Home MusicaGiorgio Moroder e il nuovo album “Déjà Vu”, l’intervista

Giorgio Moroder e il nuovo album “Déjà Vu”, l’intervista

Il re della disco elettronica è tornato con un nuovo album ricco di collaborazioni con artisti quali Sia, Britney Spears, Kylie Minogue, Charli XCX e Kelis

Foto: Giorgio Moroder

12 Novembre 2015 | 17:45 di Stefano Gradi

75 anni e non sentirli! E' la prima impressione che abbiamo avuto incontrando Giorgio Moroder, il re (italiano) della disco music elettronica, riportato in auge due anni fa dai Daft Punk con "Giorgio by Moroder", una delle tracce più apprezzate di "Random Access Memories". In questi mesi Moroder ha rilasciato alcuni singoli ed è tornato all'attivita di dj in giro per le discoteche di tutto il mondo. Nel frattempo ha lavorato al suo nuovo album "Déjà Vu", anticipato dalla splendida "74 is the new 24" nell'autunno scorso. Successivamente abbiamo potuto ascoltare "Right Here, Right Now" cantata da Kylie Minogue e "Déjà Vu", la title track cantata da Sia.



L'album, composto da 12 canzoni, vede anche la collaborazione con Britney Spears in una cover di "Tom's Diner" di Suzanne Vega. "Diamonds", cantata da Charli XCX, sembra essere il perfetto singolo per l'estate, mentre la traccia che mostra l'inconfondibile stile Moroder è indubbiamente "La Disco". In occasione del lancio del nuovo album abbiamo avuto l'opportunità di incontrare Giorgio Moroder che ci ha raccontato qualcosa in più della sua carriera e del percorso che lo ha portato alla realizzazione di "Déjà Vu".

E' un grande piacere poter parlare con un pioniere della musica elettronica, come sono nate le sue produzioni?

"Switched On Bach" (disco del 1968, rielaborazione con il Moog dei "Concerti di Brandeburgo" di J.S. Bach, da sempre considerato il primo esempio di elettronica grazie all'utilizzo del primo sintetizzatore musicale, ndr.) è il disco che mi ha convinto delle potenzialità di un sintetizzatore e del voler creare musica elettronica. Il primo disco elettronico che ho prodotto è stato "I Feel Love" con Donna Summer nel 1977, poi è arrivato "Chase" (canzone tratta dalla colonna sonora di Fuga di mezzanotte, del 1978), un pezzo dinamico fatto su richiesta di Alan Parker, il regista del film.

"Chase" nel corso degli anni è diventato un pezzo storico, riportato in auge da diversi remix

Si, ci sono almeno una decina di remix straordinari di quella canzone, è anche molto usata come jingle nei programmi radiofonici americani.

Lei è diventato famoso in tutto il mondo negli anni 70-80, un'intera generazione ha invece conosciuto Giorgio Moroder solo dopo essere stato riportato alla ribalta due anni fa dai Daft Punk

I Daft Punk mi hanno chiesto se avessi voluto collaborare con loro, ma io non avevo un' idea di quello che avessero in mente, pensavo di andare in studio, magari suonare il pianoforte e creare un brano. Invece no, loro volevano solo che parlassi della mia vita. Non ho più sentito niente per mesi e non avevo idea di come volessero unire la musica con le mie parole. Poi mi hanno fatto sentire il pezzo e mi è piaciuto immediatamente, hanno fatto un bel lavoro.

E' stato grazie a quella collaborazione che ha avuto l'idea di tornare sulla scena musicale?

Si si assolutamente. Normalmente un artista che non lavora più da anni non decide di punto in bianco di pubblicare un disco nuovo, deve avere un motivo valido. Io non sono un cantante, ma compongo solo le musiche, devo avere qualcuno che canta sulle mie basi. Quindi non sarei potuto andare, per esempio, da Britney Spears e chiederle di collaborare a una canzone con me perché lei non lo avrebbe mai fatto. E poi senza l'aiuto di una casa discografica non sarei riuscito a realizzare niente. Quindi ho ascoltato delle offerte e alla fine ho scelto Sony perché ho pensato che avrei potuto fare delle belle canzoni con gli artisti del loro catalogo.

Quindi ha scelto la casa discografica proprio per gli artisti con cui avrebbe potuto collaborare?

Si l'idea era proprio quella perché tu puoi voler lavorare con chiunque, ma se quel particolare cantante non fa parte della tua casa discografica, una collaborazione è impossibile. E' stata un po' una combinazione tra le idee della casa discografica, le mie proposte e quelle del mio manager. E' stata una selezione abbastanza complessa.

Aveva già le idee chiare riguardo ai nomi da richiedere?

Beh a dire il vero io non avevo più un gran successo, non ero più al livello, per esempio, dei Daft Punk o di Pharrell, quindi non mi aspettavo questi grandi nomi. Io ero già contentissimo di Charli XCX. Poi quando abbiamo iniziato a parlare di Britney Spears ho pensato: "wow la Spears vuole fare un pezzo con me!". E' stata una selezione abbastanza lunga, ci ho messo quasi due anni per completare il disco.

