Home MusicaDischi in uscita“Sotto il Vulcano”: un doppio live per Francesco De Gregori

04 Febbraio 2017 | 23:11

“Sotto il Vulcano”: un doppio live per Francesco De Gregori

Un disco registrato a Taormina «a mia insaputa» con un omaggio a Lucio Dalla in 4 “marzo 1943”

 di Lorenzo Di Palma

“Sotto il Vulcano”: un doppio live per Francesco De Gregori

Un disco registrato a Taormina «a mia insaputa» con un omaggio a Lucio Dalla in 4 “marzo 1943”

Foto: Francesco De Gregori  - Credit: © Daniele Barraco

04 Febbraio 2017 | 23:11 di Lorenzo Di Palma

Si chiama Sotto il Vulcano, perché è la registrazione del concerto dello scorso 27 agosto al Teatro Antico di Taormina, il nuovo doppio album live di Francesco De Gregori, già disponibile su tutte le piattaforme, il sedicesimo disco dal vivo della sua carriera, a fronte di una ventina in studio e a una dozzina di raccolte.

Un disco registrato «a mia insaputa», ha raccontato De Gregori alla presentazione: «era l'ultima data e non avevamo registrato nulla. Mi dispiaceva e l'ho detto al mio bassista e produttore Guido Guglielminetti. È stato lui ad organizzare tutto: quella sera penso di essere stato l'unico a non sapere della registrazione».

Il disco registrato nel corso dell’“Amore e Furto tour” presenta perle del suo repertorio, anche più recente con le traduzioni di Dylan - canzoni come Pezzi di vetro, La leva calcistica della classe ’68, Alice, Caterina, Sempre e per sempre, Un angioletto come te, Generale, Titanic, Rimmel, La donna cannone - e un omaggio a Dalla, con il brano 4 marzo 1943, già anticipato alla radio.

«L'estate scorsa, mentre ero in Sicilia, sono capitato vicino a casa di Dalla, ai piedi dell'Etna, e mi è venuta in mente 4 marzo 1943», ne racconta la genesi De Gregori. «Il giorno dopo dovevamo suonare a Taormina, così l'abbiamo messa nella scaletta e la sera l'abbiamo spinta in alto. Non ho pensato a una celebrazione di rito, a un omaggio pubblico o a niente del genere. Solo a questa grande canzone, a come la cantava Lucio e al tempo che è passato senza toccarla».