Home MusicaEurovision, la (lunga) giornata di Francesco Gabbani a Kiev

Eurovision, la (lunga) giornata di Francesco Gabbani a Kiev

Siamo stati al suo fianco per diverse ore. E tra interviste, storie su Instagram, selfie senza sosta, video-saluti, sessioni di trucco e parrucco, lui non vede l'ora di cantare. «Per me è la cosa più naturale, anzi, per così dire... godereccia»

09 Maggio 2017 | 15:46 di Marta Cagnola

Sveglia alle otto «che magari non sembra tanto presto, ma per un artista sì, anche uno non nottambulo come me». Non si va a letto prima dell'una. Nel frattempo ore e ore d'interviste (impossibile tenere il conto preciso) e tutti pongono la domanda fatale, sul vivere l'Eurovision da favoriti. Paziente, Francesco Gabbani risponde ogni volta la stessa cosa: «Che cerco di non pensarci» racconta «semplicemente perché è la verità. Che dopo una vittoria sanremese tutta a sorpresa non vorrei rimanerci troppo male, se cominciassi a crederci davvero». Ogni tanto arrivano pure le domande assurde, tipo cantare «Occidentali's Karma» imitando Laura Pausini (e Francesco ci prova con un falsetto poco pausiniano, ma si sa, non è bello deludere le richieste della stampa estera!).

Poi ci sono le Instagram stories, come quella con il bulgaro Kristian Kostov, appena diciassettenne, giovanissimo come i suoi fan (Francesco non è un appassionato di questo social network e si lascia guidare), i selfie senza sosta, qualche video-saluto da mandare in rete. Ogni volta che si sposta arriva qualcuno a chiedergli una foto e lui accetta sempre con gentilezza - anche nel ristorante italiano in cui ci siamo fermati per fare questa chiacchierata, davanti a un piatto di verdure grigliate.

Cambiarsi, pettinarsi, prestarsi al makeup, perché un filo di trucco tocca anche agli uomini. Poi, finalmente, cantare. «A questo punto è il meno, perché per me è la cosa più naturale, anzi, per così dire... godereccia». Nessun segreto particolare per conservare la voce, se non proteggersi dal gelo calato improvvisamente a Kiev alzando il colletto del cappotto. Per mantenere il sangue freddo, invece, solo vivere il momento, insieme alla sua squadra, che, spiega, rende il lavoro piacevole.

Eppure, confessa, dopo Sanremo si è fermato solo due giorni: Pasqua e Pasquetta. Con la mente sempre impegnata a pensare all'organizzazione degli impegni («Dovrei star tranquillo e penso ai vestiti da preparare, agli impegni da organizzare» racconta con un sospiro). E quando gli chiediamo di confessare se questa ha dimenticato di mettere qualcosa nei bagagli come capita sempre a tutti, confessa: «Le mie ciabatte giuste, quelle che mi fanno sentire a casa in qualunque hotel io sia! Mannaggia!».