Abbiamo ascoltato "Déjà Vu" e ci sembra un perfetto mix tra pop ed elettronica, in puro stile Moroder. E' stato difficile portare le sonorità degli anni 70-80 ai giorni nostri?

Per quanto riguarda i suoni, no, è stato facilissimo, perché ne ho fatti a centinaia negli anni. Il problema, però, è stato che all'inizio volevo fare un album con musica disco, poi mi sono reso conto di dover realizzare qualcosa di nuovo, però con un tocco retrò, un po' come hanno fatto i Daft Punk con "Random Access Memories". Quindi ho realizzato un album che è una combinazione tra suoni retrò e genere EDM (Electronic Dance Music, come viene chiamata la musica dance nel mondo, ndr.).

Parlando di EDM, abbiamo visto che è tornato a fare dei dj set in discoteca, come per esempio al Pacha di Ibiza

Sì, dopo un po' di pausa per il lancio dell'album, sono tornato a fare molte serate in discoteca, adesso faccio proprio il dj!

Deve essere gratificante essere acclamato da persone molto giovani, magari neanche nate quando lei aveva successo

Si è molto bello. Molte volte mi sono chiesto come i giovani potessero conoscere i miei pezzi. Semplice, vanno su internet e li cercano scrivendo il mio nome!

Magari anche cercando le canzoni delle colonne sonore di film di successo quali "Scarface", "Top Gun", "American Gigolo" e "La storia infinita", scoprendo che le ha composte lei

Eh si, infatti, anche persone del mondo musicale mi chiedono ancora se ho fatto io la colonna sonora di "Top Gun". L'altro giorno, per esempio, abbiamo parlato di "Call Me" (canzone cantata da Blondie e parte della colonna sonora di "American Gigolo", ndr.) e mi chiedevano esterrefatti se l'avessi realizzata io. Adesso i giovani sono molto più informati di venti o trent'anni fa, ascoltano musica in ogni occasione e con qualsiasi mezzo. Una volta o compravi il disco o ascoltavi le novità alla radio. Ora grazie ai servizi online puoi ascoltare tutto quello che vuoi, quando vuoi.

Proprio su internet, su Facebook e Twitter, lei è seguito da molti fan. Come è stato affacciarsi a questi nuovi mezzi di comunicazione?

E' tutta colpa sua (indica la moglie ridendo, ndr.), è lei la mia social media manager. Al giorno d'oggi bisogna farlo, alla gente piace conoscere qualcosa in più dei propri artisti preferiti

Tornando un attimo indietro, la sua collaborazione più famosa è stata quella con Donna Summer, ci racconta qualcosa di lei?

Lei era brava, proprio brava. Aveva cantato nel musical "Hair" e dopo aver concluso quell'esperienza, si esibiva in qualche locale dal vivo. Allora io l'ho invitata in studio per delle prove, mi è piaciuta moltissimo e abbiamo inciso subito due pezzi. Poi il successo è arrivato con la famosa "Love To Love You Baby" che è stata la numero uno in assoluto per me e per lei.

Nelle collaborazioni di questo disco (Britney Spears, Sia, Kylie Minogue, Charli XCX) avete lavorato in studio assieme o ha semplicemente mandato loro le basi?

No, ormai c'è un sistema totalmente nuovo. Sia, per esempio, non l'ho mai incontrata, spero di farlo prossimamente. Le ho mandato la base, lei ha scritto le parole, ha cantato e mi ha rimandato il tutto. Io poi ho riarrangiato e finito la canzone. Con Britney è stato ancora più complesso perché io ho realizzato la prima base, poi un amico l'ha rielaborata, poi lei l'ha cantata, dopodiché io l'ho ripresa e rivista, l'ho mandata in Germania da due ragazzi bravissimi che l'hanno cambiata un po' e poi è tornata da me. A quel punto l'ho rielaborata ancora e finalmente l'ho finita con un altro produttore. Insomma è stato un lavoro di sei, sette persone sparse per il mondo.

Invece con Kylie Minogue ha avuto un rapporto più diretto, è stato anche in tournee con lei

Si, con Kylie è stato più diretto. Ho lavorato alla base con un suo musicista, lei ha lavorato con un'altra cantante a Londra e ci siamo trovati a Los Angeles per finire il pezzo. Una volta lanciato il singolo, sono andato in tour con lei in Australia, è stato bellissimo. Lei è bravissima, gentile, balla e canta. ha proprio il senso della comunicazione con il pubblico.

Probabilmente per alcuni di questi pezzi usciranno dei remix per poterli suonare in discoteca...

Si, due o tre remix di "Right Here, Right Now" sono già usciti. Ne abbiamo in arrivo qualcuno per "Déjà Vu". Il primo sarà di Benny Benassi, poi uno con un nuovo ragazzo tedesco, Felix Jaehn e poi uno con Markus Schulz

Dei dj/produttori attuali, con chi le piacerebbe collaborare?

Mi piacciono Mark Ronson e Calvin Harris. Mi piace moltissimo Skrillex, anche se fa una musica molto dura. Tiesto mi piacerebbe, anche David Guetta, che conosco da anni. sono tutti bravi.