Home MusicaEros Ramazzotti: «Ho ancora tanta voglia di cambiare il mondo»

Eros Ramazzotti: «Ho ancora tanta voglia di cambiare il mondo»

Racconta a Sorrisi i segreti del suo album «Vita ce n’è» e gli artisti con cui ha collaborato per i nuovi brani

Foto: Eros Ramazzotti è nato a Roma il 28 ottobre 1963 ed è cresciuto nel quartiere di Cinecittà  - Credit: © Julian Hargreaves

29 Novembre 2018 | 14:37 di Barbara Mosconi

Con 14 album alle spalle e 55 anni festeggiati lo scorso 28 ottobre, Eros Ramazzotti torna alla musica. Il nuovo album d’inediti s’intitola «Vita ce n’è» ed è appena uscito. L’ultimo risaliva a tre anni fa.

«Dopo tanto tempo non è facile tirare fuori le idee, rinnovarsi, ripartire» racconta Eros. «Non hai più vent’anni e ci sono tutti questi ragazzini rampanti che buttano fuori 20 dischi al giorno. Bisogna avere le spalle forti». Lo dice senza nostalgia, nemmeno un’ombra di malinconia nella voce. Tutt’altro.

Incontriamo Eros nel suo studio di registrazione a Milano, una maglietta sagomata sul fisico allenato e un sorriso soddisfatto. «Passano gli anni e pensi di rallentare e invece fai diecimila cose, insomma... “Vita ce n’è”». Eros sprizza energia a ogni frase, ha appena girato due video per altrettanti brani dell’album e sta partendo per i sopralluoghi del suo tour mondiale (debutta il 17 febbraio a Monaco di Baviera). Ha voglia di raccontare i 15 nuovi brani che ha scritto, suonato, cantato. «Questo album dà un occhio al passato, ma deve per forza guardare a domani. Sono partito dicendo: “Voglio che siano tutti potenziali singoli”. Negli ultimi anni tutto si è appiattito, il mondo in generale e di conseguenza quello musicale. Da ascoltatore sento molte cose fatte solo perché la gente deve ballare o passare l’estate e che poi si dimenticano. Vorrei che questo disco restasse».

Ed ecco, sfogliando la lista dei brani scelti, pezzi firmati con Jovanotti, Enrico Nigiotti, Paolo Antonacci (figlio di Biagio, nipote di Gianni Morandi), Tommaso Paradiso (dei Thegiornalisti), Mario Lavezzi, Mogol e Bungaro. «Negli ultimi anni mi arriva qualsiasi cosa, io rispondo quasi sempre. Alcuni brani li ho rielaborati, ma tutti sono diventati personali. Ne ho scelti 25 e sono rimaste fuori canzoni altrettanto belle. Ci sono altri pezzi nel cassetto, quindi. Per il futuro? Vedremo».