Home MusicaDischi in uscita«Wrong Crowd» è il nuovo album di Tom Odell, intervista

«Wrong Crowd» è il nuovo album di Tom Odell, intervista

Il cantautore inglese di 26 anni per scrivere il suo secondo disco si è ispirato anche al cinema italiano: da Fellini a Sorrentino

16 Maggio 2016 | 15:49 di Valentina Cesarini

A distanza di tre anni dal debutto con «Long Way Down», Tom Odell - giovane cantautore inglese che di recente ha collaborato con il collega Kygo - pubblica il suo nuovo lavoro dal titolo Wrong Crowd (Sony Music), che uscirà il 10 giugno. La difficoltà di far seguito a un album di grande successo come il primo, pubblicato a soli 23 anni, viene pazientemente superata grazie a un lavoro lungo e complesso; Odell decide di prendere un volo per New York e si chiude in un piccolo appartamento, con la sola compagnia del suo pianoforte. Dopo questa esperienza e dopo una serie di concerti in giro per l'Europa, il cantautore replica la scelta e si nasconde tra le strade di Los Angeles, per iniziare a scrivere il disco.

Archi e grandi melodie caratterizzano l'album prodotto da Jim Abbiss; la storia è quella di un uomo progioniero della propria infanzia, desideroso di tornare all'innocenza del mondo visto attraverso gli occhi di un bambino. «Volevo creare un mondo con uno spiccato senso della realtà, come in un film di Fellini», commenta Odell.

L'album è anticipato dal singolo Magnetised, che segue il successo del precedente Wrong Crowd.

Di cosa parla «Wrong Crowd»

Quando lo incontriamo nella sede di Sony, la prima cosa che ci viene naturale chiedere è il significato del titolo Wrong Crowd (tradotto: una folla di persone sbagliate). Tom ci dice che simbolizza l'oscurità; c'è un uomo che si sente isolato e sente di non star bene in nessun posto, che si sente quindi un outsider alla ricerca di un significato. L'idea è quella di accettare questo modo di essere, poiché quando si scrive è difficile parlare di qualcosa dall'esterno, avere oggettività.

Il cantautore ci racconta il suo desiderio che questo album fosse un viaggio attraverso la musica, influenzato da vari generi e costellato di variazioni. Da grande fan della musica black, soprattutto blues e soul - cita autori come Nina Simone, Aretha Franklin ma anche Cole Porter, Oscar Peterson, Harry Nilson, Elton John - Odell sceglie di colorare questo disco di influenze eterogenee.

La decisione di lasciare Londra per un viaggio in solitudine verso New York è nata dall'esigenza di allontanarsi da tutti, amici e parenti compresi, per ritagliarsi uno spazio in cui poter lavorare concentrandosi esclusivamente sulla musica. L'ispirazione per scrivere viene soffocata dagli impegni, dal tour, dal pubblico, perfino dalle persone che gli vogliono bene; per riuscire a produrre era necessario allontanarsi da tutto e da tutti.

«L'idea di fondo del disco mi è venuta subito all'inizio», ci racconta «L'idea di quest'uomo, che sono anche un po' io, un riflesso di me, che si sente isolato, che non si sente bene in nessun luogo.» L'album finisce con una canzone in particolare. «Volevo chiudere il disco con Somehow perché è una canzone piena di speranza. Parla di una persona in particolare ma non voglio entrare nei dettagli... Somehow vuol dire "Alla fine andrà tutto bene"

La passione per il cinema italiano

«Ho uno zio sposato con una donna italiana, di Bergamo. C'è un ramo della mia famiglia che abita qui in Italia ed entrare in contatto con loro mi ha dato un'istantanea di questo paese, che mi ha colpito. Per quando riguarda il cinema mi è piaciuto molto La grande bellezza; l'immaginario di Sorrentino è un immaginario nel quale mi riconosco. Il protagonista si sente sempre fuori luogo, un po' come ciò che racconto nel mio album. Inoltre ho visto un cortometraggio di Fellini, uno degli episodi contenuti nel film del 1969 Tre passi dal delirio (ispirati a racconti di Edgar Allan Poe), in cui il protagonista è in macchina che cerca di scappare da un mondo tossico. Fellini è sempre surreale, questo mi piace.»

Quali sono gli album che lo hanno influenzato maggiormente? «Non saprei, ma sicuramente i dischi dei Radiohead, come In rainbows Ok computerGoodbye yellow brick road di Elton John però è uno dei dischi che mi ha colpito di più.»

Tracklist

1. "Wrong Crowd"
2. "Magnetised"  
3. "Concrete"  
4. "Constellations"  
5. "Sparrow"  
6. "Still Getting Used to Being on My Own"  
7. "Silhouette"  
8. "Jealousy"  
9. "Daddy"  
10. "Here I Am"  
11. "Somehow"