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Festival di Sanremo 1951

Durante la prima edizione del festival la vittoria va a « Grazie dei fiori», interpretata da Nilla Pizzi, al secondo posto « La luna si veste d’argento», duetto dalla stessa Pizzi con Achille Togliani

27 Gennaio 2015 | 14:35

Una rassegna musicale per rilanciare il turismo nella città dei fiori. L’idea, inserita nelle proposte presentate da una commissione coordinata da Amilcare Rambaldi, è del 1945, ma diventa realtà solo sei anni dopo, grazie all’iniziativa del maestro Giulio Razzi, direttore della Radio Italiana. L’intenzione di Razzi è quella di rinnovare la
programmazione musicale, ancora legata alle decisioni di una commissione artistica di formazione classica.

Nasce così il Festival della Canzone Italiana, un concorso aperto a tutte le case editrici musicali. Tra le 240 composizioni arrivate ne vengono scelte 20, che verranno eseguite all’interno del Casinò (prezzo del biglietto: 500 lire), davanti al pubblico del Salone delle Feste. Le interpretano la bolognese Nilla Pizzi, il mantovano Achille Togliani e il Duo Fasano (le sorelle torinesi Dina e Delfina Fasano), accompagnati da due orchestre, entrambe dirette dal maestro Cinico Angelini. L’intero cast, compresi i cantanti e il presentatore Nunzio Filogamo, sono dipendenti della Rai.

L’emittente pubblica segue l’evento trasmettendo sulla Rete Rossa, nelle tre serate del Festival (dal 29 al 31 gennaio), le canzoni in gara, interrompendo però la diretta alla fine dell’ultima esecuzione, senza  aspettare il verdetto della giuria. Il regolamento prevede che solo metà delle canzoni in gara arrivino in finale. La classifica è decisa dai voti del pubblico in sala, che assiste alle esibizioni durante la cena mentre i camerieri girano tra i tavoli.

Tra lo sparuto gruppo di giornalisti che assiste alla serata finale il più autorevole è Gianni Giannantonio, corrispondente del Radiocorriere. Il pubblico del Casinò assegna la vittoria a « Grazie dei fiori», interpretata da Nilla Pizzi. Il brano, intenso e sofisticato, diventerà un classico della canzone italiana. Al secondo posto, « La luna si veste d’argento», cantata in duetto dalla stessa Pizzi con Achille Togliani, terzo con « Serenata d’autunno». A Nilla Pizzi non va alcun premio per aver portato alla vittoria « Grazie dei fiori».

Per lei soltanto un bouquet di garofani e 30.000 lire di straordinario per aver cantato di sera in trasferta. Nelle settimane successive, il 78 giri della canzone regina venderà 36.000 copie, ma diventeranno popolari anche altri brani come « Sorrentinella» e « Al mercato di Pizzighettone». Un successo che sorprende tutti e assicura un futuro al Festival di Sanremo.