Home MusicaI Garbage e «Strange Little Birds», l’intervista a Shirley Manson

I Garbage e «Strange Little Birds», l’intervista a Shirley Manson

In arrivo il nuovo album della band, a quattro anni di distanza dal precedente. L'8 giugno saranno in Italia per la loro unica data, al Fabrique di Milano

Foto: Shirley Manson e i Garbage

31 Maggio 2016 | 16:00 di Stefano Gradi

Negli anni '90 i Garbage sono stati una delle band sulla cresta dell'onda grazie al loro rock alternativo che non disdegnava le sonorità elettroniche. Ora sono tornati con il nuovo singolo «Empty», che anticipa di pochi giorni l'album «Strange Little Birds». E, in occasione della loro unica data in Italia il prossimo 8 giugno al Fabrique di Milano, abbiamo avuto l'opportunità di scambiare quattro chiacchiere con Shirley Manson, leader e cantante del gruppo.

Shirley, come mai a quattro anni di distanza dal precedente, avete deciso di pubblicare proprio adesso il vostro nuovo album?

Ci siamo detti, perché no? Non esiste un periodo ideale per pubblciare un nuovo lavoro, sono soltanto i tempi naturali di lavorazione della nostra band. Noi rilasciamo un disco solo quando pensiamo di averlo finito per bene.

Voi avete molti fan in Italia, sin dai tempi dei vostri primi due album. Ascoltando "Strange Little Birds" sembra che abbiate preso molta ispirazione da quei due lavori

Penso che siano dischi molto differenti tra loro, questo nuovo album esplora dei nuovi territori per la nostra band. Le canzoni sono molto diverse, ma il sound è sicuramente familiare per le persone che amano i Garbage. Se i fan hanno amato i nostri primi due album, ameranno sicuramente anche questo. In questo disco, però, abbiamo esplorato il nostro lato più scuro.

Abbiamo pensato la stessa cosa ascoltando diversi brani lenti e "dark"

Sì, è un disco molto melanconico che cerca di esprimere come noi ci sentiamo in relazione a quello che stiamo vivendo nel mondo oggi.

Quindi con questo album volete raccontare alle persone come vi sentite e quello che provate

Io penso che prima di tutto noi vogliamo essere una voce autentica. Al giorno d'oggi, se ti poni come una band rock alternativa che non fa musica allegra e positiva, non vieni mai passata in radio. Per questo motivo si ascolta molta musica felice e solare, ma che a noi sembra non autentica e quindi non cerchiamo una "hit". Il mondo negli ultimi due decenni non è stato un posto felice. Noi come Garbage vogliamo essere autentici, anche se questo comporta non essere troppo popolari. E, stranamente, restando fedeli alla voglia di essere veri, crediamo di aver fatto qualcosa di magico.

Nonostante questo però il vostro nuovo singolo "Empty" (e forse anche "Blackout") possono diventare dei successi radiofonici, non ve lo aspettate?

Si, probabilmente sì. In ogni disco che facciamo ci aspettiamo che un paio di canzoni passino in radio, ma questo non sempre avviene. Penso che «Empty» sia una canzone molto forte, sia per il tema che per la melodia. Stranamente, però, sembra che nessuno voglia più ascoltare musica da una band che è sulla scena da più di vent'anni, sembra che tutti vogliano puntare su nuove proposte, nuovi suoni, artisti sempre più giovani, quasi che siano preoccupati di invecchiare, di crescere.

Ti posso assicurare che in Italia non succede così, soprattutto negli ultimi due anni si è tornati ad ascoltare i cantanti e le band che erano popolari negli anni 90, quindi dovete venirci spesso!

E' molto interessante questa cosa. In effetti l'Italia è davvero diversa dal resto del mondo perché ha una storia e una cultura musicale senza eguali, a partire dalla musica classica. Probabilmente gli italiani apprezzano i bravi cantanti e i bravi autori, qualcuno che duri nel tempo e non i giovani cantanti usa e getta

Sarete a milano l'8 giugno, suonerete solo le canzoni del nuovo album o ripercorrerete la vostra storia musicale?

Si, non vediamo l'ora di tornare in Italia. Suoneremo quattro nuove canzoni e poi un mix dei nostri album precedenti. Ci sarà qualcosa da ogni disco

Come mai avete scelto "Empty" come primo singolo dell'album?

Perché pensiamo che "Empty" sia un po' il riassunto del disco, una canzone che racconta tutto quello che volevamo dire, dai suoni al significato. E' un mix tra una canzone pop e una rock con delle chitarre forti, ha una bella melodia ed è facile da cantare. E parla direttamente alla società nella quale stiamo vivendo. Ognuno di noi ha un'ossessione verso qualcosa, verso il cibo, verso il gioco, verso le donne, oppure anche solo verso Internet, verso i nostri smartphone, ma in realtà stiamo solo cercando delle risposte. "Empty" è incredibilmente autentica.

Vi aspettate qualche remix di "Empty" o di qualche altro brano, come successo in passato per voi o, ultimamente, per tante rock band?

No, per due ragioni. La prima è che è davvero costoso avere dei remix da dj famosi per una band con una piccola etichetta indipendente come la nostra. Abbiamo davvero speso un sacco di denaro negli anni '90 per avere dei remix, ma adesso non ce lo possiamo permettere. E la seconda è che noi, come band, abbiamo definito come vogliamo che la nostra musica sia ascoltata. Vorremmo che questo album fosse ascoltato come un vecchio LP in vinile, una canzone dietro l'altra, una storia che va dalla prima all'ultima. Non come un mix di brani che vengono ascoltati a caso. Noi non vogliamo per forza avere delle hit, vorremmo che le persone ascoltassero la musica che facciamo e che, nel bene e nel male, se la gustino fino in fondo.