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Festival di Sanremo 1991

Trionfa come da pronostico Riccardo Cocciante, davanti a Zero e a Masini

26 Gennaio 2015 | 15:44 di Antonio Mustara

Nel 1991 il Festival torna al Teatro Ariston. Nonostante le perplessità iniziali, lo scenografo Uberto Bertacca trova lo spazio per i 44 musicisti e gli 8 coristi dell’orchestra. Rispetto all’edizione precedente cala il numero delle canzoni in gara, da 48 a 36. Viene mantenuto l’abbinamento dei Campioni con gli interpreti stranieri, ma la guerra del Golfo, appena iniziata, blocca negli Stati Uniti gli interpreti più attesi: Bee Gees, Stevie Wonder, Al Jarreau, Manhattan Transfer. In compenso, arrivano Grace Jones, Gloria Gaynor, la tedesca Ute Lemper e l’israeliana Ofra Haza.

Dopo i Pooh, Adriano Aragozzini porta in gara un altro pezzo da 90, Riccardo Cocciante. E con lui Renato Zero (in cerca di un rilancio dopo cinque anni di crisi) che arriva a Sanremo accompagnato da migliaia di «sorcini». Ci sono anche Enzo Jannacci, Pierangelo Bertoli, Umberto Tozzi e Raf oltre agli immancabili Fiordaliso, Al Bano e Romina Power (per l’ultima volta insieme al Festival) e ai vincitori morali del 1990, Amedeo Minghi e Mietta. Le prime tre serate mettono in luce la qualità dei brani di Jannacci (« La fotografia»), Zero (« Spalle al muro», scritta da Mariella Nava) e Bertoli (« Spunta la luna dal monte» con i sardi Tazenda), mentre fa discutere il testo di « Perché lo fai?», canzone di Marco Masini sul dramma della droga. Poco amata dai giornalisti, diventerà il più grande successo di questa edizione. Intanto, Paolo Vallesi vince tra i Giovani con la malinconica « Le persone inutili». Nella serata finale, la performance più applaudita è quella di Renato Zero. La sua canzone, poetica descrizione del lento declino di un uomo anziano, commuove il pubblico dell’Ariston che la vorrebbe vincitrice.

Trionfa invece come da pronostico, Riccardo Cocciante, davanti a Zero e a Masini. Pierangelo Bertoli, anche lui applauditissimo, si piazza al quinto posto dopo Tozzi. Il Premio della Critica va a Jannacci e, tra i Giovani, ai Timoria (« L’uomo che ride»), band bresciana fondata da Omar Pedrini e Francesco Renga. Nelle classifiche di vendita trionfa Marco Masini: il suo album « Malinconoia» è tra i più venduti del 1991, secondo dietro « Benvenuti in paradiso» di Antonello Venditti e davanti a « Gli altri siamo noi» (6°) di Tozzi e a « Cocciante» (11°) del vincitore.