Home MusicaFrancesco Motta e Matteo Berton a «Lucca Comics 2018»: canzoni disegnate

Francesco Motta e Matteo Berton a «Lucca Comics 2018»: canzoni disegnate

Il cantautore, fresco di Targa Tenco, e l'illustratore hanno unito le forze per trasformare in immagini i brani di «Vivere o Morire». A Lucca è stato anche presentato in anteprima il video di «Chissà dove sarai»

Foto: Francesco Motta  - Credit: © Claudia Pajewski

05 Novembre 2018 | 10:34 di Marco Villa

Vengono entrambi da Pisa, insieme hanno condiviso case e serate tra amici e insieme hanno hanno dato vita a un’opera tra musica e illustrazione, in cui canzoni e disegni si incrociano. Francesco Motta e Matteo Berton sono rispettivamente cantautore e illustratore: il primo ha portato a casa due Targhe Tenco con i suoi due primi dischi, mentre il secondo realizza illustrazioni che vengono pubblicate in tutto il mondo e che l’hanno portato a vincere anche le medaglia della
Society of Illustrators di New York.

Quando Motta ha avvertito la necessità di trasformare in immagini i brani del suo secondo album «Vivere o Morire», pubblicato da Sugar nel 2017, è stato naturale chiamare l’amico di sempre. Il risultato della loro collaborazione è finito in un’edizione speciale in viniile del disco che contiene anche le tavole di Berton, ma a suo modo è finito anche all’interno del video di «Chissà dove sarai», presentato in anteprima a Lucca Comics and Games 2018. Protagonisti della clip, firmata da Marco + Maria, sono due ragazzi che ballano in un contesto urbano, mentre sui muri compaiono alcune tavole dell'illustratore.

«Francesco mi ha chiesto di illustrare ogni pezzo - racconta Matteo Berton - e io a mia volta gli ho chiesto di segnalarmi quali fossero per lui i passaggi più importanti di ogni canzone. In alcuni casi invece sono stato io a farmi avanti. Ad esempio con "Ed è quasi come essere felici" ho creato un gruppo di persone senza volto e le ho poi messe in movimento nel riflesso di una pozzanghera, per ricreare il verso "E continuano a muoversi male". In generale quando lavoro sono molto preciso: ho già in testa quello che devo fare e arrivo alla fine senza deviazioni. Ultimamente però sto provando a improvvisare di più».

Un approccio al lavoro che è diametralmente opposto rispetto a quello di Motta: «Scrivere per me non è piacevole - racconta - divento insopportabile, chi mi sta intorno lo sa. Per scrivere una canzone ho bisogno di partire da un’esperienza o una sensazione che ho provato, per trasformarla in qualcosa di diverso, magari facendola vivere a un’altra persona, però ci deve essere. E poi, una volta scritta la canzone, devo sentirmi meglio di come stavo prima: deve esserci un miglioramento, perché scrivere una canzone è sempre un atto terapeutico».