Home MusicaDischi in uscitaThe Strumbellas, intervista al gruppo rivelazione di «Spirits»

The Strumbellas, intervista al gruppo rivelazione di «Spirits»

Il singolo è uno dei più suonati nelle radio, l'album «Hope» esce il 24 giugno. Il video live acustico per Sorrisi e il racconto

Foto: The Strumbellas  - Credit: © Getty Images

11 Maggio 2016 | 11:21 di Giulia Ciavarelli

Sono quasi sconosciuti nel nostro paese ma le radio si sono subito innamorate della loro ultima canzone, possibile colonna sonora di un’estate ormai alle porte. Così gli Strumbellas si conquistano i primi posti delle classifiche, e la melodia folk dalle sonorità pop di «Spirits» cattura in fretta il pubblico italiano. Insieme da otto anni, sono una band stravagante, comunicativa e anche buffa: però non vi fate ingannare dal loro aspetto, hanno un talento che riesce a mettere d’accordo proprio tutti. La loro storia musicale si può riassumere nel titolo del loro ultimo lavoro, «Hope»: undici tracce che svelano il fascino delle sonorità folk e impongono un ritmo scandito dai cori e dai testi semplici ma essenziali. Sono questi gli elementi che hanno portato gli Strumbellas ad incrociarsi con i gusti del pubblico.

Incontriamo i rappresentati del gruppo ovvero Simon Ward, Dave Ritter e Izzy Ritchie; nonostante i recenti viaggi da una parte all’altra del mondo, sono in gran forma. Dopo aver accordato la chitarra per il mini live, ci portano alla scoperta del loro mondo fatto di pazzie, speranze e divertimento.

Partiamo dalla vostra storia, come vi siete conosciuti?
Dave: «Ci siamo formati nel 2008 a Toronto (Ontario), grazie ad un annuncio di Simon pubblicato su Craiglist, un portale che ospita annunci dedicati al lavoro. Io e Izzy siamo stati i primi a rispondere».

E poi siete arrivati ad essere in sei. È difficile lavorare insieme?
Simon: «Siamo come una grande famiglia, un gruppo disfunzionale. Ci chiedono spesso come si possa lavorare in sei, ma non è poi così male. Certo, ci sono i litigi ma trascorriamo soprattutto tanti bei momenti insieme. C’è un detto che dice “più siamo e meglio è”, ed è proprio vero».

Vi siete presentati al pubblico italiano con «Spirits», e siete diventati la rivelazione di questa stagione.
Simon: «Abbiamo viaggiato per tanto tempo ed è stato un periodo buio per molti di noi, e per la band. Superare i momenti difficili, vedere la luce in fondo al tunnel e sentirsi vivi: c’è questo nella canzone. In termini di successo, è tutto molto eccitante per noi».

In che senso?
Simon: «Ne stavamo parlando prima: all'inizio eravamo in studio ad ascoltare la canzone e ci chiedevamo: “Stiamo facendo qualcosa di buono?”. Quando stai componendo un brano, non pensi realmente al suo funzionamento in radio. Così, è stata una bella sorpresa anche per noi».

La copertina è colorata e molto allegra ma in realtà si parla anche di morte e demoni.
Dave: «Volevamo riproporre anche graficamente l’anima del disco “Hope”. Simon dice sempre che questo è un album felice, mentre io penso che non sia del tutto così. Abbiamo conservato l’oscurità e la tristezza dei precedenti lavori ma con una un po’ di speranza in più. E così siamo arrivati alla cover: una marcia funebre con tanti personaggi pittoreschi, è un bell’insieme».

Si può descrivere il vostro genere musicale?
Dave: «A metà tra country e indie rock. Per questo album ci siamo interessanti molto al pop: abbiamo ascoltato Katy Perry, Miley Cyrus e Taylor Swift. E questo ha spinto il progetto in quella direzione».

Nella tracklist c’è «Young and Wild», la canzone dove viene ripetuta più spesso la parola “Hope”.
Dave: «Ci sono diverse canzoni che contengono questa parola, ed è in parte il motivo per cui abbiamo scelto il titolo. È vero che in “Young and Wild” si ripete più e più volte nel coro».
Simon: «Abbiamo un segreto da confidare solo a voi italiani (sorride): il nome originale della canzone è “Hope”, e noi la presentiamo ancora così ai nostri concerti».

Parliamo proprio dei live: vi hanno definito “la band che merita di essere vista dal vivo”.
Dave: «Ci piace costruire il concerto come una grande festa, dove tutti ballano, cantano insieme e trascorrono un momento piacevole. Siamo dei pazzi sul palco, saltiamo e coinvolgiamo il più possibile tutte le persone presenti. È questo che il pubblico si deve aspettare venendo al nostro concerto».

Chi sono i vostri eroi musicali?
Dave: «Il mio è Brian Wilson dei Beach Boys».
Simon: «È una domanda perfetta per Dave perché lui sogna di suonare con i Beach Boys e Bruce Springsteen sullo stesso palco! (sorride). Mentre io sono un ragazzo cliché: mi piacciono i classici, da John Lennon a Kurt Cobain».
Izzy: «Sono sempre stata appassionata dei cantanti folk americani degli anni’ 60, in particolare Joni Mitchell e James Taylor».

E il futuro, come lo vedete?
Izzy : «La speranza rimane quella di poter essere apprezzati dal pubblico e di avere il conseguente successo. E crediamo di esserci riusciti: “Spirits”ha ottenuto la certificazione d’oro in Canada, siamo primi nelle classifiche rock degli USA e in Italia».
Dave: «Avremo un anno pieno, pensiamo solo ad esibirci il più possibile, far divertire le radio e viaggiare in diversi paesi».
Simon: «Andando avanti, vorremmo fare solo la musica che ci rende orgogliosi. Questo è il nostro obiettivo».

La grande festa live della band di Toronto arriverà anche in Italia: il 31 Agosto a Sestri Levante per il Mojotic Festival e il 1 Settembre a Milano per Unaltrofestival.