Home Live news«Stasera duetterò con Irene Grandi». Lo annuncia Marco Cocci, l’irrisolto dei film di Gabriele Muccino

19 Febbraio 2010 | 00:02

«Stasera duetterò con Irene Grandi». Lo annuncia Marco Cocci, l’irrisolto dei film di Gabriele Muccino

«Perché a Sanremo? Io e Irene ci conosciamo da tanti anni e le voglio molto bene. Le ho subito detto di sì e poi, quando ho sentito “La cometa di Halley” non ho più avuto dubbi: il pezzo è bellissimo». Ecco Marco Cocci....

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«Stasera duetterò con Irene Grandi». Lo annuncia Marco Cocci, l’irrisolto dei film di Gabriele Muccino

«Perché a Sanremo? Io e Irene ci conosciamo da tanti anni e le voglio molto bene. Le ho subito detto di sì e poi, quando ho sentito “La cometa di Halley” non ho più avuto dubbi: il pezzo è bellissimo». Ecco Marco Cocci....

19 Febbraio 2010 | 00:02 di Redazione

Marco Cocci (Foto Kika Press & Media)
Marco Cocci (Foto Kika Press & Media)

di Cinzia Marongiu

«Perché a Sanremo? Io e Irene ci conosciamo da tanti anni e le voglio molto bene. Le ho subito detto di sì e poi, quando ho sentito “La cometa di Halley” non ho più avuto dubbi: il pezzo è bellissimo». Ecco Marco Cocci, fiorentino come la rocker, attore prediletto di Gabriele Muccino, tra i protagonisti de «L’ultimo bacio» ma anche di «Baciami ancora», che stasera duetterà con Irene Grandi, sua ex fidanzata, sul palco dell’Ariston. «Anche se il pubblico mi conosce soprattutto come attore, in realtà sono anche un musicista. Dal ’95 ho messo su un gruppo, i Malfunk. Abbiamo fatto cinque dischi ma certo il successo è ben lontano. D’altra parte il nostro è un rock indipendente, per niente commerciale». In questo periodo Marco sta girando una serie tv per Mediaset in 6 puntate, «Due mamme di troppo»: «Ma il personaggio che mi somiglia molto è quello di Alberto, nei due film di Muccino. Un tipo che vuole vivere in maniera semplice , senza troppe comodità, alla continua ricerca di emozioni. Emozioni che possono essere vissute da chi sceglie di vivere viaggiando intorno al mondo o di costruirsi un amore forte. Che però non trova mai. Un po’ come me e come Irene, due nomadi».