Giorgio Vanni: «Da 20 anni canto i cartoon»

Parla il re delle sigle dei manga più amati

Giorgio Vanni
1 Luglio 2021 alle 08:47

Chi era adolescente all’inizio degli Anni 2000 di certo avrà ascoltato (e amato alla follia) le sigle cantate da Giorgio Vanni. Dai brani d’apertura di “Dragon Ball” e “Pokémon”, passando per il piratesco “One Piece”, Giorgio ha accompagnato almeno due generazioni nelle storie più appassionanti della tv per ragazzi.

Proprio grazie al successo del brano “All’arrembaggio”, i fan lo chiamano da sempre “Capitano”... ma la sua nave, per così dire, non si è fermata al porto della nostalgia. Dopo vent’anni, infatti, la sua musica conquista ancora nuovi fan.

Giorgio, lei però nel 1992 saliva sul palco di Sanremo.
«Già! Ero con la mia band di allora, i Tomato, con il brano “Sai cosa sento per te”. La ricordano in pochi, ma dopo anni di collaborazioni come musicista e autore per Mango, Roberto Vecchioni e Miguel Bosé, ci fu l’opportunità di fare quello scatto di popolarità e non ce la siamo fatti scappare».

Com’è andata?
«Ai tempi è stato un salto nel vuoto e in verità non ero pronto. Cantando su quel palco ho capito che la musica pop, per come la si intendeva in quegli anni, non faceva per me».

Quando è arrivata la svolta con le sigle?
«Qualche anno dopo, grazie all’incontro con Alessandra Valeri Manera. Ha creato la tv per ragazzi in Mediaset, e le sigle che tutti amiamo le ha scritte per lo più lei. Non solo ci ha scelto, ma ci ha dato enorme fiducia».

Vi faceva scrivere con lei, vero?
«Già! Io e il mio socio, il mio “ammiraglio” Max Longhi, abbiamo portato con Alessandra il mondo delle sigle a un nuovo livello con sonorità dance, ritmi rock e testi sempre più accattivanti».

Dopo vent’anni, sembra proprio che quel periodo d’oro non si sia ancora spento...
«No, e le spiego perché. Quando il mondo dei cartoni in tv è stato “isolato” nei canali tematici, abbiamo fatto una scelta rischiosa ma fortunata, quella di continuare a fare sigle, degli omaggi, ai nuovi cartoni giapponesi e non solo».

E il pubblico ne è entusiasta.
«Sì, ed è incredibile. Devo dire grazie anche ai social e al mio canale YouTube, che sono stati un veicolo importante per sviluppare nuove idee».

Cosa ha in programma adesso?
«A metà luglio ricominciamo a suonare al “Riminicomix”, una delle mostre mercato più importanti in Italia per chi ama i fumetti e i cartoni animati».

So che ha un figlio adolescente. Conosce la sua musica?
«Sì, e posso dire che è un mio fan. Ha 16 anni ma sembra il mio manager: mi fa scoprire nuovi artisti da cui trarre ispirazione. Su tante cose, ormai, Lorenzo ci vede più lungo di me».

Seguici