Home MusicaFenomeno K-pop: la musica del futuro viene dalla Corea del Sud

Fenomeno K-pop: la musica del futuro viene dalla Corea del Sud

Due dei tre album più venduti nel 2018 erano dei BTS, la band che ha spalancato le frontiere della nuova musica asiatica

Foto: I BTS nel video di "Boy with luv"

18 Aprile 2019 | 15:50 di Marta Corato

Sette ragazzi tra i 21 e i 26 anni stanno cambiando le regole del pop. Vengono dalla Corea del Sud, si chiamano BTS, vendono milioni di dischi. Ma è solo la punta dell’iceberg: il pop coreano, o “K-pop”, è un genere sempre più seguito a livello mondiale.

Dopo aver debuttato nel 2013 ottenendo subito un buon successo in patria, i BTS hanno iniziato a raggiungere i fan anche all’estero grazie a Internet e ai social network. Prima conquistando chi già amava il genere, poi diventando un caso grazie al passaparola.

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E non soltanto tra gli adolescenti. Il loro nome è un acronimo di “Bangtan Sonyeondan”, che significa “boy scout antiproiettile”. Ma con il successo all’estero, nel 2017 si sono voluti ribattezzare dando un nuovo significato: “Beyond The Scene”, cioè “oltre la scena”.

Nel panorama del K-pop, i BTS sono considerati unici perché scrivono e producono la maggior parte dei loro brani (una rarità fino a tempi recenti) e i testi, densi di citazioni colte, parlano di argomenti meno scontati. I loro video musicali, poi, sono tutti connessi tra loro, pieni di messaggi segreti per i fan più attenti.

Per comprendere la portata della loro crescente popolarità, basti sapere che il secondo e il terzo album più venduti al mondo nel 2018 erano entrambi dei BTS. Sono ambasciatori Unicef. Hanno la loro linea di bambole prodotte da Mattel. Lo Hyundai Research Institute ha calcolato che i BTS portano oltre 3 miliardi di euro all’economia della Corea del Sud ogni anno. E il 12 aprile è arrivato il loro nuovo disco “Map of the soul: Persona” che alla vigilia aveva già venduto 3 milioni di copie soltanto con le prevendite.

Ma che cos’è il K-pop?

Il termine non indica, in realtà, tutta la musica pop sudcoreana, anche se le canzoni K-pop spaziano in una varietà di generi. A fare la differenza c’è il concetto di “idol”: di solito l’immagine di un artista K-pop è costruita per creare una relazione personale con i suoi fan devoti. Spesso le case discografiche li assoldano da preadolescenti come apprendisti e li fanno debuttare a tempo pieno solo dopo anni di formazione tra canto, ballo, recitazione, ma anche lingue straniere e gestione dei media.
Il modello degli “idol” è diffuso in Corea dai primi Anni 90, contemporaneo alle “boy band” occidentali. Dal 2005 il sistema è stato perfezionato, con l’esordio di gruppi considerati “mostri sacri” del K-pop come le Girls’ Generation e i Big Bang.

Già in questo periodo, alcuni gruppi avevano tentato di conquistare gli Stati Uniti, ma con scarso successo. Ci sarebbe voluto ancora un po’ di tempo perché il K-pop raggiungesse il pubblico globale. Il punto di svolta arrivò nel 2012 con il successo virale di Psy con “Gangnam Style”. Grazie ai social, nuovi gruppi come EXO, Blackpink e Red Velvet cominciarono ad attirare nuovi fan in Occidente, non solo tra gli affezionati del k-pop, ma anche in un pubblico più vasto, sempre più facilmente raggiungibile.

I BTS sono l’esempio chiave di questo cambiamento di mentalità: mentre qualche anno fa artisti come Psy venivano considerati una “stramberia”, oggi la loro fama internazionale non è più una sorpresa. Tant’è vero che la prima performance dell’ultimo singolo “Boy with luv” non è avvenuta sulla tv coreana, bensì in uno dei più famosi show americani, il “Saturday Night Live”.

Il 2018 è stato un anno di gloria, ma la loro popolarità è in continua ascesa. Il pubblico di oggi è curioso, interessato a nuove esperienze, anche quelle che vengono da molto lontano. I BTS sono riusciti a superare le etichette del genere, diventando un nome familiare. Un fenomeno che potrebbe aprire le porte a un intero mondo musicale, ancora tutto da scoprire.

Le parole del K-pop ve le spieghiamo noi

• HALLYU Letteralmente “onda coreana”, indica il fenomeno per cui la cultura pop coreana (musica, tv, film) si è diffusa prima in Asia e poi nel resto del mondo.

• IDOL È il (o la) cantante di un gruppo K-pop, con un’immagine molto “avvicinabile” e spesso anni di allenamento durissimo alle spalle.

• COMEBACK L’uscita di una nuova canzone. Spesso un gruppo K-pop può avere anche due o tre comeback all’anno, con singoli, EP o album.

• TRAINEE Un apprendista che si sta allenando per far parte di un gruppo e spesso vive con altri trainee nei dormitori della sua casa discografica.

• ROOKIE Un gruppo che ha debuttato recentemente, in genere negli ultimi due anni.

Le band più famose