Home MusicaFred De Palma: «Il reggaeton è una cosa seria»

Fred De Palma: «Il reggaeton è una cosa seria»

Il rapper torna a farci ballare con “Paloma” in duetto con Anitta

Foto: Fred De Palma e Anitta  - Credit: © Ufficio stampa

23 Luglio 2020 | 8:05 di Alessandro Alicandri

Un anno fa Fred De Palma conquistava l’estate con il singolo “Una volta ancora” in duetto con Ana Mena. Un successo clamoroso che non si è fermato ed è continuato anche al di fuori dai nostri confini. La versione in spagnolo, “Se illuminaba”, pubblicata a settembre 2019, ha ottenuto in terra iberica tre Dischi di platino e scalato le classifiche radiofoniche: è ormai rarissimo che un brano italiano arrivi così in alto e così lontano. Oggi Fred è tornato con “Paloma”, al fianco della cantante brasiliana Anitta.

Come mai non ha più Ana Mena al suo fianco?
«Credo che sarebbe stata una forzatura. È un momento d’oro per me, non volevo precludermi la possibilità di farmi notare fuori dall'Europa duettando con un’artista di fama internazionale».

Anitta ha collaborato con Snoop Dogg e Madonna. Come l’ha convinta?
«Sono stato fortunato, aveva già ascoltato “Se illuminaba” e se ne era innamorata».

“Paloma” è molto diversa.
«Sì, i suoni sono quelli del “vallenato”, genere popolare in Colombia che si distingue per la presenza di fisarmoniche».

Chi è Paloma?
«È un tipico nome femminile spagnolo che in italiano significa “colomba”. Io la vedo come un simbolo di libertà».

È un augurio dopo l’emergenza?
«Sì, infatti nel brano Anitta canta: “Vorrei portarti con me dove nessuna nostra paura può farci male”».

Su Twitter ha scritto: “Il reggaeton è una cosa molto seria”. Perché?
«Perché alcuni ci fanno sentire ancora sbagliati. Sono stato a Miami in Florida e a Medellín in Colombia, che non a caso cito nel brano. Lì è uno stile musicale molto rispettato. Piace a me, piace alla gente: qual è il problema?».

Arriverà anche un album?
«Sì, entro settembre e il reggaeton sarà protagonista. Nel mondo è un genere che non si ascolta solo d’estate e i miei brani dimostrano che è così anche in Italia».