Home MusicaGli pseudonimi delle star: dietro i loro nomi c’è una bella storia

Gli pseudonimi delle star: dietro i loro nomi c’è una bella storia

Dalla A alla Z, tutte le curiosità su 20 grandi artisti della musica italiana

Foto: Marracash, il suo vero nome è Fabio Rizzo  - Credit: © Instagram

30 Luglio 2020 | 09:24 di Alessandro Alicandri

Sono curiosi, originali e folli: sono i nomi d'arte delle star della musica. In un viaggio tra artisti del passato, presente e... futuro, ecco dalla A alla Z 20 storie eccezionali che stanno dietro uno pseudonimo.

Al Bano (Albano Carrisi) Negli anni 60 a Milano il produttore Pino Massara ha coniato per lui questo nome d’arte. L’ha scelto per la sua voce con inflessioni da blues-man americano. Ricordava tanti artisti statunitensi famosi in quel periodo che si chiamavano per l’appunto “Al”.

Achille Lauro (Lauro De Marinis) Molti gli chiedevano se fosse parente di Achille Lauro, politico campano. La cosa lo divertiva e si è fatto poi chiamare come lui.

Baby K (Claudia Judith Nahum) La chiamavano così gli amici per la sua attitudine al rap. Alcuni artisti hip-hop americani infatti, quasi tutti dall’aria truce, usavano ironizzando l’appellativo “baby”. “K” è invece il suono delle prime lettere del suo nome, Claudia.

Coez (Silvano Albanese) Chi viene dall’hip-hop, spesso inventa un soprannome per scriverlo in giro per la città. La combinazione di lettere gli permetteva di non staccare mai il pennarello dalla parete.

Ernia (Matteo Professione) Alle medie era un nomignolo affibbiato da lui a una sua compagna affetta da ernia ombelicale. Per controbattere, lo iniziò a chiamare pure lei “Ernia”. «Da un certo momento in poi» racconta «chiamarono Ernia solo me».

Fedez (Federico Lucia) Un amico ai tempi della scuola, dopo avergli fatto delle foto mentre giocava a basket, gliele ha inviate in una cartella digitale chiamata “Fedez”.

Gué Pequeno (Cosimo Fini) Nasce da un vecchio soprannome, “Il Guercio” (dovuto a un suo difetto a un occhio) unito a uno dei protagonisti del film “City of God”, il temibile Zé Pequeno.

Irama (Filippo Maria Fanti) È l’anagramma di Maria, suo secondo nome. In lingua malese vuol dire “ritmo” e non è assolutamente un caso: fin da piccolo viveva sopra un pub e il primo abbozzo di canzone originale l’ha scritto a 7 anni.

Jovanotti (Lorenzo Cherubini) Nelle sue prime serate da disc jockey doveva chiamarsi “Joe Vanotti” ma il tipografo sbagliò a stampare il manifesto. Quell’errore gli portò fortuna

Levante (Claudia Lagona) A 12 anni una sua amica la chiamò Levante riferendosi al personaggio del film di “Il ciclone” interpretato da Leonardo Pieraccioni.

Mahmood (Alessandro Mahmoud) Il suo cognome arriva dal papà di origini egiziane. Ha sostituito la “u” perché il suo nome significasse “my mood”, in inglese “il mio stato d’animo”.

Marracash (Fabio Rizzo) Da piccolo lo chiamavano “marocchino” perché aveva carnagione scura. Da lì il gioco di parole con la città Marrakech storpiata per alludere al denaro (“cash”).

Patty Pravo (Nicoletta Strambelli) A scuola amava Dante e soprattutto la parte dedicata all’inferno. Da qui “Pravo”: richiama le “anime prave”, cioè perverse dei gironi. Patty, invece, era un nome di tendenza in quel periodo.

Raf (Raffaele Riefoli) Raf è l’abbreviazione del suo vero nome. La curiosità è che in alcuni Paesi europei dove è diventato popolare grazie al Festival di Sanremo si faceva chiamare Raff, con due effe, richiamando il “riff raff” inglese, ovvero la canaglia.

Sfera Ebbasta (Gionata Boschetti) Sfera era il nome che scriveva come “tag” sui muri, mentre Ebbasta è nato per completare il suo profilo “fittizio” su Facebook. Per non dire il suo cognome reale scrisse Ebbasta e rimase anche come firma nei suoi brani.

Stash (Antonio Fiordispino) Stash è il suo vero secondo nome. L’origine è rock: arriva da una parola inclusa nel testo di “Money” dei Pink Floyd. Letteralmente significa “piccolo tesoro”.

Takagi & Ketra (Alessandro Merli e Fabio Clemente) Takagi è l’evoluzione del nome THG usato già nei Gemelli DiVersi: è una sostanza usata dai culturisti per aumentare la forza. Mr. Ketra «è un nome casuale scelto nella mia breve carriera da graffitaro» dice Fabio «una carriera durata solo due bombolette».

Tha Supreme (Davide Mattei) L’origine è ancora misteriosa, ma molti dicono si chiami così per uno dei brani “colonna” della sua formazione, ovvero “King’s Supreme” di Bassi Maestro, En?gma, Ensi, Gemitaiz, Hell Raton, Rocco Hunt e Salmo.

Ultimo (Niccolò Moriconi) «Voglio far capire per chi scrivo: per coloro che non hanno un domani sicuro e non hanno paura di sentirsi persi» dice. Si è fatto un tatuaggio con la parola “last”: vuol dire “ultimo” in inglese.

Zucchero (Adelmo Fornaciari) Una maestra alle elementari gli diceva che era «dolce come lo zucchero». E quella parola lui non l’ha mai dimenticata.