Eurovision Song Contest: 5 cose da sapere per godersi lo show

Dal 18 al 22 maggio si svolge la 65a edizione dell’Eurovision Song Contest

20 Maggio 2021 alle 09:04

Dal 18 al 22 maggio si svolge la 65a edizione dell’Eurovision Song Contest, concorso canoro fondato nel 1956 e ispirato, inizialmente... al Festival di Sanremo.

  1. Perché a Rotterdam - I Paesi Bassi sono il Paese ospitante in qualità di campione in carica: nel 2019 ha vinto il loro Duncan Laurence.
  2. L’edizione saltata - Nel 2020, a causa della pandemia, andò in onda uno show sostitutivo, senza gara, a cui partecipò il nostro Diodato.
  3. L’Italia è già in finale - L’Italia non partecipa alle semifinali del 18 e 20 maggio (in onda su Rai 4): le “Big five”, cioè le cinque nazioni che contribuiscono maggiormente all’evento (Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna) sono già in finale, così come il Paese ospitante.
  4. Quanti paesi ci sono - Sono 39 le nazioni in gara quest’anno: 16 si esibiscono nella prima semifinale, 17 nella seconda. Di queste 33, solo 20 passano in finale dove si scontrano con le “Big five” e i Paesi Bassi.
  5. I nostri precedenti - L’Italia ha già partecipato all’Eurovision 44 volte. Ha vinto nel 1964 con Gigliola Cinquetti e nel 1990 con Toto Cutugno. Nelle ultime nove gare, siamo arrivati sette volte in Top 10 e tre sul podio

Corsi e Malgioglio commentano la finale

Ecco la “strana coppia” dell’Eurovision: Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio, da Roma, commenteranno la finale del 22 maggio
in diretta su Raiuno
. Per entrambi è la prima volta.

Com’è nata l’idea?
Corsi: «La proposta mi è arrivata da Claudio Fasulo, vicedirettore di Raiuno. Mi ha scritto: “Sei seduto? Ho una pazza idea!”. Ho detto subito di sì! L’Eurovision è il programma televisivo non sportivo più visto al mondo, è una responsabilità».
Malgioglio: «Io avrei già dovuto farlo, ma ai tempi mi legava un contratto a Mediaset. Voglio farlo da sempre! Sono molto emozionato, sono anni
che non ho l’occasione di parlare di musica in tv».

Seguivate già l’Eurovision?
Corsi: «Soprattutto negli ultimi anni, grazie a mia figlia. Con gli amici del Trio Medusa la finale ha coinciso spesso con la “settimana bianca”, ci siamo ritrovati più volte a tifare insieme. È diventato uno spettacolo incredibile».
Malgioglio: «Per chi ama la musica è imperdibile, salire su quel palco è un sogno, ma... largo ai giovani!».

Avete un ricordo delle ultime edizioni?
Corsi: «Il tifo sfegatato per Mahmood nel 2019. Un po’ di campanilismo di vuole».
Malgioglio: «La vittoria di Salvator Sobral nel 2017 con “Amar pelos dois”, una canzone stupenda che sono fiero di aver tradotto in italiano per Arisa (“Amarsi in due” del 2019, ndr)».

State già studiando?
Corsi: «Gli autori ci hanno dato una montagna di materiale... E poi stiamo ascoltando i brani».

Chi ci darà più filo da torcere?
Corsi: «Quest’anno è tosta! Ci sono gruppi e cantanti fortissimi, dal Portogallo al Belgio. Ma i Måneskin faranno un figurone».
Malgioglio: «È un’edizione piena di belle canzoni, mi piacciono tanto Portogallo, Francia e Austria, ma anche Cipro e Serbia».

E i Måneskin?
Malgioglio: «Partono avvantaggiati, da noi la gente si aspetta la melodia e invece portiamo una ventata di trasgressione. E noi tifiamo per loro!».

Scambiatevi un messaggio per prepararvi all’incontro.
Malgioglio: «Sono felice di lavorare con te, ti intendi di musica e sei una persona deliziosa e intelligente».
Corsi: «Sarai un compagno di viaggio straordinario! È un periodo duro, ma intravediamo una luce. E l’Eurovision è un arcobaleno di luci e colori».

Seguici