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Eurovision 2018, da Lisbona il racconto della prima semifinale

Sono stati promossi primi dieci Paesi che si sfideranno sabato 12 maggio per il trono d'Europa

Foto: L'israeliana Netta nella prima semifinale di Eurovision 2018  - Credit: © Andres Putting

09 Maggio 2018 | 06:39 di Marta Cagnola

Dalla nostra inviata a Lisbona

Due ore e dieci minuti con il solito ritmo velocissimo, implacabile. La prima semifinale dell'Eurovision 2018 ha promosso i primi dieci Paesi che si sfideranno sabato sera per il trono d'Europa. In una ventosissima notte portoghese - la brezza dell'Atlantico fuori, quella dei ventilatori sul palco, per le tradizionali coreografie di capelli al vento - sono passate a colpo sicuro le due favorite, Israele e Cipro. Due proposte diversissime, due donne diversissime.

Ad arrivare per ora in cima alle quotazioni dei bookmaker è Eleni Foureira, per Cipro: bellissima, supersexy, con una tuta di paillettes come seconda pelle e una coreografia alla Beyoncé e un brano dal ritornello accattivante si fa perdonare una voce non proprio incisiva. In fatto di fascino, l'ultima sera non avrà come rivale la splendida croata Franka, il cui brano troppo simile a un successo di Alicia Keys non ha conquistato giurie e televoto.

L'altra favorita è Netta, da Israele: look da supereroina manga, orgogliosamente grandi forme, gioca con un coro in cui infila anche il verso della gallina. Per lei la finale era quasi scontata, così come per i bulgari Equinox (che hanno una front woman dal look a metà strada tra Raffaella Carrà e Lady Gaga) e la estone Elina Nechayeva, soprano che canta in italiano, con versi rubati alle arie d'opera. L'anno scorso l'Estonia era stata eliminata a sorpresa con il brano Verona, quest'anno ha insistito con l'Italia e ha avuto più fortuna. Non ha, in ogni caso, badato a spese: l'immenso abito-schermo su cui vengono proiettati effetti speciali costa oltre 65mila euro!

Applauditissima dall'Arena la finlandese Saara Aalto, che canta persino a testa in giù, aggrappata a un'enorme ruota della fortuna (e di fortuna ne ha portata, ma anche il pezzo, che rimane impresso al primo ascolto, ci ha messo del suo). È nota anche fuori dal suo Paese: è arrivata seconda all'X Factor britannico.

Per il resto: bene il ceco Mikolas Josef, nonostante i movimenti limitati per un infortunio in prova, l'aitante austriaco Cesár Sampson (si esibisce su un imponente trespolo, complicatissimo da montare: per questa ragione gli toccherà probabilmente esibirsi dopo un'interruzione pubblicitaria, collocazione non ambitissima), l'impronunciabile lituana Ieva Zasimauskaitè (che commuove tutta la sala stampa perché finisce l'esibizione in lacrime, quando il marito, un tempo cantante di una boy band, ora allenatore della Nazionale di pallavolo, la raggiunge sul palco mentre lei canta "non ho paura di invecchiare se avrò la tua mano da stringere") e l'irlandese Ryan O'Shaughnessy, con storia d'amore al maschile e danza "same sex" come ci ha insegnato a dire Ballando con le stelle. 

Fuori a sorpresa Belgio e Azerbaigian, le più fragili Grecia, Croazia, Macedonia, Armenia e Svizzera, la Bielorussia e l'Islanda, meno convincenti di tutte. 

Passa, invece, con merito, l'albanese Eugent Bushpepa. E così sabato sul palco di albanesi ce ne saranno tre, Eugent, il nostro Ermal Meta e pure la superfavorita Eleni, che viene proprio dalla stessa città di Ermal, Fier. Una piccola gara nella gara.

Passano in finale

Albania, Austria, Bulgaria, Cipro, Estonia, Finlandia, Irlanda, Israele, Lituania, Repubblica Ceca.

Sono stati eliminati

Armenia, Azerbaigian, Belgio, Bielorussia, Croazia, Grecia, Islanda, Macedonia, Svizzera.