Home MusicaDischi in uscitaWilly William: «Vorrei fare una canzone con Eros»

Willy William: «Vorrei fare una canzone con Eros»

Intervista al produttore e musicista francese che vorrebbe collaborare con Laura Pausini e Ramazzotti. Da "Ego" a "Qui Tu Es?", la sua storia

30 Maggio 2016 | 15:46 di Valentina Cesarini

Abbiamo incontrato il producer e musicista francese Willy William, diventato famoso grazie al ritornello "Alez alez alez" del singolo Ego. Vi avevamo già parlato di lui in occasione dell'edizione 2016 del Festival di Sanremo, al quale William ha partecipato come ospite. A distanza di qualche mese lo ritroviamo per sapere qualcosa in più sulla sua storia, sulle sue passioni e sul suo ultimo singolo Qui Tu Es?, che racconta i dubbi di un uomo sulla donna che ha di fronte. I singoli sono estratti dall'album di esordio Une Seule Vie, in uscita il 3 giugno (per l'etichetta Ego, su distribuzione Warner). 

«Sono rimasto molto impressionato dall'esperienza del festival, non ero pronto», ci racconta, sorridendo. «Riguardando il video di quella sera, si capisce che ero molto emozionato. Mentre cantavo mi dicevo "sto cantando sullo stesso palco in cui si sono appena esibiti Laura Pausini e Eros Ramazzotti".»

Quindi conoscevi già il panorama della musica italiana.
Sì: Pausini, Ramazzotti e Zucchero sono artisti che ho avuto modo di scoprire quando ero più giovane, alla radio. 

"Ego" è la canzone che ti ha portato al successo. Com'è nata?
È nata durante una notte: sono tornato da un concerto con in testa questo "alez alez alez" ed era così forte che mi sono detto "devo correre in studio a farci qualcosa". Ho passato la notte in bianco, ho finito alle sei di mattina. È stato come un flusso: dalla scrittura del testo, alla musica, al mixaggio, ho fatto tutto in poche ore. Poi ho portato il lavoro alla mia etichetta ed erano entusiasti.

È stato come un colpo di fulmine!
Proprio così [sorride].

L'ultimo singolo "Qui Tu Es?", invece, cosa racconta?
Sono due amanti che si parlano: l'uomo cerca di capire la persona che ha davanti a sé. È un po' il racconto di quello che succede nel gioco amoroso, quando si cerca di capire chi è l'altro, per sapere che carte scoprire.

Come nasce il tuo stile musicale?
È una domanda importante, ci sono molte cose da dire. Ho preso diversi cammini per arrivarci, da 15 anni a oggi. Ho iniziato con un gruppo rock, nel quale cantavo e suonavo la chitarra. Negli anni ho avuto anche un gruppo reggae, con il quale ho fatto un viaggio in Jamaica che è stato illuminante. Abbiamo fatto circa 600 concerti tra il 2000 e il 2004: quella è stata la mia ultima esperienza importante come musicista. Dal 2004 ho iniziato a mixare, facendo un salto nel mondo del clubbing.

Quali strumenti suoni?
Sono un autodidatta: pianoforte, chitarra, basso, batteria... anche il flauto! [ride timidamente] Di solito non lo dico perché la gente si mette a ridere. Quando ho in mano un qualsiasi strumento, inizio a suonarlo senza pensarci troppo.

Che progetti hai per il presente e per il futuro?
In Francia è già uscito il mio nuovo singolo, che probabilmente arriverà in Italia dopo l'estate. Sto cominciando anche a riflettere sul nuovo album.

Lo stile musicale sarà lo stesso o vorresti cambiare?
Ci devo ancora pensare.

Magari sceglierai qualche nuova collaborazione...
Ci pensavo giusto oggi: mi piacerebbe molto collaborare con artisti italiani come Eros Ramazzotti e Laura Pausini. Se dovessi rimanere in studio con Ramazzotti sono convinto che potrebbe uscire fuori qualcosa di bello, che stupisce. L'idea di scrivere un pezzo franco-italiano ce l'ho in testa già da un po'.