per mettere piene nei Paesi Latini. Dovrò studiare, presto o tardi, lo spagnolo».

Come ti sei trovato con i CNCO?
«Benissimo, hanno tutti più o meno dai 20 ai 22 anni e sono persone umili e fantastiche. Sono rimasto colpito dal loro livello di educazione. Chiedevano scusa se per caso scappava loro una parolaccia, per fare un esempio. Durante la mia visita a Miami per registrare il brano, abbiamo giocato a biliardino e si è creato un bel rapporto di amicizia. Nella canzone credo si senta».

Nella versione «deluxe» di «Live & Summer Mania» c'è un libretto di 36 pagine.
«Sì, sto continuando con questo ciclo chiamato "Privato", un progetto fotografico nel quale racconto quello che accade dietro le quinte e durante le prove. Mi sono avvicinato a un bravissimo fotografo di moda, Emanuele Ferrari: ha un tocco magico. In questo “Privato 2" racconto bene quello che le persone non hanno visto prima e dopo lo spettacolo. Emanuele è lo stesso fotografo che ha scattato la copertina di "Live & Summer, è bravissimo».

Vedo che lavori tanto con professionisti della moda.
«Mi diverte molto approfittare del loro forte senso estetico, usato in un campo diverso come quello della musica. Anche nei miei videoclip entrano spesso modelle, in questo mi ha aiutato la collaborazione con Dolce & Gabbana. Però non mi accontento della bellezza, cerco persone che diano valore alle mie cose dando a quello che faccio anche calore, non voglio che ci sia niente di "plastico" in quello che faccio. Ho messo i piedi nella moda un po' per caso e penso che questa passione faccia un po' parte del mio background legato alla comunicazione e al design».

Il 7 luglio riparte il tuo tour. Cosa accadrà?
«Sarà diverso da quello invernale, con scaletta e arrangiamenti diversi. Ho modificato anche le grafiche e tutto sarà pensato per il contesto "outdoor". Ci sto lavorando in questi giorni perché non ho avuto tempo prima. A parte i dettagli tecnici, sono sicuro che ci divertiremo».

Quali sono le tue nuove priorità dopo questo momento?
«Grazie per la domanda (ride). Finito il tour avrò una settimana di vacanza. Non so ancora dove e con chi andrò, ma voglio andarmene lontano e in un posto dove posso ricaricarmi. So che Jovanotti gira in bicicletta per molto tempo e vorrei passare le mie vacanze con quello spirito. Ho bisogno di normalità: questa vita, anche se è bellissima, ti fa distaccare dalle cose reali. Ho bisogno di un "riposo funzionale". Avere la testa libera è l'unico modo che mi permetterà di scrivere nuove canzoni».

Quando pensi di tornare?
«A settembre andiamo a fare capolino in Sudamerica e poi non ho altre scadenze. Di sicuro mancherò per un po'. È andato tutto bene, ma voglio smettere di rompere le scatole per qualche tempo. La calma mi darà modo di riflettere sui grandi cambiamenti arrivati dopo "Amici". Voglio scrivere bene, seriamente e con calma. Sono sicuro che ne uscirà un Riki nuovo, diverso e più maturo».