Home MusicaEmma Marrone: «Vasco mi ha fatto un regalone!»

Emma Marrone: «Vasco mi ha fatto un regalone!»

A casa di Emma: la cantante si prepara a un ritorno in grande stile. E fra un toast e una torta si racconta a Sorrisi: «Ha scritto per me una canzone che uscirà il 6 settembre. E sarò nel nuovo film di Muccino»

Foto: Emma Marrone  - Credit: © Emilio Tini

19 Agosto 2019 | 14:35 di Alessandro Alicandri

È ancora presto per l’invito a pranzo, così mi appoggio a un albero alla disperata ricerca di ombra. «Sei allergico a qualcosa?» mi ha chiesto Emma al telefono. «Non vorrei avvelenare nessuno!». E ora sono davanti al cancello di casa sua, a Roma. Non ci siamo detti niente prima, so solo che a settembre del 2019 la cantante compie 10 anni di carriera. All’una in punto suono il campanello. Mi accoglie Francesca, la “Francy”, sua storica manager. Entro in una casa arredata con gusto. «Benvenuto!» dice Emma arrivando dalla cucina. Mi dà un bacio e mi fa: «Scusami, sto finendo di cucinare». E sparisce. Francesca mi porta in giardino dove la tavola è apparecchiata. «Il menu prevede avocado toast, panzanella con insalata greca, la torta rustica salata e... tutto quello che vedi» dice Emma sedendosi di fronte a me. I suoi toast sono davvero deliziosi.

Emma, da un po’ di tempo di te non si sa niente.
«Ho fatto molto, ma ho raccontato poco finora».

Che cosa hai combinato?
«Ho scritto, viaggiato, ho lavorato tanto. Dicevano che ero in vacanza da mesi».

Pensavamo che ti fossi presa un periodo di pausa.
«Io? Impossibile».

Mangiamo e parliamo di estate, vacanze e social network. Appena finito, mi dice: «Ora ti faccio ascoltare una cosa».
Parte una canzone che non ho mai sentito prima. Dopo 10 secondi penso: «Ma questa l’ha scritta Vasco!». E mi vengono in mente le parole di Vasco Rossi nella sua intervista a Sorrisi (n° 16, 23 aprile scorso): «Ho scritto una canzone per una ragazza giovane e molto brava» disse.
Emma sorride: «Quella ragazza sono io!».

Come si intitola questa canzone?
«“Io sono bella”...».

Voglio sapere tutto!
«Quando Vasco mi ha fatto sapere che aveva scritto una canzone pensando a me, sono scoppiata a piangere».

Poi cos’è successo?
«Sono andata allo stadio Olimpico di Roma per il suo concerto, come faccio per ogni suo tour. Stavolta ho voluto incontrarlo per dirgli “grazie”».

Perché “stavolta”? Non l’avevi conosciuto di persona nel 2011 quando hai aperto un suo concerto?
«No, non avevo voluto incontrarlo. Era una cosa troppo grande per me. Avevo paura di un impatto negativo».

Però avevi avuto un bel coraggio a salire sul suo palco.
«Quando canto non ho mai paura. Quella sera iniziai tra i fischi e finii tra gli applausi».

E com’è andato il vostro incontro all’Olimpico?
«Ci siamo studiati e piaciuti. Sono contenta di non essere andata nel suo camerino otto anni fa».

Dopo vi siete rivisti?
«Sì, più volte, nel suo studio a Bologna. E lui è... umano, anzi, superumano!».

Com’è che Vasco ti ha notato?
«Aveva letto tante mie interviste per l’album “Essere qui”. E aveva sentito sui social la mia cover di “La nostra relazione” che gli avevo dedicato».

Cos’ha detto?
«Ma la canti meglio teee di meee! (imita Vasco, ndr)».

Cosa dice lui di questo brano inedito?
«Mi ripete sempre: “Sono entrato nella tua mente”».

Accidenti!
«È una conquista. Ho sempre sperato di poter essere, lo dico tra molte virgolette, un po’... Vasco».

Cosa ti piace di lui?
«Vasco fa una musica che è verità».

E adesso come ti senti?
«Felice come chi riceve una medaglia dopo una guerra».

Contro chi eri in guerra?
«Innanzitutto contro me stessa. Ho detto tanti “no” per fare le cose a modo mio».

Eppure ti accusano di aver detto tanti, troppi sì, specialmente in tv.
«Di tv ne ho fatta poca, ma in frangenti dove mi sono esposta al 200% e questo era più visibile rispetto a chi in tv c’è sempre e... non si nota».

Tu ragioni controcorrente, ma hai lavorato in tanti contesti superpopolari.
«Fin da bambina sono sempre stata al centro della piazza, ma fuori dal coro».

E ti esponi sempre, anche su temi delicati.
«Cerco di difendere i diritti dei più deboli. L’altro giorno sono intervenuta perché a Trastevere, a Roma, un uomo ha tirato uno schiaffo alla sua compagna. Dovremmo tutti reagire e alzare la voce».

Eri così anche nel 2009, all’inizio di tutto?
«Sì, ero determinata, ma anche insicura. Volevo fare questo mestiere andando contro la volontà di tutti, compresa la mia famiglia».

La prima persona che ha davvero creduto in te?
«Maria De Filippi. E ha subito capito che non volevo piacerle a tutti i costi».

Ora siete molto amiche.
«La vado a trovare spesso. E le rubo i vestiti che lei ha già indossato in tv!».

Chi è stato il primo musicista a darti fiducia?
«Pino Daniele. Poi ho collaborato con tutti i cantanti che ascoltavo con mio padre quando ero bambina».

Hai conosciuto da poco anche Tiziano Ferro.
«Sì, in un bar di Los Angeles. È stato amore a prima vista. Quanto è bello! È una persona pura che si è dovuta difendere per amore della musica».

Come festeggerai questi 10 anni di carriera?
«“Io sono bella” uscirà il 6 settembre. Arriverà un album entro la fine dell’anno e mi piacerebbe festeggiare il mio compleanno (il 25 maggio, ndr) con un concerto all’Arena di Verona».

Hai fatto anche l’attrice.
«Gabriele Muccino mi ha inviato un copione chiedendomi di fare un provino per un film. Siamo amici, ma mai mi sarei aspettata una proposta del genere».

E il ruolo in “I migliori anni” è diventato tuo.
«Sì, girando molte scene difficili in vesti per me inedite: recito in costumi di un altro periodo storico, sono vestita da sposa e sono madre».

Che effetto ti ha fatto?
«Ho avuto un attacco di panico. La scena in cui partorisco l’ho girata all’ospedale Umberto I di Roma, in un’ala oggi dismessa dove sono stata ricoverata per il tumore che ho avuto tempo fa».

Ti sei rivista?
«Poco, non ce la faccio. Ma recitare mi ha insegnato tante cose su di me. Gabriele mi ha voluta naturale e senza schemi. Per fortuna è la cosa che riesco a fare meglio».

Dopo aver mangiato la famosa “ciambella di Francy” che pare sia la preferita anche di Maria De Filippi, beviamo un caffè e ci salutiamo. Mentre sto per uscire, Emma mi dice: «Grazie davvero per la chiacchierata. Ora vado a lavare i piatti».